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Pseudo-aspirante scrittore; studente; cazzataro...

Camera 22

Amenità,rarità,cazzate e invocazioni
November 22

La Confraternita del D@d@ a vedere Lazio-Milan (2 di 3)

Avevo sottostimato quanto avevo da dire, perciò sarà necessaria una terza parte. Ho anche numerato i paragrafi così sarà più facile leggere.
Si va...
 

1. Il trucco della bottiglia e altri fondani

Arrivati all’ingresso dello stadio, abbiamo trovato altri fondani, tra i quali un professore delle Superiori dei miei amici.

Ma soprattutto io ho visto un mio amico con il quale ci sono state delle accese discussioni sul calcio, dato che lui è milanista e io a quei tempi ero un fervente juventino. Avevo paura che se mi avesse visto avrebbe gridato a tutti che c’era uno juventino lì, perciò ho cercato di non farmi vedere.

Tutto inutile: sono stato scoperto. Comunque, alla fine si è limitato solo a farsi una risata e a chiedermi se ero venuto a gufare. Io gli ho detto che ero lì per tifare per la mia squadra di Fantacalcio, dato che me ne giocavano 5 tra Lazio e Milan. Ma su questo torneremo dopo.

Comunque, dopo aver passato il tornello e aver ricevuto i complimenti dalla signora che se ne occupava (“Cesidio! Non mi era mai capitato uno chiamato così! Che bel nome!)

Sarà…

Arriva il momento topico. Mica la partita! La questione della bottiglietta d’acqua…

Negli stadi non si possono portare bottigliette, o meglio, si può, ma devi togliere il tappo. Quindi io ho pensato, bè, mi nascondo un altro tappo in tasca, così lo sostituisco con quello che mi faranno buttare.

Solo che c’è stato un cambiamento: adesso non ti fanno più entrare con la bottiglietta senza tappo, ti fanno svuotare tutta l’acqua in un bicchierone di carta gigante tipo quelli del McDonald’s. Un bicchierone senza tappo, ovviamente.

Al che io ho guardato il mio bicchierone. Poi ho preso il tappo che avevo in tasca. Poi è arrivato Gabriele che si è fatto una risata e mi fa: “Adesso puoi metterci il tappo, eh!”

 

2. Dentro

Finalmente siamo entrati nello stadio, più o meno alle 2 di pomeriggio. La vista è stata emozionante. L’Olimpico sembra più grande in televisione. Da dove stavamo noi si vedeva anche abbastanza bene.

L’unico problema era quel cazzo di bicchiere scoperto. L’ho poggiato per terra mentre mangiavo, ma naturalmente ci sono finite dentro le briciole di pane. Sembrava che stessi ciccando il mio panino in un posacenere, Cristo! Allora mi sono scolato quasi tutta l’acqua e ho mandato affanculo quel cazzo di bicchierone.

 

3. In incognito

Man mano che si avvicinava l’inizio della partita, la tribuna “Distinti” dove era eravamo si andava riempiendo di milanisti (ovvio!).

E questo significa che aumentavano sempre più d’intensità i cori sulle mamme dei laziali e sulla qualità dei giocatori della Lazio e su quella dei giocatori del Milan.

Manco a farlo apposta dalla nostra parte del campo sono usciti proprio i giocatori del Milan, e già lì c’era il putiferio.

Fatto sta che con l’aumentare dei cori, io e Cristian (juventini), Gabriele (interista) e Vincenzo (Campodimele) stavamo sempre più muti. In incognito, partecipavamo anche noi, poco convinti. Cos’altro potevamo fare?

L’unico a suo agio era ovviamente D’Adamo, milanista.

Comunque sia, a un certo punto tutti si sono alzati sugli sgabelli, e quindi ci siamo dovuti adattare anche noi, per vedere la partita. Non capisco perché non stavano bene seduti… forse qualcuno c’aveva le emorroidi e tutti gli altri lo hanno imitato. Boh. Brutta bestia, la moda.

 

4. Riscaldamento.

Si avvicinava l’inizio della partita, e la bolgia cresceva. Ovviamente ora c’erano anche i laziali in campo, tra i quali il mio Muslera del Fantacalcio che parava i tiri (a differenza di quanto fa in partita).

Ronaldinho invece ha fatto dei gol fantastici. Pallonetti di tacco sotto l’incrocio. Peccato che con i gol durante il riscaldamento non ti danno il +3 al Fantacalcio. Sennò adesso sarei primo in classifica.

Ad un certo punto vedo laziali e milanisti che si contendono la palla vicino la porta della Lazio e dico: “Guarda, si stanno allenando insieme”. Poi mi rendo conto che la partita è iniziata, ecco perché si stanno contendendo la palla. Per fortuna che ‘sta cosa idiota non l’ha sentita nessuno. Allenarsi insieme. Mah!

 

5. Partita la partita.

La partita nel complesso è emozionante. La Lazio parte bene, ma dura poco. E’ il Milan a prendere ben presto il sopravvento e così, verso il ventesimo minuto, arriva l’uno a zero.

Siccome noi eravamo dall’altra parte dello stadio, non si capisce subito chi abbia segnato. Certo, tutti esultano come dei pazzi, anche Vincenzo, ma io resto fermo. Devo prima essere sicuro che non abbia segnato Borriello, che ha schierato Paolo al Fantacalcio contro di me. Una volta che vedo che il gol è di Pato, posso esultare anche io. Ma evidentemente solo per ragioni di Fantacalcio.

Dopo poco arriva anche il raddoppio, e di nuovo non si capisce chi cazzo sia. Gira che voce che è di nuovo Pato, o Nesta (che ha Paolo!), o… Thiago Silva! Che ho io al Fantacalcio. Vivo quindi attimi di trepidazione, finchè non scopro che… si, è proprio lui, Thiago Silva ad aver segnato. E’ normale quindi che la mia esultanza abbia fatto impallidire quella dei milanisti. Devono aver pensato che sono berlusconiano, oltre che milanista. Si sbagliano su entrambe le cose.

Nell’intervallo chiamo proprio Paolo e mi assicuro che lui sta giocando in 10 al Fantacalcio. Si, è così. Gli esprimo tutto il mio cordoglio con una voce affranta, mentre muovo il pugno sinistro verso l’alto…

Nel secondo tempo la Lazio prova a riprendersi, ma è ben poca cosa. Un attacco sterile, eppure proprio un tiro del cavolo che avrebbe parato anche una tartaruga, è carambolato sul piede di un difensore del Milan ed è finito in rete. Autogol. Si, ma di chi?

O Nesta o Thiago Silva, non è chiaro. Se è Nesta, allora ho di fatto già vinto la partita del Fantacalcio. Se è Thiago Silva, si torna nell’incerto.

Arriva la scritta sullo schermo luminoso: è Thiago Silva. Mando qualche bel bestemmione. Di nuovo, i tifosi del Milan devono aver pensato che ci tenevo proprio, e invece ‘sti cazzi del Milan, lì c’era di mezzo una partita parallela tra me e Paolo.

 

Intermezzo: Il maiale arrosto

Ad un certo punto della partita si sente una puzza strana, eppure familiare. Ma io non ci faccio tanto caso.

D’Adamo e Cristian invece ci fanno più caso, dato che loro sono più vicini e la sentono maggiormente.

Mi sento chiamare da D’Adamo. Mi gir verso di lui, e mi fa, ridendo: “Qua stanno arrostendo il maiale”

Al che capisco cosa è quel profumo. Canna. Qualcuno si sta fumando una canna. E ci sta arrivando addosso tutta quella puzza.

C’era uno che si stava fumando un torcione assurdo… un bel paninozzo d’erba da godersi durante la partita… e noi dovevamo subirci tutto quel fumo di rosmarino e alloro. Grazie che eravamo allegri!

 

Nell'ultima parte: Un'esultanza in differita; Noi VS Polizia; Cercello bagnato, Cercello fortunato; Secchiate d'acqua e altri dialoghi

 

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November 15

La Confraternita del D@d@ a vedere Lazio-Milan! (Parte 1 di 2)

Okay, l'idea era semplice: andare a vedere una partita di Serie A prima che l'anno prossimo entri in vigore 'sta nuova tassa chiamata Tessera del Tifoso.
La scelta è ricaduta su Lazio-Milan, dato che c'era un nostro amico di Roma, Mario, che ci ha dato tutte le informazioni possibili.

L'unica cosa che mi lasciava un pò perplesso era che avremmo visto la partita... in mezzo ai milanisti!
Eh si, perchè il biglietto nel settore ospiti costava solo 20 euro. Un'occasione.
E così io, il Dada, Gabriele, Cristian e Vincenzo abbiamo deciso di andare.
 
Già comprare i biglietti è stata un'Odissea. Su Internet sono finiti subito. Siamo andati alla Lottomatica di Latina, la più vicina, ma anche questa li aveva finiti. Però ci ha indirizzati verso un bar lì vicino che aveva sicuramente i biglietti.
Siamo andati al suddetto bar e, no, altro buco nell'acqua. I biglietti comprendevano anche viaggio con l'autobus per un totale di 50 euro.
A quel punto l'ultima opzione: comprarli a Roma. Solo che io ero un pò preoccupato, perchè mi sarei dovuto portare appresso i soldi di tutti, ovvero 100 euro.
Aggiungete che Gabriele e Vincenzo invece di darmeli cash volevano farmi la ricarica sulla Postepay, salvo scoprire che non potevano perchè non avevano tutti i miei dati.
E aggiungete che io ho rimandato perchè pioveva da pazzi, capirete che quando finalmente Mario ci ha comprato i
biglietti (grazie ancora, Mario!), è stato già un traguardo.
 
Su un punto ero chiaro: anche se era Domenica e il giorno dopo avevo lezione all'Università, io volevo assolutamente partire da Fondi la mattina e tornare a Fondi la sera. Non mi interessa che stavo già a Roma e potevo approfittarne. Non mi interessa che la cosa più comoda da fare sarebbe stata di passare il fine settimana a Roma. Non mi interessa nulla di tutto ciò. Un viaggio in macchina tutti insieme? E' questa l'avventura!
 
Vabbè, partiamo Domenica mattina. Gabriele fa ritardo, come ci si aspettava, visto che bisogna sommare i ritardi accumulati da 5 persone. Soprattutto Vincenzo, che si è fatto prendere al suo Bar Centro-Attacco a Lenola.
"Oh, ma è tardi!", fa lui.
E io, "Si, sai com'è... siamo dovuti andare a prendere qualcuno a Lenola"
E lui: "Ah, si? Chi?", ha chiesto ingenuamente. Poi ha capito che evidentemente mi riferivo a lui e si è messo a ridere.
Vabbè, il viaggio è proseguito tranquillamente, guidati dal navigatore di Gabriele. Certo, dietro si stava un pò stretti, e quelli là davanti si rifiutavano di aprire il finestrino, e D'Adamo aveva quei maledetti fazzoletti puzzolenti d'aloe (non li sopporto proprio, mi danno allo stomaco), ma abbiamo riso un sacco.
Come quando ho imitato i vecchi che dicono "BerlusconE" e "Brodi". O come quando, vicino Latina, D'Adamo ha fatto uno sbadiglio enorme indicando non so cosa. Io ho interpretato nella maniera seguente: "Ho fame, andiamo a mangiare lì". D'altronde, con quelle fauci spalancate, pareva che averebbe ingoiato Gabriele da un momento all'altro.
 
C'è stata anche una sosta all'Autogrill per cambiare l'acqua alle olive e per un caffè. Qualcuno si è anche immaginato che quello fosse l'autogrill dove è morto il povero Gabriele Sandri, come per dare una sensazione di pericolo, non so... salvo che mi ricordo che l'autogrill in questione è un altro.
 
Via di nuovo.
Siamo finalmente arrivati per l'una. L'orario previsto era di circa mezz'ora prima, ma vabbè.
Siamo stati un'oretta in fila, ma il tempo è passato veloce, devo ammetterlo.
 
Ma poi siamo entrati e...
 
Fine prima parte

 

Nella seconda parte: 4 ragazzi in incognito; un maiale arrosto allo Stadio; Esultare per la propria squadra (di Fantacalcio); Una strana uscita; Secchiate d'acqua; Ritorno a casa...

 


November 10

Una vita "Allegra"

Cos'è l'allegria? Un sentimento bello, importante, ma al tempo stesso frivolo e, spesso, anche stupido, se si guarda al contesto...
 
(Essere allegri quando la situazione è seria? Stupido. Decisamente)
 
Se l'allegria fosse una persona, sarebbe di quelle che approcci perchè ti attirano fisicamente, per poi scoprire che, poffarbacco, c'è una certa profondità d'animo in cotanta bellezza.
 
Ma un animo profondo non vuol dire un animo perfetto.
 
Mi spiego meglio... se l'allegria fosse una persona, sarebbe di quelle che parlano, che discutono, ma che in definitiva vogliono sempre avere ragione loro. Come? Evitando il conflitto. Scansando gli ostacoli. Dicendo a una persona che la lasci andare, senza spiegare il perchè, per non avere obiezioni alla sentenza.
 
Se l'allegria fosse una persona, sarebbe come il vento, che quando fischia da una parte, hai voglia tu a sperare che cambi direzione. Se l'allegria ti prende, tu sei contento... se ti ignora, puoi cercare di riconquistarla, ma non la riavrai, perchè l'allegria in fondo è crudele... non tocca mai a tutti, e a sua discrezione sceglie chi rendere allegro e chi no.
 
L'allegria è mutevole, instabile.
 
Se fosse una persona, ti direbbe che l'amore è solo spirito, condivisione, discussione, dibattito... emozioni pure, incontaminate... e se tu dici che nell'amore c'è anche il sesso, lei "No, ma cosa mi dici mai! E' triste anche solo pensarlo"
Salvo che poi ti dice "Vabbè, ciao, io vado a scopare"
 
Allegria... bah! Emozione del cavolo!
 
Colgo l'occasione per ribadire che l'aggettivo sostantivato "allegra" non è più il benvenuto su questo Blog.
 

Orgoglio fondano

L'altra sera guardavo Anno Zero. C'era questa parte in cui facevano vedere Fondi dall'alto, nella zona del mare.
 
E si vedeva il mare con la spiaggia fine che a me piace tanto. Si vedevano i boschi lì vicino. Si vedevano le montagne vicine. E ancora, appezzamenti di terreno, il Lago...
 
E pensavo, O mio Dio, che bel posto. Abbiamo una città così bella, rovinata dai mafiosi.
Abbiamo mare, montagne e pianure. Sinceramente, non so quanti altri posti possano dire altrettanto. Abbiamo un centro più o meno al passo con i tempi e le frazioni più ancorate alla tradizione.
 
E recentemente ho anche rivalutato i fondani. Funziona come con la proprietà di induzione. Conosci un fondano per bene, poi un altro, poi i loro amici sono anch'essi bravi... e così se vale per n e per n+1, vale per tutti... in realtà non dirò mai che tutti i fondani mi vanno a genio, ma, bè, meglio di qualche anno fa, quando li odiavo tutti...
 
Insomma, sono orgoglioso di Fondi e fondani. E li difenderò fino alla sfinimento. Li difenderò distinguendo le mele marce, però.
 
E allora voglio chiudere riprendendo il titolo "We are the people", grande canzone degli Empire of the Sun, e voglio dire
 
NUI SEM D' FUNN!
November 07

La Mafia è anche a Itri, Sperlonga, Sabaudia...

L'altra sera c'è stata la puntata di Anno Zero dedicata all'infiltrazione mafiosa a Fondi. E' stata una puntata bella e necessaria, per sensibilizzare molti (fondani e non) sul problema della Mafia.

L'unico neo che ho trovato è che non è stato sottolineato abbastanza un fatto elementare: che la Mafia non è solo a Fondi, nel sud pontino.

Pensare che un paese di 35 mila abitanti abbia il monopolio della Mafia qui intorno è una visione miope. Con questo non voglio prosciogliere Fondi dalle sue responsabilità, nè voglio buttarla in caciara per far sì che la gente non ci capisca nulla, com'è tipico nella strategia pidiellina (e anche piddina, purtroppo).

Voglio tirare una secchiata di merda in faccia a chi si illude di non avere nulla a che spartire con ciò che accada a Fondi. E scusate il francesismo.

A Itri ci sono state delle auto incendiate. Un ragazzo del luogo mi ha confermato che c'è molto che non va lì. (Nota scorrelata 1: tutto ciò va ad aggiungersi ai luoghi comuni su Itri, alcuni dei quali molto verosimili, come il famoso detto "Meglio sotto un treno che sopra un itrEno")

 

A Sperlonga... Dio, parlare di Sperlonga è come picchiare chi caga. Hanno costruito ovunque, hanno fatto una pista ciclabile abusiva, violao ogni anno la legge con parcheggi SOLO a pagamento (quelli liberi hanno il disco orario di MEZZ'ORA!). Senza parlare dei locali notoriamente controllati dalla Mafia.

(Nota scorrelata 2: l’anno scorso un tipo di Sperlonga ci ha tenuto a farmi sapere che il figlio si era laureato con 110 e lode. Senza sapere che anche io ero nella stessa situazione. Solo che non sono mai andato in giro a usare la cosa come presunta arma di offesa di massa. Non c’entra niente, ma mi sembrava comunque giusto dirlo, perché a un anno di distanza, ancora non mi spiego un simile comportamento

C’è poi Sabaudia, dove addirittura è stato distrutto un ponte romano, iniziativa patrocinata da un Ministro dell’attuale governo, per farci passare uno yacht troppo alto. Questi antichi romani comunisti!

Insomma, già oggi ho discusso con un signore di questo fatto. Aveva detto che la Mafia è solo a Fondi, o che comunque è incentrata lì. Che non è solo a Fondi è chiaro, o dovrebbe esserlo. Che è incentrata qui, ho altri dubbi. Qui è stata sgamata. Altrove il coperchio del pentolone ancora non è stato scoperto. Per la cronaca, poi con questo signore mi sono chiarito, ma resta il fatto che molti di paesi vicini potrebbero pensare di guardarci dall’alto in basso. Bè, se lo possono scordare! Si sveglino, piuttosto!

(Nota scorrelata 3: ah, bei tempi quando uno di Roma chiedeva “Di dove sei?”, e io “Di Fondi”, e lui “Uhm, non lo conosco”, e allora io “E’ tra Terracina e Sperlonga”. Oggi, “Di dove sei?”, “Di Fondi”, e lui “Ah, si. C’è la Mafia lì, eh?”)

November 05

Il padre, il figlio e l'asino

Questa è una favola, e come ogni favola che si rispetti, insegna qualcosa... cosa, dipende da come la interpreta ognuno di noi...
 
C'erano un padre, un figlio e un asino che dovevano andare in qualche posto... che ne so, Campodimele, le Seychelles, roba così...
 
(Sai che figurone alle Seychelles con un asino?)
 
Comunque, viaggiare sull'asino evidentemente rende il viaggio più agevole. Solo che di asino ce n'è uno solo (almeno nella favola...).
Che si fa dunque? Chi ci monta sopra?
 
All'inizio è il figlio che vi sale sopra. Il padre, da vero genitore, si sacrifica per il figlio.
Passano delle persone.
"Guardate! Quel ragazzo giovane e forte se ne sta bello comodo sull'asino, mentre quel signore più vecchio deve trascinare i piedi per terra dalla stanchezza! Che indecenza!"
 
A quel punto padre e figlio concordano che effettivamente così non va, e il padre sale sull'asino.
Passano altre persone.
"Guardate! Quel vecchio se ne sta bello in panciolle sull'asino, mentre quel giovane ragazzo, dal fisico ancora così gracile, si sta ammazzando dalla fatica"
 
I due convengono che anche questi passanti hanno ragione.
La logica suggerisce, a questo punto, di mettersi tutti e due sull'asino.
Passano altre persone.
"Guardate, quei due stanno uccidendo quel povero asino! Ma come si fa ad andare in due su un asino? Bisogna essere proprio... degli asini! Ah ah ah!"
 
I due guardano il povero asino. Effettivamente la bestiola sta soffrendo.
Decidono allora che ognuno avrà la sua dose di sofferenza, e proseguono tutti e tre a piedi.
 
Altri passanti.
"Guardate! Quei due hanno un asino e non lo stanno usando! Certo che la gente è strana!"
 
A quel punto padre e figlio decidono che, comunque si comportano, la gente avrà sempre da ridire. Perciò decidono di fare di testa loro.
 
La favola non specifica alla fine come abbiano deciso di proseguire il cammino il padre, il figlio e l'asino... ma una cosa è certa... a un certo punto è passata della gente... e questi hanno detto: "Guardate..."
 
E a quel punto padre, figlio e asino hanno risposto: "E guardate 'sto cazzo! Non avete nulla di meglio da fare che dire agli altri ciò che devono fare? Andate a farvi una sonda anale, parassiti sociali!"
 
Ah, che belle, le favole di un tempo...
 
November 04

Un altro punto di vista sull'influenza A

Adesso farò delle ipotesi... puoi pensare che siano i pensieri di un paranoico senza senso... e sulla parte del paranoico ti do anche ragione, su quella del senza senso no, perchè, che tu ci creda o no, ho delle persone informate che mi hanno detto quanto sto per scrivere.
 
Un fondano come me che ha contatti in alto? Che c'è di strano? Se si pensa che tra me e Obama ci sono al massimo 6 persone, si capisce che nulla è incredibile...
 
Dunque, da un pò si parla di questa nuova influenza. In questi giorni c'è stata una decisa accelerazione, dopo la morte di alcuni bambini in particolari.
 
E allora giù polemiche sul vaccino, che ce n'è troppo poco in giro, e dov'è, perchè non arriva, bla bla bla...
 
Ma sai, il vaccino contro l'influenza A non esiste. Almeno non quello che pensa la gente comune. Questo nuovo virus è ancora relativamente sconosciuto, e il vaccino efficace come quello per l'influenza normale ancora non c'è.
Ciò che spacciano per vaccino è, di fatto, il vaccino dell'influenza normale più altre sostanze che potrebbero essere efficaci contro l'influenza A, come potrebbe anche non esserlo.
 
La Novartis è l'unica compagnia farmaceutica che si occupa di questo vaccino. E una persona che lavora lì riferisce che la Novartis sta facendo di tutto per smerciare questo vaccino, e chissà che non riesca a far pressione anche sui media per creare allarmismo e venderne dell'altro... già sta facendo un sacco di soldi, comunque...
 
Il vaccino contiene mercurio. Tra le altre cose. Il mercurio fa male.
 
Molti dei ricoverati, anche bambini, stanno bene. Molti si riprendono. Sai, non sembra dai TG, ma non tutti muoiono.
 
Ogni anno in America muoiono 2400 persone per l'influenza normale. 
 
Se hai avuto l'influenza con 39 di febbre e poi ti è passata, forse hai passato l'influenza A.
 
Ripeto, puoi credere che queste siano tutte fandonie o meno. Io la mia l'ho detta.
 
Adieu
 
November 02

La Scuola Elementare di Chicago

Li chiamavano i Chicago Boys. Tramandavano il loro sapere oralmente, come si fa per le grandi opere epiche, e d'altronde la loro teoria è epica, è sensazione, spacca il mondo... li chiamavano Chicago Boys, ed erano il meglio dell'Economia.
 
Figuratevi il resto.
 
La scuola di Chicago afferma che lo Stato non deve mai agire sui mercati in alcun modo. Riprendendo un pò il concetto della Mano Invisibile di Smith, questa Scuola Elementare afferma che, anche se siamo di fronte a un monopolio (ovvero prezzi elevati, quantità ridotte... insomma, situazione sfavorevole per la società) non si deve intervenire (per esempio con le leggi Antitrust) perchè un monopolio può essere efficiente quanto un mercato in concorrenza, SE siamo in un mercato CONTENDIBILE.
 
E' meravigliosa questa postilla, perchè uno pensa "Che? Il monopolio è efficiente come la concorrenza? Ma che cazzata è?", e allora i Chiacago Morons, prevedendo questa reazione, sbem, hanno buttato lì l'aggiunta del mercato contendibile.
 
Ma che cos'è il mercato contendibile?
 
Una volta che uno lo capisce, torna a pensare che siamo di fronte a una grande cazzata.
 
Un mercato è contendibile quando:
- Non ci sono costi affondati da sostenere per entrare --> Prima cazzata. Ci sono sempre di costi affondati da sostenere. Per esempio, per farti conoscere, devi investire in pubblicità. Per conquistare il mercato, devi investire in R&S, ecc.
-L'impresa che entra ha la stessa struttura dei costi dell'impresa monopolista --> Altra grande stronzata. L'impresa monopolista è presente da più tempo sul mercato, quindi avrà appreso meglio come produrre a costo minimo, ha accordi con fornitori e distributori, raggiunge economie di scala, ecc.
 
Il mercato contendibile è, secondo me, un'astrazione ancora più grande del mercato in concorrenza perfetta. E' talmente astratto, che lo puoi vedere solo su un piano astrale...
 
L'idea è che, in un mercato contendibile, il monopolista è continuamente minacciato da una concorrenza potenziale, quindi sarà efficiente. Nella realtà, i monopolisti non sono scemi, e quindi credo che si sentano minacciati come ci si sente minacciati da Babbo Natale.
 
Morale della favola, la scuola di Chicago per molto tempo ha sostenuto una certa politica americana del lassez faire, del lascia stare i mercati, che tanto faranno bene da soli.
 
Ovviamente, con la crisi economica si è visto come si sono comportati bene questi mercati. E a quel punto chissà cosa ne hanno pensato i Chicago Pirla che lo Stato ha dovuto cominciare a tirare fuori un mattone di quattrini per salvare le banche.
 
Altro che epica. Le teorie della scuola di Chicago sono solo orali e non scritte, così che le stronzate non lasciano traccia.
 
Veramente, quando ne hanno parlato in classe, pensavo che avremmo terminato con un "Okay, questa è una stronzata, andiamo avanti". Invece no. 'Sta teoria maldestra mi deve impegnare anche ore di studio, pensa te!
 
Adieu
 
 
 
October 31

Berlusconi e la Crisi che non c'è

In settimana Berlusconi ha avuto il coraggio di difendere le banche, dicendo che sono state messe ingiustamente sotto accusa per la stretta creditizia.

Considerando che le banche hanno praticato VERAMENTE una stretta creditizia, si capisce come Berlusconi ancora una volta stia cercando di plasmare la realtà a suo piacimento.

 

Eppure… eppure nella sua testa (e in quella di quelli che dicono “Eh, ma c’ha ragione”) tutto fila.

 

Seguimi…

 

Per Berlusconi in realtà non sono le banche a fare meno credito, sono le imprese che stanno chiedendo meno soldi.

E stanno chiedendo meno soldi rispetto al passato perché ora stanno MEGLIO, quindi questo dimostra che la Crisi non c’è, anzi, siamo nel bel mezzo di una crescita economica, una nuova età dell’Oro da ascrivere solo ai meriti del governo, e infatti questi anni saranno ricordati ancora nell’Ottocentocinquantatreesimo secolo come “Gli Anni del Buon Governo del Fare”

 

Fare schifo, aggiungerei…
October 29

La Breve Fase Joe Fixit

Ieri ho parlato della cosidetta Fase 2, quella delle Bestemmie, ma ho anche scritto che bisogna stare attenti a segnare confini nel tempo, quando i fatti non si sono conclusi.
 
E' il caso della cosiddetta Fase Joe Fixit, che in realtà non si è rivelata un'epoca della mia vita in sè, ma una parte della più grande Fase 2.
 
Inanzitutto, breve storia su chi è Joe Fixit.
 
Ecco, Joe Fixit è Hulk. Veramente.
 
Hulk è notoriamente verde, spesso stupido e spacca tutto. Ma ci fu un periodo in cui Hulk era grigio, e più che stupido, era furbo, arrogante e violento. Era un Mostro di Frankenstein incazzato, in poche parole.
 
Tuttavia, anche la storia di questo Hulk grigio seguiva naturalmente da tutto ciò che c'era stato prima, quindi niente di strano.
 
Poi arrivò Joe Fixit.
Nei racconti precedenti Hulk era il solito Hulk, il cast di personaggi era quello usuale (tra questi Betty Ross, moglie di Bruce Banner, alter ego di Hulk, e Rick Jones, il ragazzo responsabile della nascita di Hulk). Tutto consueto.
 
Il numero dopo invece tutto cambia bruscamente e ci spostiamo dalle basi militari alle mille luci di Las Vegas, dove uno dei Casinò, il Colisseum, utilizza come picchiatore, buttafuori e guardia del corpo un certo Joe Fixit.. un omaccione alto, muscoloso, e con i caratteristici abiti da gangster.
 
Ebbene, Joe Fixit è Hulk. Hulk in incognito, che si nasconde dopo alcuni avvenimenti turbolenti e decide di inizare questa nuova vita.
 
All'inizio di quest'anno, anche per me c'è stata la Fase Joe Fixit.
 
Il 6 Gennaio ero in Italia, a Fondi, con la mia famiglia, i miei amici, la mia campagna, i miei animali, i miei fumetti... tutto da routine.
 
Qualche giorno dopo... bam! Mi ritrovo in Svezia, in un appartamento per conto mio, con un nuovo cast di comprimari, una nuova lingua da parlare (e una che non mi sono mai illuso di poter apprendere, lo svedese), una nuova Università, un nuovo modo di muoversi (la bici), una nuova moneta, eccetera, eccetera...
 
Un pò come Joe Fixit, ho chiuso quasi tutti i ponti con il passato. I primi tempi sentivo solo la mia famiglia dall'Italia. Per il resto, volevo qualcosa di nuovo, volevo anche fuggire, perchè no, volevo aria fresca, come quella che portava la neve in Svezia.
Troppi veleni, troppi rancori, troppa staticità, troppe amarezze, troppe Lavinia e Valentina e quant'altro.
 
La Fase Joe Fixit non è di per sè tale, perchè è durata molto poco. Già a metà Febbraio sono tornato per qualche giorno a Fondi, poi mi sono venuti a trovare in Svezia amici e parenti, poi sono rimasto in contatto con molti di loro, sono ritornato a Pasqua...
Insomma, quella pagina di isolamento è durata molto poco, ma in fondo me la sono goduta. In quel periodo ho apprezzato molto la Svezia, prima di arrivare a sentimenti contrastanti nei mesi successivi. In quel periodo ero soddisfatto, davvero. Ero in pace, un pò come Joe Fixit.
 
E allora? E' colpa della mia vita precedente se poi sono tornato alle solite bestemmie? No. E' colpa mia che non ho tagliato completamente i ponti con il passato. L'avessi fatto, sarei stato beato per un pò, certo, ma la domanda che mi sarei posto è: "Chi sono?"
 
Potevo essere felice, ma dovevo rinunciare a me stesso. Così come Joe Fixit doveva rinunciare ad essere Hulk. Ma seppure in incognito, io come Erasmus, e Hulk come gangster, io sapevo di essere io, e Hulk sapeva di essere Hulk. E finchè conservi questo briciolo di consapevolezza della tua vera identità, non puoi tagliare fuori per sempre il passato, la famiglia, gli amici e la casa, perchè in ognuna di queste cose c'è un pò di te.
 
Il problema allora non è trovare un modo per fuggire per sempre, ma avere la forza di tornare e cercare di rimettere le cose a posto.
 
E così sono tornato. Qualcosa l'ho messo a posto, qualcosa no. Qualcosa è migliorato, qualcosa è peggiorato. Non ho smesso di bestemmiare, nè di odiare Dio, comunque.
 
Il mio periodo Joe Fixit, in conclusione, non è che una parte di questa Fase 2, fatta di continui cambiamenti, di assenza di regole forti e autorità credibili, di bestemmie e rabbia e odio. E di amore. Non c'è nulla di peggiore dell'amore.
 
Adieu 
 
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La Fase Bestemmie

La divisione netta della vita in fasi, in epoche, si fa sempre a posteriori, quando cioè i fatti sono accaduti e, a mente fredda, possiamo analizzarli e dare delle etichette.
Quella è stata l'età dell'oro.
Quella è stata l'età dell'innocenza.
Quella è stata l'epoca tremenda, in cui non si raddrizzavano due cose di seguito.
Quella è quella fase che era iniziata male, ma alla luce di quanto è successo dopo...
 
Eccetera, eccetera...
 
Ecco, posso quindi rendere ufficiale la fase in cui mi trovo ora, dato che l'inizio della stessa risale al Gennaio del 2008, ormai quasi due anni fa... certo, dare un nome a una fase quando non è ancora finita può essere rischioso... ma sono abbastanza sicuro su dove le cose andranno, e persino le sorprese hanno smesso di soprendermi...
 
Questa fase della mia vita è la cosiddetta Fase Bestemmie.
 
Inanizutto, va detto che è la seconda Fase, cioè che da quando sono nato fino a quando ero sui 22 anni, c'è stata una sola personalità, una sola vita, una sola trama continua... ogni giorno era il naturale prosieguo di quello prima, e tutto filava... non vuol dire che tutto andasse bene, anzi, ma ogni avvenimento era una naturale progressione dei precedenti.
 
C'era stata l'infanzia, l'asilo, le elementari, il catechismo, gli amici, le medie, le ragazze, il calcio, i fumetti, il Liceo, l'Università e quant'altro... ma tutto era parte di un racconto unico.
 
E questa era la fase, diciamo così, "Unitaria".
 
Poi due anni fa c'è stato un periodo che forse non è nemmeno stato il peggiore che abbia passato, ma proprio sommato ai precedenti, ha fatto saltare tutto.
 
La Fase 2, la Fase Bestemmie, è iniziata lì. Il motivo di questo nome saranno chiari a breve...
 
Da quel momento ho mandato all'aria molto di quanto sapevo e pensavo nella Fase 1, e un pò mi sono perso, lo ammetto, e ancora non credo di aver ritrovato una parvenza di strada, o forse non è più una strada in particolare che cerco, ma mi guardo intorno nel paesaggio e noto chi passa a cui chiedere un autostop...
 
Mi sento in costante movimento da un luogo all'altro... nomade nello spirito, desideroso di una nuova casa, nostalgico della vecchia, e
soprattutto
BESTEMMIATORE
 
E' questa la cosa che contraddistingue di più questo periodo. Ho preso la cosa che reputavo più brutta nella Fase 1 e ho pensato "Se tutto ciò che sapevo era falso, allora anche il fatto che bestemmiare è brutto è falso"
Ovviamente questo non è che uno dei motivi che mi spingono ad essere blasfemo, ma fila abbastanza, no?
 
E' curioso osservare come le persone che mi stanno intorno reagiscono alle cose nuove che ho imparato a fare e a pensare, appunto, tra queste bestemmiare... vengono fuori riflessioni interessanti...
 
Per esempio che in molti casi una verità assoluta può essere vanificata da una bestemmia, mentre una bugia detta bene viene accettata... e quindi la forma prevale sulla sostanza...
 
O ancora è interessante vedere fino a che punto devono arrivare gli altri per bestemmiare...
 
Perchè certi cattolici tollerano che bestemmia, e alcuni atei no? C'è dell'ipocrisia in questo?
 
E se prima ero considerato un bravo ragazzo, la bestemmia adesso farà di me l'esatto contrario? IN base a cosa vengono dati questi giudizi?
 
La Bestemmia è una parola fluida, che cambia di continuo, si presta anche a composizioni complesse, e la mia vita è un pò così. Di stabile intorno a me c'è molto poco, ma Dio e il Tempo fanno progredire tutto innaturalmente, in un calderone di luci e colori alieni... sempre fuori onda, sempre non sintonizzato, io cerco di restare aggrappato agli eventi, e non mi illudo più di seguire un percorso ordinato verso una qualche bella meta, ma vago trascinato da forze più grandi, e mentre tutto cambia l'unica arma che ho,
l'unica cosa con cui posso difendermi
è una bella bestemmia
 
Non so quando finirà. Non so nemmeno se finirà. Questa Fase 2 potrebbe non finire più, o durare più della prima.
 
Quello che so è che mi sarebbe piaciuto tanto restare nella Fase 1... ed è questa mancanza che mi porta a bestemmiare il bestemmiabile, e non riesco a immaginare nessun tesoro o ricompensa che possano farmi cambiare idea.
 
Certo, la vita ti sorprende. Ma a me tende a non sorprendermi più. La vita per me è un alternarsi di bestemmie, dalle più futili a quelle più sentite.
 
October 26

E se Valentina si fosse unita alla Confraternita del D@d@?

Mi viene in mente che cosa sarebbe successo se io e Valentina non ci fossimo lasciati. Cioè, mi viene in mente spesso questo fatto... no, ciò che ho in testa ora è diverso, è una possibilità che non si è avverata, qualcosa di molto bello che non si è venuto a creare...
 
A volte mi sono chiesto come sarebbe stato se io e Valentina fossimo rimasti insieme. Ma in fondo la mia immaginazione era sempre limitata, pensavo solo ai successivi mesi dopo quel Dicembre 2004 e amen.
 
Ma cosa sarebbe successo se io e Vale fossimo stati insieme per molto altro tempo dopo?
 
Lei avrebbe assistito al mio ultimo anno di superstudio... all'inizio dell'Università e... avremmo litigato per la mia permanenza a Roma? Forse lei mi avrebbe spinto ad andare a Latina o alla Sapienza di Roma? Forse...
 
Ma la possibilità più interessante, quella che mi sembra più bella, è la seguente: se io e Valentina non ci fossimo mai lasciati, adesso lei sarebbe con me nella Confraternita del D@d@. Sarebbe fantastico.
 
Pensa, avrei il migliore dei mondi: amici con cui divertirmi, scherzare e uscire e una ragazza che rispetto, che mi interessa, che forse, dopo tutti questi anni ipotetici, amo.
 
E immagino già le interazioni che potrebbero nascere... D'Adamo che scherza sulle sue espressioni, Claudia e Veronica che parlottano con lei mentre noi "maschi" ce ne andiamo per conto nostro...
 
E sarebbe fantastico poter guardare prima una delle espressioni strane di Attilio, e poi muovere il capo e vedere quel profilo da attrice di Hollywood degli anni '50, quel naso aquilino e acuto, dolce e ripido al tempo stesso, come la sua anima... ma basta pensarci...
 
Non so se esista un mondo in cui le cose sono andate così... in fondo non è nulla di straordinario... proverei ciò che provano già D'Adamo e Yuri, che hanno la fortuna di avere un gruppo di amici e una ragazza seria.
 
D'altronde è proprio quello l'elemento che mi manca che renderebbe il gruppo speciale. Mi manca Valentina. Attenzione, non mi manca una ragazza qualunque. Mi manca Valentina. Lei è l'unica ragazza che conosco che starebbe bene nella Confraternita. Non è roba da tutte.
 
Una ragazza e degli amici? Una cosa normale, insomma. Tranne per quelli come me.
 
Non credo che questo mondo sia utopico. Si tratta di un mondo parallelo che ha buone ragioni di esistere... forse ci sto pensando perchè in questo momento la nostra Terra e quella Terra si stanno compenetrando in parte...
 
Su quella Terra sono felice e ringrazio Dio. Qui molto felice non sono e bestemmio 24 ore al giorno. Come cambiano le cose. Basta poco, per passare dall'essere un fervente cattolico a un cinico blasfemo con il sogno nel cassetto di trovare una via per il Paradiso e un'Arma in grado di uccidere Dio.
 
Basta così poco... sarebbe bastata una Valentina nel gruppo...
 
October 25

C'è un nuovo Pazzo a Fondi

Ceccano ha la fama di essere la città dei pazzi. Bè, non so quanti svitati abbia effettivamente Ceccano, ma credo che Fondi pure ne abbia un bel pò.
 
Facendo una conta veloce, mi vengono in mente 8 pazzi e un vagabondo. Mica male. E c'è di tutto: da gente che va in giro in ciabatte, a gente che parla con la Madonna, a gente che ha tutti i fondani per fratelli.
C'è pure un pastore fantasma, che ti vedi comparire all'improvviso in posti inimmaginabili all'una di notte.
 
Bene, adesso c'è un altro pazzo.
 
L'altra sera io e Gabriele stavamo passando per la Piazza, quando uno seduto vicino alla vetrina di un negozio ci fa: "Odiate tanto i mostri, ma voi siete più mostruosi dei mostri. Merdacce!"
 
Dovevate sentire con che enfasi lo diceva! Parlava velocemente, con una voce tipo rauca, e ci indicava anche con il dito.
 
Naturalmente quando ha iniziato a dire quelle stronzate, io e Gabriele abbiamo tirato dritto. Poi ci siamo resi conti che avevamo a che fare con un nuovo pazzo.
 
Un nuovo pazzo! Come se non ce ne fossero abbastanza, a Fondi!
 
Comunque, per ora del "Mostro" non mi fido. Voglio prima essere sicuro che, come gli altri strambi di Fondi, sia innocuo.
 
Dopotutto, come si dice, "Meglio il diavolo che conosci" o, in questo caso, "Meglio il Pazzo che conosci"
 
Adieu
 
October 23

Le Decisioni e la Natura

La teoria dei Giochi è una disciplina che studia il comportamento di due giocatori razionali, ognuno dei quali determina la propria strategia di comportamento valutando la possibile strategia dell'altro giocatore.
 
Nella teoria delle Decisioni, invece, abbiamo un giocatore razionale e la Natura.
 
La cosa interessante è che la Natura viene vista come un giocatore passivo, cioè essa non è nè "buona" nè "cattiva". Semplicemente, ci sono delle probabilità che piova o che esca il Sole (per esempio), e il giocatore decide in base ad esse con vari metodi.
 
Ecco, questa definizione che la Natura è passiva proprio non mi va giù. La Natura non è neutra.
 
Dove mettiamo la Legge di Murphy che se ti cade una fetta biscottata, sicuramente cade sulla parte dove hai spalmato il miele ai fiori d'arancio di D'Adamo (affrettatevi a comprarlo, solo 6 euro e 50 a barattolo!) ?
Dove mettiamo la Legge di Pareto dell'80-20?
 
Dove mettiamo la duplice Natura di Dio, sia buono che cattivo?
 
E dove mettiamo il mio pensiero che la parte cattiva prevalga?
 
Uhm, c'è spazio per ulteriori ricerche. Magari la Tesi la faccio in questa direzione. Già immagino il titolo: "Teoria delle Decisioni. Dimostrazione che la Natura è un giocatore avverso"
 
Sta a vedere che sarà la prima volta che daranno un punteggio negativo a una tesi...
 
 
October 20

Alla ricerca dell'America

"Partiamo, amore mio!", dissi a Valentina...
Lei guardò nel portafoglio, e "Si, un viaggio a Campodimele ce lo possiamo permettere!"
Dopodichè con quei soldi comprammo un gelato, passeggiando per le panchine della Piazza, mano nella mano...
 
Anni dopo quel viaggio l'ho fatto e "Giulio", gli dissi mentre eravamo sull'autobus, diretti a LInkoping, "La Svezia mi sembra un sogno ora"
In mezzo a quel paesaggio di neve, a quegli alberi spogli e a quell'aria tersa, stavo cercando l'America...
 
Ma il viaggio continua e, ridendo insieme sull'autobus, io e la Confraternita torniamo dalla nostra bella giornata a Stoccolma...
Facciamo delle strane smorfie, ci dilunghiamo in discorsi lunghi...
D'Adamo dice che quella signora davanti a noi si è svegliata perchè ho bestemmiato. Io gli dico che non può aver capito la mia bestemmia, è una svedese, sant'Iddio!
 
Comunque, il viaggio in autobus è sempre scocciante, e allora passami la penna MP3, Marù, e lei "No, l'ho scaricata io un'ora fa!", e così io sono rimasto a guardare dal finestrino, mentre lei continuava a leggere il suo libro, e
e la Luna splendeva su un campo con delle balle di fieno raccolte... la tipica campagna delle mie zone...
 
Ho tolto lo sguardo dal finestrino e "Lavinia, mi sono perso", le ho detto, anche se sapevo che stava dormendo.
"Mi sento vuoto, e a pezzi, e non so perchè"
E così guardo nuovamente fuori e conto tutte le macchine che intasano Roma, 
e tutte come me, stanno cercando l'America...
 
(L'America... la ricerca di questo luogo perfetto che si chiama anche Paradiso... un luogo che non esiste, un'Isola che non c'è, che tutti cerchiamo in ogni momento della vita, con chiunque sia con noi... amici, sorelle, ragazze...
E a volte crediamo di averla trovata, l'America... può essere la Svezia, l'Olanda... possono essere gli Stati Uniti, naturalmente...
Ma cosa succede se per cercare quella meta lontana lontana, non ti godi il viaggio con chi hai il piacere di avere vicino?
E cosa succede se per andare in America, luogo di fantasia, te ne vai di casa, luogo reale?)
 
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