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May 27 IERI, OGGI, DOMANIOggi In una delle tante stanze dello studentato di Torre Maura, forse un po’ più buia delle altre. Due ragazzi, Claudio e Bobo discutono. “Bobo, oggi è il tuo compleanno, non puoi mettere da parte la tua rabbia verso Diana, così possiamo finalmente passare una serata tutti insieme da veri amici?” “Amici? Diana è una deficiente. Ho sbagliato a confidarmi con lei in questi anni. E forse anche con te” “Che ti ho fatto ora?”, chiede spazientito Claudio. “Hai preso le sue parti. Mi avete isolato tanto tempo prima che decidessi di rompere con voi” “Ma se eri tu che te ne volevi restare sempre solo… ah, sei impossibile. Mi sono stufato. Sei sempre pieno di rancore” “E tu sei un paraculo, un parassita. E Diana è…” “Cosa sono?”, chiede Diana, entrata nella stanza, approfittando della porta socchiusa. “Cosa sei?”, continuò senza problemi Bobo, “Sei un’opportunista e una traditrice, ecco” “Il solito tormentato e complessato. Mi hai stufato. Ciao” “Anch’io vado, Bobo”, conclude Claudio, “E pensare che un tempo noi tre eravamo amici” Ieri Claudio, Bobo e Diana erano tutti bloccati all’ingresso della Residenza. Si presentarono. Ognuno di loro era sicuro di come sarebbe apparso agli altri. Bobo, il tipo noir e astuto. Claudio, un’aria da fesso tipo boy-scout. Diana, bellissima e intrigante. Tutti tipi a posto. “Uhm, allora, qualcuno ha le chiavi per aprire ‘sto cancello?”, chiese imbarazzato Claudio. Gli altri due fecero cenno di no con la testa. Bobo allora propose di scavalcarlo. “E se invece citofoniamo, molto semplicemente?”, fu il consiglio di Diana con superbia. Che gli altri ascoltarono. Domani Diana e Bobo busseranno violentemente alla porta della stanza di Claudio. “Claudio, apri, su. Io ho perso mio padre quando avevo 6 anni… posso capirti”, gli dirà Bobo. Diana capirà l’antifona e deciderà di lasciar stare, per ora. “Claudio, è giusto che tu voglia restare da solo. Ma puoi contare su di noi, quando ti andrà” Ieri Bobo disse di capire dov’era l’entrata della Residenza e gli altri due lo seguirono. Fino a quando non si affacciò dalla finestra la signora delle pulizie. “Ma che fate? Lì si va al garage. L’entrata è dall’altra parte”. Bobo restò perplesso, mentre Claudio e Diana se la risero tra loro. Domani Diana chiuderà la sua ultima valigia. Claudio e Bobo la aiuteranno a portare le sue cose in macchine. Tutti e tre cercheranno di non piangere, a fatica. “Bè, sapevamo che questo paradiso prima o poi doveva finire, no? Basta un 16 ad un esame e ti buttano fuori dalla Residenza. C’est la vie”, concluderà Diana. Ieri I tre amici decisero che la mensa non era paragonabile alla cucina delle loro case. Passarono poi insieme il resto della serata, dato che non conoscevano nessuno e si sentivano esclusi dai gruppi già formati. Fu questo a cementare la loro relazione, oltre agli scherzi, ai discorsi seri e a tante esperienze belle condivise. Amici per sempre, giurarono in un pic-nic, sotto un’improvvisa pioggia estiva. Domani Una scena breve e cruda. Ad un incrocio. Ci saranno curiosi. L’ambulanza. Un incidente. Una macchina che non si fermerà al semaforo. Il ragazzo giacerà a terra. I suoi amici accorreranno sul posto. Troppo tardi anche solo per salutarlo. Oggi Bobo stringe i pugni. Ce l’ha con il mondo, e anche con i suoi amici. Poi però accidenti, pensa, chi me lo fa fare, 21 anni non tornano più, perché passarli così? Chi può sapere cosa ci riserva il domani? Forse tutto sta nello stare con gli amici veri, finchè ne hai. Poco dopo, Claudio, Bobo e Diana escono per le strade di Roma, e chiunque vede ora quei sorrisi può giurare che i tre amici sono sicuramente felici.
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