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30 juin

Te le do io le vacanze!

Vacanze? Altro che vacanze! Quando la mattina mi chiedono dove vado e rispondo "A lezione" la gente si meraviglia e mi dice che posso anche dire che vado a fare un esame, non mi porteranno sfiga. Bè, il punto è che io vado ancora veramente a lezione. Per fortuna finiscono la prossima settimana, ma resta il fatto che poi, minimo minimo, ci sono tre scritti e due orali da affrontare, e non vedo come si possa terminare prima del 15-20 Luglio (bè, poi l'Università chiude proprio, quindi sto tranquillo)
 
A 'sto punto mi tocca parlare di una deli argomenti più spinosi, nel senso che ogni volta che ne parlo con un'altra persona può finire in qualsiasi modo: posso essere ironico, arrabbiato di brutto, urlare, minacciare percosse, riderci su, essere sollevato o deluso o comunque rassgenato.
 
Quest'argomento è il seguente: Ingegneria Gestionale.
 
Premesso che la mia scelta è stata puramente per interesse e per la prospettiva lavorativa (e per mancanaza di una facoltà che mi facesse diventare un bravo scrittore), ben presto ho cominciato a sentire mal di pancia di altri studenti di ingegneria che insinuano che la nostra facoltà sia troppo facile. Sono vari gli argomenti che usano: non abbiamo mostri sacri di esami come Scienza delle Costruzioni; facciamo degli esami a crocette; poi altre stronzate che ora non ricordo sinceramente.
 
Bene, inanzitutto ho sentito che anche altri universitari al di fuori di Ingegneria hanno detto la stessa cosa. Prima di tutto, stop, non ci allarghiamo troppo: chi non fa ingegneria non può parlare. Ingegneria è la cosa più difficile che c'è, e non lo dico io, lo dicono in molti, lo dice la storia, è così, punto.
 
(Medicina non è tosta se la fai per passione. E' tosta se la fai perchè sei figlio di o perchè vuoi solo la grana. Problemi tuoi)
 
Poi, l'unico che mi ha detto in faccia che Ingegneria Gestionale è facile è uno che faceva Ingegneria Informatica, e la cosa mi fa ridere, dato che anche Informatica ha la fama di essere "facile" (fanno poco Java, mi informa Paolo)
 
Ora, è vero che facoltà di Ingegneria come Meccanica, Nucleare o Aeronautica sono dei mostri sacri, ma Gestionale non è un peso piuma, anzi. noltre ci sono altre facoltà che, almeno a Tor Vergata, hanno uan brutta nominata (la già citata Informatica o Telecomunicazione, dove c'è gente che assicura di esser riuscita a copiare in 20 esami)
 
Inoltre, la difficoltà vera la fanno i professori. Anche noi abbiamo professoti tosti. Abbiamo Tornambè in Fondamenti di Automatica, abbiamo Galati in Teoria dei Fenomeni Aleatori, abbiamo il preside di facoltà per Economia e molti altri. Gli esami a crocetta, poi, non sono sinonimo di cazzata. Con le penalità, diventano un vero pain in the ass, e non traduco per pudore.
 
Certo, ci sono esami più facili come il celeberrimo PT1, ma si contano sulle dita di mezza mano, e il resto è distruzione di studio pura.
 
Accidenti, non facciamo esami di cultura generale o di musica elettronica!
 
Inoltre, parecchi di quelli che parlano a vanvera riescono a passare gli esami studiando 3 giorni prima. Da noi così si arriva massimo a 12, non 18.
 
E ancora, o voi che parlate, adesso probabilmente siete già in vacanza e, qui ritorno all'inizio, io invece me la sto ancora sudando a lezione e poi ci sarà una bella infornata di esami. Pensateci, mentre vi abbronzate al mare.
 
Ebbene si, sono orgoglioso di essere uno studente di Ingegneria Gestionale!
 
(Nota bene: no, non me la credo come un animale. Cazzo, in un mare di note di diario profonde e malinconiche, una piena di orgoglio e fierezza può starci, no?)
 
 
 
 
 
29 juin

E Forza Italia, evviva la gnocca

Cos'è Forza Italia?
 
Non voglio parlare di Berlusconi, ci pensa già abbondantemente Bruno Vespa e gli altri lacchè che si ritrova attorno.
 
Mi sono fatto un'idea di cosa sia questo partito grazie all'esperienza (anche se proprio partito non è, visto che non ha un segretaro, ma solo un dittatore)
 
I Forzaitaliani credono in alcuni principi basilari.
 
Primo, difendere sempre la famiglia, ma anche le amanti hanno una loro importanza.
 
La libertà è anche importante. E infatti bisogna prendersi la libertà di mettere a tacere i personaggi scomodi.
 
Scendendo più nel particolare: Forza Italia è consumismo. E' prendere le patate a mensa e non toccarle neppure, e poi scambiare questo straccio di dialogo.
 
"Ma le patate non le mangi?"
"No, non mi piacciono"
"E allora perchè le hai prese"
"Perchè credo nel consumismo"
"Ah, un bello schiaffo alla povertà"
"Se potessero andare a quelli che muiono di fame, non le prenderei, ma siccome non è così..."
 
Ecco, ad un ragionamento così io non so proprio cosa dire.
 
Forza Italia è evasione fiscale su grossa scala. Non uno scontrino non fatto. Migliaia di euro non fatturati.
 
Forza Italia è il partito della gnocca. La gnocca a tutti i costi. Dovete sorbirvela 24 ore su 24. Anche mentre mangiate la sera, su Canale 5 trovate le veline che fanno al doccia o pouttanette che hanno costumi risicati.
 
Ma la gnocca è anche qualcosa di più. E' una ragazza che piace ad un vostro amico, ma che deve essere comuque conquistata. Al diavolo l'amicizia, con uan gnocca ci si prova a priori, no?
 
Forza Italia, infine, è il contrario di ciò che dice, per rendere cerebrolesi noi italiani.
 
La libertà è schiavitù.
La pace è guerra.
L'amore è odio.
 
Così scriveva Orwell in 1984.
 
La libertà è schiavitù (i media)
La pace è guerra (L'Iraq)
L'amore è odio (verso i gay, i neri, i terroni, i baluba, i musulmani, i comunisti e chi più ne ha...)
 
Questo scriveva Forza Italia nella nostra storia...
 
Adieu
 
 
 
 
 
28 juin

Lunga vita a Walter Veltroni!

Ieri sono tornato a sperare per il futuro politico (e non solo) dell'Italia. Veltroni ha fatto un discorso magnifico.
 
Niente sogni. Niente "un milione di posti di lavoro", "meno tasse per tutti" o altre cazzate. Un discorso serio sulle luci e le ombre del nostro paese. Un discorso lungo, ma c'era sicuramente molto da dire. Un discorso che non ha mai citato direttamente Berlusconi: ieri, dopotutto, dopo molto tempo, si è tornata a fare politica, e il simbolo primo dell'antipolitica non poteva trovare nemmeno il più recondito degli spazi.
 
Veltroni ha parlato di un patto sociale tra le generazioni, non ha ignorato la questione sicurezza senza etichettare come razzisti tutti quelli che si preoccupano o farne una facile questione di destra o sinistra. Ha criticato gli evasori, invitato ad abbassare le tasse, stimoltao gli impiegati pubblici a impegnarsi di più nel già misero e poco faticoso lavoro che fanno.
 
No, non sono sogni, ma obiettivi che possono e devono essere raggiunti, e se lo dice Veltroni, io ci credo.
 
Di Veltroni mi fido. Sbaglio forse? Ad oggi assolutamente no. Si tratta di un politico con un grande bagaglio di esperienza, acculuturato, ambizioso, attento ai problemi veri dell'Italia e, sopratutto, senza un passato da piduista, mafioso o quant'altro, che è più di quanto possano dire molti della destra, come della sinistra.
 
Veltroni rimarrà sindaco di Roma. Posso tirare un sospiro di sollievo. E' il miglior sindaco d'Italia, dopotutto. Mi permette di dimenticare quello che stanno combinando a Fondi (sapete che Parisella e la sua banda di allegri destromani sono stati ripresi della Corte dei Conti per dei bilanci assolutamente assurdi? Solo per dire...)
 
E allora, spero che quello di ieri sia stato solo un inizio di un cammino glorioso, e non l'ennesima falsa partenza sbugiardata da fatti riprorevoli. Spero che veramente si possa cambiare l'Italia, e in meglio stavolta.
 
 
 
 
25 juin

Blog 2.0

Un nuovo inizio. Forte eh? Ora se solo riuscissi a mettere immagini grandi quando posto...
 
Risvegliatomi (perchè ero addormentato, non morto), mi alzai e tornai a volare. Verso nuove avventure...

The end of this Blog as we know it

 
Un anno fa circa iniziai questo Blog. L'obiettivo era di continuare idealmente ciò che per anni avevo scritto nei diari scolastici (con il nome di "Diario di guerra", una citazione del Punitore), e cioè scrivere di me, sfogarmi, riflettere, divertirmi... e avere allo stesso tempo un rapporto più diretto con i visitatori.
 
E' passato un anno dicevo. Mi sono divertito con questo Blog, davvero. A volte ho detto cose scomode che mi hanno anche procurato dei problemini, ma la libertà d'espressione è per me ciò che detta.
 
Questa è la fine del Blog come lo conoscete...
 
Mi avventurai nel viaggio più ambizioso di tutti: partii alla volta della Grande Rete a cercare il senso dell'esistenza del Blog. Arrivai al centro stesso di Internet, dove la conoscenza che mi fu data fece impallidire tutto ciò che credevo di sapere, quel pò di imperfetta conoscenza perfettibile. 
Tutto ciò che avevo scritto: di Lavinia, della malinconia/nostalgia, del passato, del presente e anche del futuro, dell'università, degli amici attuali e di quelli assenti, dei fumetti, della musica, e di tutto il resto...
Tutto era ora un terreno sterile. La mancanza di acqua mi distrusse fisicamente e psicologicamente. Tutta la mia tristezza e il mio rancore, sopratutto, si trasformarono in sabbie mobili che mi trascinivano dentro, nel profondo buio. Sfuggi a questa minaccia ma, sconfitto, caddi a terra, distrutto.
 
La conoscenza, la conoscenza...
 
Finis?
 
 
 
24 juin

The Unfunnies - 24 Giugno 2007

Rubrica aperiodica. Faccio comicità o satira? Nessuna delle due, probabilmente. Solo divertissment, suppongo.
 
Trans-formazione
Questa è un pò vecchiotta. Ricordate quando qualche mese fa si parlò di uan misteriosa barca con, tra gli altri, un trans e un politico?
Si fece il nome del Clemente Clementino, il Mastelùn, insomma... Mastella.
 
Ecco, sarebbe stato divertente vedere cosa avrebbe detto ai TG se si fosse scoperto che era proprio lui.
Già mi immagino il servizio. "Mastella ribadisce il no ai DICO, ma apre ai trans"
 
Stasera paga Giorgio
E così l'altro giorno il Berlusca, Fini e Rotondi e qualche bocca-di-cesso-della-Lega si sono tolti lo sfizo di andare a fare visita al Presidente Giorgio Napolitano.
Tralasciamo l'indebita pressione esercitata dai canali del Padron Silvio per far sì che Napolitano congedasse Prodi.
Ciò che fa ridere è di cosa avranno parlato.
 
"Bella Giorgio, che ne dici di una bella partita a scacchi? Io prendo le pedine nere" (Fini)
"Come sta la signora? Beato te che ne hai una sola. Tutte quelle squinzie mi stanno distruggendo... le gambe. Ah ah ah!" (Berlusconi)
"Fuori dalle balle tu e i comunisti" (Calderoli, e questo ennesimo francesismo ha provocato un momento di imbrazzante silenzio, seguito dalle dimissioni dalla razza umana dello stesso Calderoli)
 
Infine Rotondi, che ricordiamolo, ha circa 50 voti tra parenti e leccamocassini che gli chiedono di rendere Aversa una provincia (a quanto Campodimele capoluogo, o sommo Fazzone?), ha chiesto al buon Giorgio di votare per lui e per la Nuova DC alle prossime elezioni. Mah!
 
Rocco Augias
L'altra sera ad Enigma stavano parlando del mistero legato a Moana Pozzi. Ad un certo punto Augias fa:"D'altronde ho qui una dichiarazione di Rocco Siffredi". Ah ah ah! Il tono era quello di chi cita un luminare!
 
Certo che è stata veramente una puntata strana. C'era talmente gnocca che sembrava una puntata di Lucignolo. Ero sicuro che da un momento all'altro la telecamera avrebbe cominciato a sfocare le immagini e a muoverle alla cazzo-d-cane e Augias si sarebbe tolto quella stoica riga a lato e si sarebbe messo un toupet con una nuova tinta stile-Silvio e avrebbe messo della musica di sottofondo con il grammofono e un disco in vinile di Marilyn Manson.
 
Poi ad un certo punto un'opinionista in studio ha detto che forse molte donne, anche laureate, fanno film hard per via del precariato del lavoro. Dunque, una polemica contro la legge Biagi. Ecco, adesso riconosce Raitre.
 
Adieu.
 
 
 
 
 
 
 
21 juin

Lo zaino, il treno in anticipo e il compleanno

Che caciara ieri sera!
 
Teoricamente, dovevo tornare a casa per andare al compleanno dei 18 anni di mio cugino Guglielmo (a breve un intervento su di lui, me e mia sorella). Già mi seccava il fatto che il giorno dopo sarei dovuto ripartire per Roma causa sciopero treni, ma quello che è successo ieri veramente ha dell'incredibile, se non addirittura del soprannaturale. Ma andiamo per ordine.
 
Sono sul treno delle 18 e 50 con largo anticipo, e non so come passare il tempo. Ad un certo punto, l'annuncio funesto: il treno ritarderà di mezz'ora. Nuova partenza: 19 e 20. Vado a parlare con il controllore. A quanto pare si è rotto un treno a Priverno e devono toglierlo o qualcosa del genere. Bene, allora è chiaro che mezz'ora di ritardo solitamente è una stima ottimistica. I ritardi vengono sempre dati in difetto, nel senso che o vengono rispettati, o ritoccati maggiormente.
 
Il treno si svuota. Io decido di fare un giro e lascio lo zaino, che tanto c'è una signora di Formia vicino a me e me lo tiene d'occhio.
 
Il dramma: esco dalla libreria senza nemmeno aver trovato "La voce del fuoco" di Alan Moore, causa un commesso svogliato (il libro sta laggiù... cercalo...) e scopro che alle 19 e 05 il treno è già partito!!!
 
...
 
Okay, dopo aver esclamato un pò (un bel pò) di parolaccie e aver inveito contro un paio di dipendenti delle ferrovie sull'assurdità di un treno che parte in anticipo, mi rivolgo a due poliziotti che mi portano in un ufficio, facendomi saltare anche la fila (non si fa, okay, ma stavo veramente per dare i numeri) e mi fa parlare con una signora che chiama il controllore del treno e gli fa una descrizione del mio zaino. Nel frattempo io chiamo a casa e dico tutto ai miei. Arrivato il treno a Fondi, mio padre riesce a trovarlo con un blitz fulmineo, mentre il controllore, che a questo punto credo si stesse controllando la pancia, da Roma a Fondi non è riuscito in sì fatta impresa. Complimenti, Trenitalia,  ci vediamo alla prossima cazzata!!!
 
Insomma, il mio zaino è arrivato a Fondi alle 20 e 15, io invece alle 21 e 40.
 
Ah, naturalmente poi al compleanno ci sono andato, eh! Tutto 'sto casino e poi nemmeno ci andavo?
 
P.S. Ma, veramente, un treno che parte in anticipo... mah!
 
P.P.S. Il 14 Luglio e i Genesis sono sempre meno lontani...
 
 
 
 
 
 
 
17 juin

The Unfunnies - 17 Giugno 2007

Questa dovrebbe essere una specie di rubrica aperiodica su tutto ciò che mi fa ridere, ma anche riflettere, ma anche intristire. Questa rubrica non è satira perchè non ho la forza culturale necessaria a questo genere... è un qualcosa di personale, semplicemente.
(Non so se riuscirò veramente a portarla avanti, intanto scrivo, poi vediamo)
 
Gay Pride
Ieri a Roma c'è stato il gay pride. Erano in 500 mila omosessuali e non secondo gli organizzatori, 500000 dannati peccatori secondo la Chiesa e troppi "froci che se annassero affanculo mortacci loro e de loro nonni viva il Duce colui che ci conduce" secondo l'onorevole Storace, che portava per l'occasione il lutto al braccio. Ah, no, scusate: quello lo porta sempre, dato che il suo colore preferito è il nero.
 
Sempre a proposito di An, Fini ha contestato la manifestazione, punzecchiando il governo.
"Dovrebbe aiutare la famiglia, invece. La famiglia è importante e bla bla bla...", ha detto ad un comizio. Subito dopo però ha anche aggiunto "Adesso scusate, ma devo andare a firmare il divorzio con mia moglie..."
 
Una critica costruttiva
Il Papa prosegue il suo tour (come dimenticare la tappa in Sudamerica con la velata scomunica effettuata addirittura in volo? Un Record!) ad Assisi, dove non si è potuto esimere dal parlare di San Francesco.
Come aveva fatto a Ratisbona, il Papa ha voluto tenere una lezioncina per dimostrare ancora una volta che lui non sa di non sapere. Stavolta la discussione è stata imperniata sul dubbio della ragione che spinge a chiederci: "Ma San Francesco può essere considerato il primo francescano della storia? E se così, l'allievo supera il maestro? E se è così, dato che maestro e allievo sono la stessa persona, se si supernao contemporaneamente, viene a mancare la condizione cognitiva di spazio e tempo? E..."
Stavolta per fortuna non si è sfiorato lo scontro con i musulmani, ma l'effetto di questa diatriba è stata quella di far addormentare anche i fondamentalisti cattolici presenti in chiesa ad ascoltare il Pontefice.
 
Subito dopo, il Papa non si è potuto esimere dal criticare proprio San Francesco, reo di essersi spogliato di tutti i beni per scegliere la povertà. Cose inconcepibili per la Chiesa e per le sue enormi proprietà e finanze. Cose di altri tempi...
 
Ricordate Bush e il 2003?
Nel 2003 Bush tenne un discorso perfetto in fatto di menzogne sul fatto che fosse giusto attaccare l'Iraq perchè "c'era poca democrazia". Bè, il petrolio sta per finire. In Basilicata c'è una riserva strategica di oro nero. Tra qualche anno, chissà, qualcuno ancora più satanico di Bush potrebbe dire che "in Basilicata c'è poca democrazia". Sarà divertente sentire come pronunceranno "Basilicata".
 
E state attenti a non trovare petrolio in casa. Non sia mai che poi Bush vi venag a dire che c'è poca democrazia in casa vostra, altrimenti poi ve la porta lui la democrazia in casa vostra.
 
Benigni e il Partito Deocratico
Questa non è mia, ma di Benigni, presa dal suo ultimo spettacolo a cui ho avuto la fortuna di assistere. Devo assolutamente riportarla, perchè è troppo forte...
 
Dunque, c'è Benigni che chiama Fassino. Sapete, è un suo amico...
 
"Ciao, Piero"
"Ciao, Roberto"
"Sai, ti ho chiamato perchè volevo dirti che mi voglio iscrivere al Partito Democratico"
"Davvero? Benissimo"
Poi Benigni sente Fassino che dice a uno vicino al telefono "Evvai, sono 15!"
 
Videosaluti
No, niente Orche Valerie Marine che dicono videochiamami (con la "m"!!!) o cazzate varie. Solo dei normali saluti e un video di Guzzanti che esordisce con il suo personaggio, "Quelo"
 
Adieu
 
 
 
 
 
 
 
  
13 juin

I'm... Invisible

Non fu un passaggio radicale. O forse non lo ricordo bene. Non ricordo bene come sono diventato un Invisibile. Forse è successo da un giorno all'altro, quando mi avete visto improvvisamente sparire e dileguarmi nel nulla, o forse è stato qualcosa di più lento e corrosivo.
Forse ci si nasce, forse ci si diventa.
 
L'Invisibile è colui che dice verità scomode, che confronta le notizie da più fonti, che non ha paura di indicare alla sua fazione le crepe e le ambiguità. Altrimenti i buoni si confoderebbero con i cattivi.
 
L'Invisibile è colui che, come Luttazzi, fa satira con il sorriso e con la rabbia covata dentro. La rabbia della verità a tutti i costi.
 
L'Invisibile è Marco Travaglio e le sue inchieste sui politici, i veri signori feudali del nostro tempo.
 
John Lennon era uno di noi. Voleva una grande rivoluzione d'amore. Voleva l'anarchia. Voleva un mondo milgiore di questo.
 
Ce ne sono molti. Grant Morrison ha scritto un trattato su di noi. Beppe Grillo porta alta la nostra bandiera nel mondo, tranne che in Italia.
 
Io sono ai livelli più bassi. Ma cerco di informarmi e stare sveglio. Quel genere di cose che ti spinge a capire che il Family Day non  era veramente per la famiglia, e che si stanno facendo tutte 'ste storie per il trasferimento di un generale della Finanza, forse sarà perchè si va ad intaccare interessi importanti.
Così, cerco di tenermi informato. Alcuni di noi devono farlo.ù
 
Piccolo segreto: siete voi che ci fate invisibili. Noi cerchiamo costantemente di rimergere dall'esilio cui ci avete condannato.
 
Non cercateci. Non ci vedrete nei TG, e se sentirete parlare di noi, saranno solo mistificazioni opportunistiche. 
Per essere come noi, non si tratta di dover conoscere qualche parole d'ordine p qualche segreto cosmico. E' un semplice atteggiamento diverso verso la vita. Una voglia di sapere critico, propensione all'autocritica, a distaccarsi da se e a cercare verità più grandi. Bisogna accettare questo però... un destino da Invisibile, ma non da dimenticato, si spera... 
 
 
 
 
11 juin

Ci sarà una rivoluzione

Ti ho detto che la tua vita sta per iniziare sul serio solo ora. Ci sarà una rivoluzione. Dovremo essere in molti, anche obbligare in parecchi a seguirci. Dei coltelli puntati alla loro gola dovrebbero essere abbastanza convincenti. Si, adoro i coltelli.
 
Poi ci sposteremo in Africa, perchè quello è terreno fertile per iniziare la nostra battaglia. Arruoleremo soldati contro i soldati per il nuovo ordine mondiale.
 
Approffittando del black out mediatico ed energetico causato dall'inizio dell'inversione dei poli magnetici, attaccheremo con tutte le armi a nostra disposizione. Doteremo anche il Niger dell'atomica, visto che prima non ce l'aveva ma Rossella diceva che ce l'aveva comunque, e così gli americani.
 
La prima a cadere sarà l'Europa. Crocifiggeremo i suoi leader politici, così saranno finalmente contenti, dopo aver leccato i piedi della sozza Chiesa per anni.
 
A quel punto Asia e Stati Uniti si saranno coalizzate contro di noi. Fa niente. Mai sottovalutare gli afroamerocani. Sono decenni che si infiltrano tra gli americani come agenti dormienti, pronti al nostro via. Semineranno lo scompiglio interno, e questo, insieme a nuovi uragani creati dallo stesso inquinamento ambientale dell'Occidente, metterà il paese a stelle e striscie in ginocchio. Senza contare tutte le risorse sperperate nelle infruttuose campagne del petrolio medio-orientali (dopo l'Iraq e l'Iran, fu la volta di Siria, Arabia Saudita e Kuwait)
 
L'Asia non vorrà rischiare. E' ancora giovane, e accetterà di scendere a patti con noi. Avrà un posto predminante, nel Nuovo Mondo, ma sempre dietro l'Africa. I primi saranno gli ultimi, ed era ora che si avverasse questa affermazione.
 
Sarà una guerra lunga, ma necessaria. Unitevi a noi. Alcuni di voi moriranno, martiri della maledizione della libertà che noi vi daremo.
 
Il Nuovo Mondo distribuirà l'energia, democraticamente. Ne avremo abbastanza tutti. Così sarà con le risorse minerarie. La terza rivoluzione industriale con l'idrogeno ci travolgerà. Tutti impareranno quanto sia importante uan laminazione isoentalpica.
 
Ci saranno elezioni democratiche, nel vero senso della parola, e i politici, come i medici e i preti, non saranno più pagati profumatamente. Giusto il necessario per vivere. In questo modo i figli di puttana raccomandati e nullafacenti lasceranno perdere. Ma nel nostro Mondo non lucreranno come nel precedente, statene sicuri.
 
Non ci saranno odi religiosi. Ci saranno le religioni, ognuno continuerà ad avere la sua, ma pubblicamente si potrà adorare solo la Dea Tolleranza. Chi non obbedirà, avrà la gola tagliata. Abbiamo macchiato di sangue una volta il nostro coltello e, per Dio, lo faremo di nuovo se necessario.
 
Sarà un mondo perfetto e radicalmente diverso. Ma non ci saranno guerre, nè razzisti (gli ultimi membri del Ku Klux Klan vivranno in riserve apposite), nè malattie che non saranno curate per mancanza di denaro. Le industrie farmaceutiche di oggi piangono al solo pensare di salvare vite umane senza guadagnarci.
 
Un Mondo Nuovo. Tutto da scoprire. Pensate alla prima cosa bella e lì c'è. Coesistono le cose belle di ogni individuo, al di là di ogni divisione e legge fisica. 
 
Poi mi sveglio. E' stato un bel sogno anarchico. Un sogno, solo un sogno...
 
 
 
 
 
7 juin

Come il Menestrello riuscì a vendicarsi

C'era una volta un Menestrello, che chiameremo Gallo, come il gallo menestrello del cartone Disney Robin Hood.
 
Ebbene, questo menestrello aveva amato diverse galline - e dico galline perchè erano persone si, ma col cervello piccolo piccolo.
 
Il Menestrello cantava loro le migliori composizioni che potesse. Tutto dava per loro. Tutto il suo impegno nelle sue performance. Peccato che alle orche (nelle fiabe succedono cose strane, anche che le donne di tramutano in galline che si tramutano in orche assassine) questo non bastasse, o meglio, dicevano di apprezzare il Menestrello ma poi, non si sa come mai, sceglievano un pretendente diverso dal Menestrello. A volte, spesso, un suo amico o conoscente. Comunque, quello che succedeva sempre era che le porche continuavano a ronzargli intorno, al Menestrello. Gli chiedevano altra poesia, altre canzoni, perchè volevano ballare, ma non con lui. Non con lui.
 
E al Menestrello non dava nemmeno fastidio il perdere la mano di sì vili e false porche (adesso sono rimaste delle porche... che abbiano trovato un equilibrio?). Ciò che gli dava fastidio maggiormente era il loro stargli ancora vicino, ostentando la loro bellezza e baciando con maggior vigore i loro ragazzi.
 
Come sempre, il Menestrello desiderava quindi vendetta. Allora componeva canzoni denigratorie contro queste soggettone, utilizzando il loro stesso nome o camuffandolo appena. Ma non si sentiva appagato. 
 
Allora cercava di dire in faccia a queste porche assassine galline che quanto fossero state stronze con lui. In quelle occasioni si sarebbe anche scusato dei suoi comportamenti sbagliati, il Menestrello, ma non avrebbe fatto sconti sulla condotta delle sue ex-adorate.
 
Ma neanche così era soddisfatto, perchè vedeva che queste porche si rallegravano nel rivederlo per poterlo colpire di nuovo. Offenderlo, di nuovo. Dirgli qualcosa di carino e poi baciare un altro, di nuovo.
 
Alla fine il Menestrello capì cosa fare. Nulla, semplicemente. Avrebbe ignorato quella spazzatura volgare e avrebbe rotto la sua chitarra. Ne avrebbe comprata una nuova, con cui cantare non canti dolorosi e malinconici sulle sue "ex" o "quasi ex", ma nuovi canti su un mondo nuovo di sensazioni, odori e profumi e volti e fragranze e paesaggi e nuove ragazze e nuovi amici e nuovi ritorni, perchè anche quelli non fanno mai male.
 
E cosa successe alle galline? Niente. Solo che non avevano più nessun sgangherato Menestrello che le celebrasse, e questo era già una perdita. Per non parlare di alcune coppie che andavano avanti proprio grazie alla figura del Menestrello, il Nemico che li teneva insieme. Senza Menestrello, alcuni "lui" non se lo facevano più venire duro e alcune "lei" non se la facevano più venire calda. E scoprivano che non c'era più nulla che li avvicinasse, perchè il Menestrello era lontano.
 
Fu così che si vendicò il Menestrello. Andandosene. Dove la sua musica sarebbe stata apprezzata. Ed era felice. E' felice. Lo si vede da come sorride mentre attraversa un campo di grano, baciato dal Sole di Maggio, mentre si dirige verso una nuova città...
 
 
4 juin

Per fortuna che ci sono questi amici

Una critica ironica e costruttiva dedicato a troppi amici...
 
Per fortuna che ci sono gli amici, sempre pronti ad aiutarti, sempre pronti a restituirti cose intangibili prestate loro tanto tempo fa.
 
E non dimenticano e non scordano, e se il tempo passa, loro non gli danno ragione e ti dicono "Nulla è cambiato alla fine"
 
Per fortuna che ci sono gli amici, pronti all'occorrenza a schierarsi contro di te se sei in contrasto con un altro loro amico. Prima viene lui, poi tu, anche se avresti molte obiezioni da fare al riguardo.
 
Per fortuna che gli amici dimenticano tutte le volte che hai sopportato anche una rispostaccia o un vaffa in nome della prosecuzione di questo legame sacro, salvo poi offendersi quando restituisci con gli interessi le offese.
 
Per fortuna che gli amici si fidanzano e non si fanno più sentire, come fossero spariti dalla faccia della Terra. Per fortuna che non provano vergogna quando poi eventualmente ti chiederanno di uscire nuovamente perchè hanno litigato o si sono lasciati o semplicemente quella sera la loro ragazza aveva mal di testa. Io mi vergognerei.
 
Per fortuna che gli amici si contraddicono. Un giorno criticano quello del gruppo che si è fidanzato e se ne è andato. Il giorno dopo fanno lo stesso.
Sabato sera giurano che non ti lasceranno solo se non puoi ancora andare fuori paese. Domenica sera scopri che sono andati a Formia con le macchine.
 
Per fortuna che gli amici sono sempre pronti a presentarti le loro amiche, e quando si tratta di uscire con delle squinzie sei semrpe l'ultimo che chiamano. Se arrivano a te, ovvio.
 
Per fortuna che gli amici ti scavalcano quando fai il buono, e ti rispettano quando fai l'incazzato perenne. Dati alla mano, questa teoria è già legge.
 
Per fortuna che gli amici non si fanno tanti rimorsi a lasciarti solo nel momento del bisogno. E se questi sono gli amici, figurarsi i nemici.
 
Per fortuna.. per fortuna che non ci sono solo questi, di amici...
 
Friends will be Friends, dicevano i Queen e il magico Freddie Mercury...
 
 
 
 
3 juin

Metro C vs Reggia di Fondi

Però, che scontro, eh? Okay, chi mi consoce un pochino sa che l'esito di questo duello è sarebbe scontato e, bè, è effettivamente così! Cercherò di argomentare il più obiettivamente possibile...
 
La Metro C ha l'obiettivo di avvicinare la periferia di Roma al centro, visto che ad oggi, come so bene, cercare di raggiungere il Circo Massimo da Torre Maura può diventare un'avventura lunga tutta una notte. E allora la Metro C casca a fagiolo, tanto che avrà anche due raccordi con le linee Metro già esistenti, a San Paolo e a Termini, permettendo anche al mio amico Piero di arrivare a Tor Vergata in poco. Sapete che giro fa Piero? Lui parte da Aostia, prende il tram su rotaia, la metro B fino a Termini, la Metro A fino al capolinea e infine il 20 fino all'Università. Insomma, sembra quasi Achille con la tartaruga, nel senso che si avvicina sempre di più alla meta, ma questa resta sempre ad una distanza infintesima. E alla fine impiega lo stesso tempo per arrivare all'Università di chi parte da Fondi!
 
La Reggia di Fondi, per converso, ha l'obiettivo di costruire un nuovo palazzo comunale con annessi parcheggi a pagamento e una nuova piazza che sostituirà un'ampia zona cruciale di Fondi. Vediamo... io ho studiato il project financing e so bene che grandi progetti che richiedono finanziamenti di privati poi devono essere ricompensati con, ad esempio, proprio parcheggi privati, ma questa del centro commerciale veramente mi suona nuova. Devo forse ricordare che a Fondi abbiamo una assessore che ha una serie di negozi? Dite che non c'è il suo zampino? Dite che questo non è un pacchiano e grossolano conflitto di interessi?
I parcheggi privati poi rischiano di diventare quasi un obbligo,s e si considera che la nuova piazza toglierà un sacco di parcheggi prima gratuiti. Insomma, pagare o pagare...
Ah, tra l'altro una nuova piazza ce l'avevamo già. Con annessa fontana costata un occhio della cifra (stiamo parlando di diverse centaia di migliaia di euro) e che poi ha smesso presto di funzionare. Forse però è stato meglio così: 'sta piazza aveva panchine rotte e le luci non funzionavano. Era diventato un bel parcheggio, ma piazza? Non direi.
 
Il Comune di Roma ha la grana per pagarsi la Metro C. L'anno scorso l'assessore al bilancio di Fondi si è dimesso, segno che qualcosa non va. I soldi per la Reggia non ci sono. Forse finiranno quei quattro bigliettoni che hanno e poi rulleranno (dal verbo rullare, cioè fare il verso del maiale) contro la Regione di estrema sinistra che non vuole pagare 'st'obbrobrio. E i fondani daranno loro ragione, perchè non hanno memoria.
 
In definitiva, pensate solo a questo: a chi serve la Metro C? La Metro C è per tutti, e se andrete a Roma capirete che serve veramente come il pane.
La Reggia di Fondi cos'è invece? Praticamente i politici si stanno costruendo una Reggia che noi umili sudditi potremo ammirare. Bè, mi smebra che basti questa differenza di fondo...
 
Meditate, meditate, mentre io mi faccio quattro risate... tanto domani riparto per Roma...