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31 mai Una rivelazione sconvolgente sul Gufo AnacletoLeggendo Watchmen in inglese un mesetto fa, mi sono imbattuto in una rivelazione scioccante: avete presente la Spada nella Roccia, che secondo è me è il secondo cartone più bello di sempre, dopo Robin Hood (e immediatamente prima di Alice nel Paese delle Meraviglie e svariati cartoni della Pixar)? Bene, sde la risposta è si, non potete aver dimenticato Anacleto, il Gufo del Mago Merlino...
Ecco, in Watchmen c'è un personaggio, chiamato Nite Owl, che ha la passione per l'ornitologia, e ha un velivolo che nella forma esterna ricorda un gufo. Ebbene, nell'edizione italiana di Watchmen, si dice che il nome di questo velivolo è Cleto, in onore di Anacleto, il gufo del cartone di cui sopra. Ma nell'edizione originale, attenzione, l'omaggio è si alla Spada nella Roccia, ma il gufo si chiama Archimedes, cioè Archimede.
Uhm... non è la prima volta che i traduttori italiani si prendono delle libertà (famosi i casi di Fujiko/Margot per Lupin, o Howard the Duck/Orestolo il Papero per un fumetto Marvel), ma mi chiedo quale sia la motivazione dietro tutto ciò... oh bè, personalmente mi piace più il nome italiano, è più comune e poco aulico, come ben si adatta al mio Gufo preferito...
Adieu
28 mai Verba non volantChi dice che le parole volano? Chi usa questa cazzata come scusa per dire tutto e il contrario di tutto? Non io, nossignore, nè voi, spero.
Era solo per dire... 27 mai Ecco perchè sono sordo (ovvero, gli Agenti dell'ALEF non li sento)Mi è capitato ieri che l'Agente A in persona mi ha lasciato un commento con una risposta parziale all'intervento Il Giuco delle Parti. Il commento aveva un link ad una risposta presumibilmente confidenziale. Almeno, questo è quanto mi ha detto un mio amico che tale pagina l'ha aperta, perchè io non l'ho fatto. Poco dopo, avevo anche cancellato il suo commento.
Perchè faccio il sordo?
Io credo nel confronto costruttivo. Ci credo. Quando ci sono dei problemi, meglio chiarirsi subito, che non lasciare che la ferita bruci e si infetti e si arrivi alla rottura totale. Vero. Ma è vero anche che molte delle cose che sentivo verso gli Agenti dell'ALEF non potevo esprimerle chiaramente, per diversi motivi. Ed è vero anche che a volte una persona una spiegazione non se la merita. Semplice.
Perchè una spiegazione presuppone che uno voglia confrontarsi, che voglia al limite riappacificarsi... niente di tutto questo. Io con gli Agenti dell'ALEF ci ho chiuso, punto e basta.
E proprio l'Agente A, è quello che disprezzo di più. Non ho letto le sue difese e giustificazioni perchè già le immagino. E' indifendibile.
E' indifendibile uno che ci prova con 3 ragazze che ti piacciono. E' indifendibile uno che è pieno di grana ma si inventa i peggiori trucchetti loschi per non scucire soldi. E potrei andare avanti all'infinito, ma la sostanza è questa: uno così, mi dispiace, ma per me è solo un enorme pezzo di merda.
La sostanza è, va bene il confronto, ma se non voglio confrontarmi è perchè non te lo sei meritato; perchè mi fai schifo; perchè ti odio; perchè non darti la parola è forse il più grande disprezzo. Aperto al confronto. Ma te lo devi meritare.
Adieu 25 mai L'indovinello del sasso nella bottigliaC'è una bottiglia, e dentro c'è un sasso. La bottiglia ha il collo molto molto stretto. Il sasso è molto più grande. Normalmente, non può passarci.
E allora ti chiedo... riesci a far uscire il sasso dalla bottiglia, senza romperla?
Pensaci bene. La risposta è nella meditazione. Sii zen, per una volta. Poi evidenzia qui sotto e troverai la risposta...
Non può esserci il sasso nella bottiglia. La verità che il sasso è nella bottiglia solo perchè lo dico io. Vedi qualche sasso e bottiglia tu?
24 mai Siete una coppia in crisi? Rivolgetevi a me!Siete una coppia che non va d'accordo ultimamente? Siete nel pieno della crisi del settimo mese? (Si, ho scritto proprio settimo mese... qui mi rivolgo alle coppie di giovani, niente matrimoni, sorry)
Rivolgetevi a me. Ho un curriculum di tutto rispetto come Riparatore delle relazioni. Qui di seguito vi presento i problemi che ho risolto.
Assenza di motivazioni per continuare a stare insieme
Modestamente, in questo ambito sono un campione. Una esperienza pluriennale mi porta ad affermare con sicurezza che a volte è inevitabile che una coppia scopra di non avere motivazioni valide per andare avanti. Questo può dipendere da vari fattori: il sopraggiungere della noia, il dimenticare le motivazioni iniziali, o l'aver inziato la relazione per semplice passione istintiva e spinta ormonale.
Ebbene, ecco la mia strategia: la ragazza mi contatta. A quel punto ci sentiamo per un pò. Lei me la fa credere, io ci provo, qualcosa va storto perchè lei in realtà mi stava prendendo in giro dall'inizio. Poi lei deve passare addirittura alle offese personali nei miei confronti. Com'è legittimo che sia, io rispondo a tali offese. E a quel punto interviene il suo principe azzurro Forza Italia, che mi intima di lasciarla stare. Oh, e l'amore trionfa di nuovo!
Insomma, spinta dall'odio nei miei confronti, la coppia trova un nuovo collante per rimettersi insieme. Fantastico!
Oh, può anche succedere che dopo un pò ci si ritrovi punto e accapo. In quel caso, non esitate a ricontattarmi immediatamente per ripetere questa farsa, perchè altrimenti veramente non troverete nessun motivo per stare insieme e vi lascierete.
Questa offerta la chiamo "L'Unione", perchè lo scorso governo, quello dell'Unione appunto, stava insieme solo per l'antiberlusconismo. E fino ad un certo punto, nonostante tutto, funzionava. Poi, vabbè, hanno cominciato ad indagare la moglie di Mastella e il Mastelùn stesso, e tutto è andato a puttane.
Fase di passaggio
Ragazze, siete appena uscite da una lunga relazione? Vi sentite spossate e logorate? Non volete rituffarvi subito in un'altra storia seria, ma non volete rinunciare a sentire un ragazzo, così, giusto per tenervi in forma sentimentalmente e per trovare un motivo valido per farvi la ceretta? Perfetto, ci sono qui io!
Ecco ciò che dovete fare: ci sentiamo per un pò. Io vi do quel pò che volete in quel momento, mentre non date a me quello che voglio io. "Non mi va di avere un ragazzo adesso", mi dite. Oppure "Voglio stare sola per un pò"... "Amici per ora"... insomma, cazzate di questo tipo...
Dopo un certo periodo in cui mi tenete sulle spine e in cui ci impegnamo solo in stupide soap opere senza senso, finalmente vi deciderete a riavere una storia posibilmente seria. Ma non con il sottoscritto, naturalmente. Purtroppo io vi ricorderò quel periodo buio e difficile della transizione. Mi associerete inevitabilmente al vostro ex, perchè io sono venuto immediatamente dopo. E poi, adesso voi cercate una storia seria, e con me ci sono state solo stronzate.
Questa offerta la chiamo "Spiacente, sei arrivato in ritardo rispetto alla mia precedente storia e in anticipo rispetto alla mia nuova storia", o più semplicemente "Tempismo imperfetto"
Il ritorno all'ovile
Questa è una sorta di via intermedia tra le due sopraccitate. Si trata di lasciare il proprio ragazzo e poi tornarci dopo un pò. E nel frattempo, io vi spiego come potete occupare il tempo che sta in mezzo a questi due eventi.
E' un'offerta che ho messo a punto molto di recente, quindi è ancora in fase di sperimentazione.
Funziona così: mi fermate una sera, perferibilmente in Piazza, per dare un maggior effetto scenico. Poi mi dite che vi piaccio, che volete conoscermi. Usciamo insieme, e mi confessate che mi tenevate d'occhio da tempo... a quel punto io rispondo che anche io vi avevo notato... le cose sembrano filare alla perfezione... si comincia a parlare di cosa fare insieme a Pasquetta, il 25 Aprile, il Primo Maggio... si comincia a parlare di quest'estate al mare... ci scambiamo regali a San Valentino...
Poi, all'improvviso, voi mi mandate un SMS e mi dite che in realtà mi vedete come un amico e volete raffreddare i rapporti. E allora io faccio finta di starci male per un pò (inteso come "un pò tanto") e alla fine dico, okay, restiamo amici. Ma a quel punto voi mi dite che, no, in realtà avevate detto "restiamo amici" ma in realtà intendevate che dovevo lasciarvi in pace. Oh, come ho fatto a non arrivarci prima? Che sbadato.
Vabbè, alla fine comunque tornate dal vostro ex. Fine della storia.
Ah, anche se non dovrei dirle 'sta cosa, lo faccio perchè sono onesto: questa è una tariffa vantaggiosa, perchè potete applicarla ogni volta con una persona diversa. Lasciate momentaneamente il vostro ragazzo, vi mettete con uno, poi lo mollate e tornare col vostro ex. Semplice, no?
Insomma, chiamate, chiamate, chiamate! E alle prime 10 telefonate, in omaggio un mio personalissimo, sentitissimo e galeazziano...
MA VAFFANCULO VA'!!!
23 mai Cos'hanno in comune una sigaretta e il decreto sicurezza del governo Berlusconi?Il decreto sicurezza contiene delle misure più o meno xenofobe, razziste e anti-cristiane (nel senso della carità cristiana che hanno i presunti cristiani) riguardo la sicurezza, in particolare l'immigrazione clandestina.
Oltre a questo, c'è un provvedimento per salvare David Mills, avvocato vicino a Berlusconi e sotto processo per falsa testimonianza. Il provvedimento vuole ristabilire ciò che già era previsto prima del biennio Prodi: durante un processo, uno può scegliere all'inizio di non patteggiare, rinunciando allo sconto previsto, ma può patteggiare in seguito, quando evidentemente vede che il processo non finirà con la prescrizione o che lo perderà.
Altro emendamento è quello che riguarda Rete 4. L'Europa ci ha multato perchè rete 4 occupa abusivamente le frequenze legalmente assegnate a Europa 7. Rete 4 ha perso un'infinità numerabile di processi su questo tema. E' una rete fuorilegge.
Quindi, l'Europa ci ha multato, e noi che facciamo? Invece di metterci in regola con l'Europa, facciamo un provvedimento che cerca di aggirare la sanzione per non doverla pagare. Si stabilirà che le frequenze vengono assegnate per un tempo indefinito, e tutti a casa.
Questo decreto sicurezza è come una sigaretta. La sigaretta contiene sopratutto nicotina. Ma contiene anche catrame, e tanta altra merda.
Di solito quando si comincia con "Cos'hanno in comune...", si finisce con una barzelletta. Ma qui non c'è proprio nulla da ridere...
Adieu 21 mai La profezia della cadutaAnni dopo, lei cadde da quella bici vecchia e arrugginita quasi quanto la sua padrona.
E lungo tutta la caduta, poteva sentirmi ridere. Anni prima, passò vicino casa mia, come fa spesso. Nel giardino vide la mia tartaruga. Spesso quest’ultima si piazza vicino al cancello, cercando, inutilmente di passarci al di sotto. La vecchia malefica dediche di dare una mano all’animale in questo. Mise il cavalletto alla bici, che, traboccante di cianfrusaglie e storia marcia, stava quasi per cadere per il peso. La vecchiaccia si guardò attorno. Non c’era nessuno che la guardasse. Si accovacciò a terra, fece passare la mano attraverso le inferriate del cancello. Prese la tartaruga e la mise di sbieco per farla passare. Poi la mise in quel cestino sporco e ripartì. Naturalmente, all’epoca non sapevo nulla di tutto ciò. Sapevo solo che qualcuno aveva rubato la mia tartaruga. Una fonte che preferisce rimanere anonima avvisò la mia famiglia di quanto era successo: la vecchiaccia portò la tartaruga in casa sua, ma dopo un po’ si stufò di quell’animale. E allora la diede ad un’altra famiglia che abitava lì vicino. Fatto sta che noi venimmo a sapere dalla suddetta fonte del destino della nostra tartaruga e ce l’andammo a riprendere. La famiglia che l’aveva era composta da brave persone, e restituirono il maltolto senza opporsi. Da notare che sia la ladra che la famiglia che ha ricevuto in “dono” la tartaruga abitano a poche centinaia di metri da casa mia! Ma c’è un ultimo particolare di cui non ho l’assoluta certezza, ed è questo: la tartaruga aveva un segno distintivo, ovvero parte della corazza era arancione. Un giorno in cui mio padre aveva riverniciato il cancello infatti andò a mettersi per l’ennesima volta lì sotto, e si macchiò, indelebilmente. Quando la ritrovammo, notammo subito che la parte della corazza arancione era stata grattata quasi del tutto via, probabilmente con della carta vetrata. Non so se sia stata la vecchiaccia a fare questo, o la famiglia successiva. Mi piace pensare comunque che sia stata proprio la vecchiaccia, per assurgerla a zimbello della cattiveria.
Il tempo è galantuomo, dicono. Io ho di nuovo la mia tartaruga, e la vecchiaccia continua a passare impunemente davanti casa mia. Forse non sa che ce l’ho di nuovo io, la tartaruga. Forse non sa che io so che è stata lei a rubarmela. Forse ha notato quella rete di protezione che le impedisce di rifare il numero del furto. Forse non sa che se dovesse sparire di nuovo Tarty (perché si chiama così, giusto perché lo sappiate) andrei a rovistarle la casa da cima a fondo. Forse non sa nulla di tutto questo. Ma spero che conosca almeno questa profezia: Anni dopo, lei cadde da quella bicicletta. E lungo tutta quella caduta, che sembrò infinita, poteva sentirmi ridere… di gusto…
![]() ![]() 18 mai Il Giuoco delle Parti (revised and fixed)In questi giorni un mio amico ha letto questo intervento e mi ha detto di averlo molto apprezzato e sopratutto condiviso. E si tratta di una persona che conosce la situazione descritta, non uno esterno, diciamo così. Rileggendo questo post, mi sono accorto di molti errori grammaticali... un paio di mesi fa lo scrissi in fretta e furia, e veramente aveva degli errori che sembrava scritto con i piedi... di un analfabeta (feticisti alla lettura, questa era dedicata a voi). Comunque, alla luce del "fissaggio" degli errori, e alla luce del fatto che è un dannato bell'intervento, uno dei miei preferiti di sempre, ho deciso di rispostarlo. Uno, perchè gli Agenti dell'A.L.E.F. non si illudano mai e poi mai che io sono meno arrabbiato con loro, nemmeno di una quantità infinitesimale. E due, perchè è un intervento sempre molto attuale, che si riccolega a quello che ho pubblicato l'altro giorno, Succede solo a Gestionale! (non mi va di mettere il link, nel caso siate interessati aprite l'homepage o l'archivio e leggetevelo). Ho aggiunto delle piccole parti che rendono il contenuto più chiaro. Sono in grassetto, so to speak... Un'ultimissima cosa: voglio ringraziare tutti coloro (e sono parecchi) che mi hanno espresso la loro solidarietà per quest'intervento. Purtroppo, dato che molti di questi sono di Gestionale, non posso citarli direttamente.
Buona lettura!
Il Giuoco delle Parti Vedi: come franser conobbe subito molti amici all’università; di come capì che c’era qualcosa che non andava; e di come calcolò freddamente ogni mossa da fare da un certo momento in poi.
E’ un giorno d’inizio Marzo, e ho deciso che è giunto il momento di riportare indietro le lancette dell’orologio al 2006, e spostarmi di lì in avanti, spiegando passo passo i motivi delle mie azioni. I. Cosa significa Agenti dell’A.L.E.F.? Nessuno lo sa bene di preciso. Secondo alcuni, sta per Assoluti Lestofanti E Falsi. Per altri sta per 4 verbi che ne delineano le caratteristiche: Arraffare Linciare Enumerare Fare-i-fighi. Ma in questo caso, si tratta di 4 persone, Agente A., Agente L., Agente E., e Agente F., che chiamerò, per semplicità, senza il prefisso Agente… basta che lo tenete a mente…
II. Uno spaccato universitario E’ l’inizio del 2007 e mi rendo conto che qualcosa all’università non quadra. Non riguardo gli esami, per fortuna… no, nell’ambito del sociale. Okay, vediamo un po’… Il grande cambiamento recente è stato l’ingresso nella Residenza di Torre Maura dell’Agente A., ingresso che io stesso ho sponsorizzato, dato che non c’era nessun altro collega gestionale con me. La conseguenza di questa solitudine era che ero costretto ad andare a mangiare da solo a Mensa, e, soprattutto, che spesso dovevo fare delle corse assurde per gestirmi gli autobus e gli orari delle lezioni. La solitudine era dovuta al fatto che solo io ero studente Adisu nel gruppo di amici dell’Università. Ma questo era destinato a cambiare, giusto? Voglio dire, ora c’era l’Agente A. con me, quindi potevo stare tranquillo, no?
III. Tutti sanno cosa è successo a Tranquillo… Si, che lo sapete. E io lo sapevo nel momento esatto in cui mi accorsi che, malgrado tutto, no, stavo ancora mangiando da solo. Perché? Si, certo, l’Agente A. adesso stava venendo a mensa. Solo che era riuscito a convincere buona parte del resto del gruppo ad accompagnarlo. E questo voleva dire che lui non doveva farsi le corse sotto il giogo dell’oppressione dei mezzi e delle lezioni, e che mangiava anche in compagnia. Cioè, che lusso, ragazzi! Ora, davanti a me c’era un bivio: potevo semplicemente ignorare il fatto che gli stessi figuri che mi avevano mandato a mangiare da solo per un anno, adesso avessero cambiato atteggiamento nei confronti dell’Agente A. Si, potevo fare così, e anzi, unirmi a loro, dopotutto ci avrei guadagnato anch’io. Oppure… oppure potevo ribellarmi verso questa disparità di trattamenti e continuare ad andare a mangiare da solo, con tutte le conseguenze annesse e connesse. Sarebbe molto comodo dire che ho scelto la seconda opzione perché all’inizio questi tizi non mi offrivano nemmeno il passaggio (io ricordo che andò così, ma può anche essere che mi sbagli, anche se quando voglio ricordarmi una cosa, mi ci metto di punta, e per esempio ricordo ancora che nella stagione 1998-99 il gol decisivo del 3 a 2 del Milan contro la Sampdoria lo segnò Bruno N’Gotty…) Troppo comodo… in realtà quello che successe fu che rimembrai alcuni vecchi rancori…risalenti al 2006…
IV. Vecchi rancori ed episodi di fuorigioco E’ a questo punto che entrano in scena Agente L. e Agente E.. Costoro costituivano il nucleo principale del mio gruppo di amici. Si può dire che erano state le mie prime amiche dell’università, e da lì erano arrivati gli altri. Eravamo tutti e tre in confidenza. Troppo, forse. Perché così c’è il rischio che si abbia la presunzione di conoscere una persona a fondo. La prima tegola fu quando io confessai che mi piaceva l’Agente L. (ribadisco che è UNA RAGAZZA). L’Agente E. infatti mi informò che la mia impresa era disperata, dato che per l’Agente L. io non ero che un “immaturo… un bambino…”, e questo perché “leggevo fumetti”. Immaginate la mia rabbia! Non solo il motivo era un motivo da cazzo, ma poi non potevo neanche chiarirmi con L., perché altrimenti lei se la sarebbe presa con E., che poi se la sarebbe presa con me e… che casino! E così dovetti mandare giù l’amaro boccone… e masticare amaro… amaro… Il nostro gruppo nel frattempo si era allargato con l’ingresso dell’Agente F., fortemente voluto da E., che riteneva questa un’opera umanitaria, allo scopo di far guarire F. dal suo essere tremendamente, fottutamente… asociale. Proprio così. Molto semplicemente. Ed era talmente asociale, che F. non uscì mai con noi. Non partecipava. Mangiava da solo, per scelta. Diciamo che eravamo agli antipodi, dato che io ero il massimo della socievolezza. Non mancavano inoltre episodi in cui E. e L. litigavano con F. Ce ne sono alcuni veramente clamorosi, come quando F. si rifiutò di dare un passaggio a L. ed E. verso l’università… o quella volta che L. si sentì male e l'Agente F. non volle accompagnarla a prendere qualcosa in farmacia. La cosa non avrebbe dovuto riguardarmi, se non fosse per lo strano meccanismo che si stava innescando. Ad E. e L., infatti, F. stava comunque molto simpatico. Era scorbutico, ma loro lo apprezzavano. Rispondeva male, ma E. lo sognava la notte qualche volta. Non ti faceva mai un favore, ma non per questo L. non lo riteneva “affascinante nel suo mistero”. Uhm…
V. Le masochiste Si, rosicavo. Rosicavo perché io trattavo bene E. ed L., ero sempre molto disponibile, ero sempre stato sincero e tante altre belle cose, ma F. aveva più appeal. Preferivano chi le trattava male. Tutto qua. Che volete farci? Brutta cosa, il masochismo. L’episodio più rompiballe, però, quello sicuramente che mi ha lasciato più astio è il seguente: un giorno, E. ed L. avevano deciso per qualche intercessione divina che sarebbero venute a mensa con me. Fantastico. Da poco, però, F. aveva smesso di mangiare da solo in macchina, e mangiava con tutto il gruppo di amici in aula. Esce fuori che quel giorno del gruppo non c’era nessuno. Se L. ed E. fossero venute con me, l’avrebbero lasciato solo. Ebbene… ci pensarono! Cristo santo, ci pensarono! Si, alla fine vennero con me, ma, cazzo, era il minimo! Un altro po’ quello le mandava affanculo e loro ci pensavano pure? Perché non ci avevano pensato nei miei confronti nei rimanenti giorni in cui ero stato io solo? Comunque, qui termina il flashback nel flashback.
VI. Sempre più masochiste Quindi, mi dava in culo che E. ed L. trattassero F. meglio di me. E l’ho spiegato. Adesso, tornando al 2007, stavano trattando meglio di me anche A., con cui andavano a mensa. Ma cazzo, anche con A. avevano dei problemi! L'Agente E. non lo sopportava per motivi personali, di cui non posso parlare, sorry. L'Agente L. lo reputava “un buffone” (Si, L. ha questa propensione a stroncare le persone, che è veramente ammirevole dato che anche lei potrebbe essere stroncata persino da un critico di arte di serie Z). Bene, E. ed L. si confermavano delle masochiste. Sacrificavano la nostra amicizia per altri (perché era quello che stavano facendo, e se non se ne sono accorte, problemi loro) Ed è qui che capii…
VII. La presa di posizione e la dichiarazione di Guerra A seguito di questi piccoli accadimenti, mi feci un’idea di che persone erano A., L., E. ed F. E avevo capito che non facevano per me, che non ero interessato alla loro amicizia, né al semplice passar del tempo con loro. Che volete farci, tendo a non sopportare i masochisti, né tantomeno quelli che cercano di darsi una personalità facendo i falsi duri. Ora, potevo andarmene, lasciare questo gruppo e cercarmene uno in cui mi sarei trovato meglio. Ma così avrei anche perso il contatto con quelle persone del gruppo con cui stavo bene a contatto. Ma è chiaro che dovevo rivedere i miei atteggiamenti nei confronti nei confronti degli Agenti dell’A.L.E.F. Dovetti adottare tattiche separate, costruite sulla persona e sulla “pena”: verso L. ed E. scelsi di essere il tipo di persona che a loro piaceva: freddo, tenebroso, maleducato, sgarbato. Verso F., raffreddai un po’ i rapporti, ma niente di che. Verso A., bè, qui era tutto più delicato. Lui infatti era sempre con me a lezione e in residenza, ma avevo ormai deciso che tra noi c’era un’evidente incompatibilità di carattere grande come una casa. Scelsi semplicemente di minimizzare il tempo con lui. D’altronde, io ce l’avevo con me più che altro, che l’avevo spinto ad entrare in residenza… non era tanto colpa sua… finora…
VIII. L’inizio di un esperimento antropologico Coloro che più si accorsero del cambiamento di rotta furono ovviamente E. ed L., alle quali dissi chiaramente che ce l’avevo con loro, senza dire perché, e che volevo raffreddare il nostro rapporto. Volevo portarmi nella condizione per cui mi avrebbero apprezzato di più, dopotutto, dato il loro masochismo. Ed è qui che inizia l’esperimento antropologico: una volta che una persona si è fatta un’opinione di voi, non importa quanto poco vi conosca, non importa cosa voi possiate fare… difficilmente cambierà quell’etichetta. Chi etichetta non vuole ammettere di essersi sbagliato, e quindi farà giusto dei piccoli accorgimenti e correttivi, pur lasciando intatto il suo giudizio. E così, di fronte a questa mi richiesta, E. ed L. conclusero che no, c’era qualcosa che non andava e che mi tenevo dentro, e che prima o poi ne avrei parlato o l’avremmo risolta. Non capivano ovviamente, che questa non era una litigata qualunque. Per quanto riguarda F., possiamo anche chiudere qui. La sua rilevanza si limita al periodo in cui questo gruppo era per me importante. Appena questo è cessato, lui ha perso ogni importanza. Anche se lo riprenderò dopo, nelle conclusioni, per mostrare dei sorprendenti risultati.
IX. Non fa più ridere Tutto questo è iniziato intorno al Marzo del 2007. Nei mesi successivi, la situazione si mantenne sostanzialmente stabile. Non perdevo occasione di sottolineare come non avrei più fatto favori a L. o a E., mi ostinavo ad andare da solo a mensa, rifiutando passaggi a destra e a manca. Ridussi drasticamente il tempo passato con i figuri con i quali avevo rotto. Spesso tale tempo si assottigliò a zero. E non perdevo occasione, quando necessario, di rispondere male, a tono. Non faceva più ridere. Non ero più Mister Nice Guy. Adesso ero una vera e propria rogna, ma non è che stessi fingendo... mi stavo comportando nel modo in cui si meritavano. Anche con A. iniziarono le tensioni. All’inizio furono cose piccole. Poi tutto cominciò a crescere. Ora, parlare di tutti questi episodi è lunga e meriterebbe una trattazione a parte… cercherò di riassumere, giusto per dare un’idea…
X. Cosa ho fatto? A mensa. A. butta le patate senza toccarle. “Eh, ma io sono per il consumismo”… Topolino in residenza. Gli altri cercano di prenderlo. Lui lo uccide con due calci. Si prende quasi un pugno da un ragazzo, e mi dispiace che il suddetto ragazzo si sia trattenuto. Critica con aria snob i miei gusti in fatto di donne. Poi però ha una relazione (?) con una greca. Brutta, ovviamente. Sicuramente non rispondente ai suoi “standard di gnocca”. Quando gli chiedo spiegazioni, lui mi fa: ”Eh, ma guarda che nuda è bella”. Come dire che una lumaca è più bella senza guscio. 5 di mattina. Mi suona il telefono in camera e mi sveglia. Era uno scherzo. Era A., appena tornato da un’uscita. Giustamente, doveva svegliarmi, no? Lui era andato a divertirsi, io dovevo andare "solo" a lavorare. Una sera a mensa mi dice con un'autentica faccia da puttana che ci ha provato con una ragazza Erasmus che mi piaceva. Un giorno gli chiedo di firmarmi una petizione per salvare il Parco di Paliano dagli abusi edilizi. “Eh, ma io sono a favore degli abusi edilizi” Insomma, di fronte a tutte queste tue esternazioni, io mi chiedo: perché l’ho fatto entrare in Residenza? Insomma, il rapporto divenne sempre tutto più teso, perché aumentava la mia rabbia…
XI. Calma piatta prima di Dicembre… La storia va avanti così fino a Dicembre. I miei rapporti con E. si sono quasi del tutto deteriorati. Con A. si va a fasi alterne. Ma quella che mi diverte di più è L. Infatti lei sembra quasi convinta che sia tornato tutto a posto tra noi. E mi diverto talmente tanto che una volta le ho promesso che le avrei spiegato il motivo del mio comportamento, ma naturalmente non l’ho fatto. Il tocco di genio però è stato quello di andare a mensa con lei e altri di Gestionale. A causa del cambio di allocazione della facoltà, infatti, andare insieme a mensa è praticamente obbligatorio, ma in realtà la cosa mi stava bene… io non andavo a mensa con L. perché mi facesse piacere… molto cinicamente, ci andavo con lei per non doverci andare da solo con A. L'ho solo sfruttata per i miei scopi. Semplice. Poi, a fine Dicembre, scoppiò la bomba finale. Mentre stavamo a mensa, A. se ne uscì nei miei confronti con una cosa così pesante, personale e grave che veramente non potete immaginarvi… cioè, già sapete che io ero incazzatissimo con me stesso per averlo fatto entrare in residenza, no? Bene, questa era un’ulteriore ferita, solo che stavolta me l’aveva inferta direttamente lui, quindi potevo rispondere. E cazzo se risposi. Una scenata assurda. Naturalmente non posso riferirvi di ciò che mi disse… immaginatevi semplicemente che io sia Prodi, e lui Berlusconi, e che mi abbia detto una cosa tipo:”Eh, caro Romano, si sa che tu hai un forte conflitto d’interessi”. Immaginatevi insomma il muto che dice al sordo che il cieco ha visto lo zoppo correre, per intenderci… Da quel giorno è apparso chiaro a tutti che ce l’avevo anche con A…. o così credevo…
XII. La fine E si arriva alla conclusione di questo report. No, A. non aveva capito perché ero arrabbiato con lui. Cioè, nonostante la scenata aperta, non l’aveva capito. Nessuno degli Agenti dell'A.L.E.F. aveva capito un tubo (di Pringles). Ma con chi ho a che fare? E se non capivano questo, come potevano capire tutte le altre macchinazioni nascoste? Ah, da notare che nel frattempo l'Agente A. ci ha provato con altre due ragazze Erasmus che mi interessavano… certo, libero di farlo, ma quando te ne faccio vedere una e tu mi dici con superiorità:”Mah, non è un granchè… è da te”, e poi ci provi, capisci che abbiamo a che fare con un pezzo di merda che dice agli altri che puzzano. La soluzione? Non parlargli più… così non potrà provarci con altre ragazze che mi interessano. Dicevo che questa è la fine di questa storia bizzarra, perché ho scoperto che L. ed E. si sono confrontati da quando ho litigato con A. La conversazione era di questo tipo: A. franser ha litigato con me L. Davvero? Anche con me. Chissà perché… E. Anche con me. Chissà perché… Poi, TUTTI: Mah, sarà lui che è strano… si, è lui che è fatto così… Bene, ed è questo il risultato importante a cui si è arrivati. Dato che ho litigato con tre persone, sono un asociale. Sono diventato l’opposto di quello che credevano all’inizio. Ce ne ho messo un po’ di tempo, ma ci sono riuscito. Non è poco, eh! Ora, non è che se ho litigato con te e con te e con te… non è che tre faccia una legge matematica. Perché se vai a chiedere nel gruppo in cui sono ora, bè, non credo che ti direbbero che sono un asociale. E’ solo un’altra definizione che fa comodo a loro per scaricarsi le responsabilità... è solo un'altra stupida etichetta. E l’asociale per definizione? L’Agente F.? Che ne è di lui? Ah, adesso lui è l’amicone, quello socievole, quello con cui programmare insieme una vacanza. Il tenebroso e masochista è sempre più irresistibile. Bene. I ruoli tra me e lui si sono invertiti, come potete vedere. E adesso?
Saluti Adesso io sto con un altro gruppo. Me la spasso. Non sono perfetti, ma... non sono masochisti... non sono pirla berlusconiani... non è gente che ti piazza un’etichetta con un prezzo. Ma anche se non avessi questo gruppo, anche se fossi solo… bè, gli Agenti dell'A.L.E.F. non facevano per me. Non è una tragedia. Non si può andare d’accordo con tutti. E se ho scritto ora, è perché prima questi soggetti non meritavano una spiegazione per i comportamenti differenziati, o non potevo fornirla (non potevo dire a L., perché pensi che leggere fumetti sia da immaturi?). Se ho scritto ora, è perché l’esperimento è concluso. Mi hanno fatto scambiare di ruolo, anche se nel frattempo io sono rimasto sempre la stessa persona. Se scrivo ora, è perché tanto con loro ho chiuso, la transizione è finita e quei pochi amici del gruppo li comincio a perdere di vista, purtroppo. Se scrivo ora, è perché tra un annetto parto per l’Erasmus. Se scrivo ora, e se scrivo sul Blog, e perché qualche Agente dell’A.L.E.F. ancora sparla di me, semina zizzania o, ecco, si diverte a fare cartelle cliniche sul mio status di asociale. Se scrivo ora, è perché volevo vuotare il sacco e farmi due risate… Se scrivo ora, è perché sono incazzatissimo, e questo è un modo come un altro per sfogarmi. Se scrivo ora, è perché voglio mettere fine unilateralmente a questa parte poco felice della mia vita sociale. E perché voglio aprire una nuova pagina…
16 mai Succede solo a Gestionale!Ieri una prof se ne è uscita con questa frase, "Succede solo a Gestionale!", con un tono tipo il vecchio spot "Succede solo da McDonald's"... non so se ricordate quel jingle, comunque...
Praticamente, è successo che la prof ci ha portato degli esercizi da fare, dato che sul libro non ce ne sono. Solo che ne aveva portato 3 copie, e il Focal Point per stamparli non funzionava. Bel problema. Chi doveva prendersi queste copie? Risposta semplice: nessuno. Basta mettere gli esercizi sul sito Internet. Accidenti, siamo nel 2008, un passo sì audace lo si potrà anche compiere, no?
Comunque, la prof ci ha promesso che li metterà in rete, così da poterli scaricare e svolgere tutti, democraticamente. Solo che a Gestionale ci sono anche i cosidetti furbi di Sezze, detti anche più volgarmente zecche al culo, che hanno provato lo stesso a farsi dare i fogli con gli esercizi. Altri hanno protestato per questo, secondo me giustamente, e la prof si è un pò inviperita, dicendo che qualche anno fa degli studenti di Gestionale le dissero che non era giusto che dopo la lezione lei si fermasse a dare spiegazioni- non era giusto per chi non poteva fermarsi dopo la lezione, cioè.
E quindi la prof ha concluso la breve invettiva, anche scherzosa se vogliamo, con un "Io conosco tutte le facoltà di Ingegneria, e questo succede solo a Gestionale!"
Ora, io la colpa non la do a quelli che hanno protestato, ma ai suddetti furbi barra secchioni barra lacchè dei prof che ci hanno provato comunque, quasi che il resto di noi fossero dei poveracci e stupidotti.
E ha ragione la prof. Succede solo a Gestionale. Perchè la gente di Gestionale può essere molto... eccentrica, diciamo così.
Nonostante la facoltà a me piaccia e la trovo molto coinvolgente; nonostante sia promettente il fatto che è la facoltà di Ingegneria con la più alta percentuale di occupati entro 3 anni dalla laurea (siamo vicini al 90% a livello nazionale); nonostante l'alta qualità dei prof (uno d loro è anche su Wikipedia!); nonostante tutto questo, ci sono alcuni soggetti da evitare a Gestionale, molti dei quali, purtroppo, ho avuto la sfortuna di incontrare...
Inanzitutto, molti parlano alle spalle, ma non riescono a farlo. Si fanno sgamare subito. Sembrano dei Fantozzi pettegoli.
Poi c'è l'Agente A, e questo dice tutto.
C'è l'Agente E, semmai volete farvi prendere in giro.
Ci sono le furbe di Sezze, che sembrano le Parche.
Ci sono i sabotatori, quelli che quando chiedi loro un'informazione, devi rigirare al contrario la risposta per avere la verità, del tipo:"E' difficile quest'esame, che tu sappia?", e loro ti diranno "Si", e allora la risposta effettiva è NO. Perchè il loro scopo è solo spaventarti e diffondere notizie false. Il loro obiettivo non è solo prendere voti alti. No, loro devono prendere voti alti e vogliono che gli altri li prendano bassi. Il perchè mi sfugge. Sarà qualche disfunzione al cervello, o qualche malattia genetica.
Poi c'è l'Agente L, che ha il superpotere di giudicarvi dall'alto della sua nevrosi al tempo record di 2,78 secondi.
C'è l'Agente F e i suoi seguaci... li adoro questi... sono quelli che agli esami piangono sempre che non hanno studiato, che sono andati male, che questo, che quello, e poi prendono 29 0 30 o 30 e lode, e lo dicono poi fieramente, senza alcuna vergogna per la sceneggiata che hanno fatto poco prima. Ah, e poi vogliono sempre sapere tutto di te, di ciò che fai, ma ciò che fanno loro non te lo dicono da soli, devi essere tu a chiedere. E spesso, anche quando chiedi, mentono. Prendete l'Agente F... due mesi fa mi disse una cosa, e ieri l'ha smentita, dicendo il contrario. Ergo, mi ha mentito. Non solo non mi fa sapere le sue cose e vuole (o meglio voleva, poi ho tagliato i rapporti) sapere le mie, ma quando le chiedo io dice pure cazzate!
Piccolo rimorso di coscienza finale: dovrei forse sentirmi in colpa per aver sparlato così di alcuni miei colleghi? Nope. Si tratta di sentimenti condivisi tra molti, e comunque vista la qualità delle persone e dei loro atteggiamenti, mi sembra anche il minimo, che ricevano un pò di infamate in payback, no?
Adieu 14 mai 14-05-08 - UntitledIn cielo c'è il Sole... ma non c'è gioia nella sua luce
Il suo splendere è timido,
la sua luminosità fioca e accennata
Il cielo non è azzurro ma marroncino, quasi che il Sole fosse sporco
ed emanasse quella polvere, scrollandosela di dosso
E' un Sole senza gioia, un Sole pallido, cadaverico, smorto
Come solo le cose smorte sanno essere...
The silent Sun that never shines
13 mai Il RicattoSono anni che lei e altri vicini a lei mi ricattano. Mi insidiano, sparlano, diffamano. Sono delle teste di cazzo, che volete farci. E sono delle teste di cazzo perché fanno tutte alle spalle, negano, e lo fanno con me e altre persone a cui tengo.
Ogni volta finisce che io li sbugiardo, li smentisco, e do loro qualche sano schiaffo morale.
Da un po’ però ho avuto una svolta in tal senso. Si passa dalla modalità “reattiva”, in cui mi oppongo e difendo ai loro attacchi, alla modalità “proattiva”, in cui sono io a sferrare il primo colpo. Guerra preventiva? Chiamatela così, se volete, ma in realtà si tratta di persone che fanno infamate da quando sono nato, anzi, anche prima, quindi non sto campando in aria questo mio resoconto.
Modalità proattiva, dicevo. Sono io a sferrare il primo colpo, appena ne ho le possibilità.
Eccone una. Si tratta di una della persone di cui sopra. Oltre al fatto che ha una pessima nominata a Fondi, purtroppo non posso usare questi argomenti, troppo immateriali. Sono venuto però in possesso di una foto compromettente, in cui la suddetta persona tiene in mano una sigaretta. In realtà qualche mese fa l’avevo gi sorpresa a fumare, e lei era impallidita vedendomi, ma non potevo dimostrarlo. Adesso ho anche l’evidenza.
Ironia della sorte, sempre in ambito infamate, ultimamente questa persona aveva messo in giro la voce che proprio io fumavo. Adesso sono io che ricatto la ricattatrice.
Mi rivolgo a lei, che dovrebbe leggere questo Blog, credo:
Smettila di fare infamate. Alla prossima che riesco a scoprire, questa foto la faccio vedere a persone che non l’apprezzeranno. E comincerò a insistere di più anche per enfatizzare la brutta nominata che hai. In fondo, le cose immateriali sono quelle che fanno più male. Perciò, stai bene attenta. Per dimostrarti che non bluffo, questa è la foto, dalla quale ho cancellato il tuo volto, ma sono sicuro che ti ci riconoscerai. Ah, so bene che le persone a cui mostrerò le foto sono tue pari in cattiveria, e potrebbero dire che in realtà tu la sigaretta la stai tenendo ad una tua amica, o che si tratta di un fotomontaggio, ma io il rischio non lo correrei, fossi in te.
Ah, e una è sistemata. Appena posso, infamerò anche io le altre persone che mi hanno rotto il cazzo da una vita, letteralmente. Tremate… 12 mai Giulietta e Romeo sono fascistiE meno male che parlavano di modello-Verona. In confronto all'insicura Roma, Verona veniva addiatata come esempio di sicurezza, vivibilità e civiltà.
Effettivamente, considerando restrizioni come l'ordinanza che vieta di mangiare nel centro storico, uno pensa che non c'è veramente nulla da temere. Peccato che alcuni veronesi, nei giorni scorsi, hanno raccontato di come a volte vengano appiccati dei manichini nell'arena di Verona con la scritta "negro".
Bande come quella che ha ucciso quel pover ragazzo la settimana scorsa, vanno in giro impunemente a picchiare e a fare del bullismo di serie C. Solo che l'ultima volta c'è scappato il morto, e allora le autorità non hanno potuto rimanere senza far nulla.
Cos ci si può aspettare da un paese dove il partito piuù votato è la Lega? Non voglio dire che non è giusto, perchè la democrazia significa che ognuno vota chi cavolo gli pare e piace, ma poi nessuno dei veronesi può essere dispiaciuto o rammaricarsi quando succedono queste tragedie. Dovevano pensarci prima.
Storicamente, i leghisti sono contro i fascisti. Questo perchè sin dagli inizi del fascismo, i fascisti andavano spesso a fare a botte con le leghe dei contadini, colpevoli di essere vicine ai rossi.
Ma oggi è sotto gli occhi di tutti che i veri eredi del fascismo non sono nè Fini, nè Storace, nè Forza Nuova (alla quale mancano i voti per poter vantare tale titolo prestigioso), ma proprio la Lega. Un movimento populista, violento, razzista, xenofobo.
Volevate la sicurezza, veronesi? Eccovela. Con gli interessi.
By the way, tornando proprio a Roma, il nuovo sindaco Alemanno ha svelato il piano per risolvere il problema dei rom. Mentre prima prometteva che li avrebbe cacciati, ha già capito che non lo può fare, e allora ha rilanciato: li radunerà tutti in 3 o 4 maxi-campi, situati molto distanti da Roma.
Un piano che fa acqua da tutte le parti. Volendo prescindere dal fatto che in questo modo i rom sono troppo lontani da centri di emergenza come pompieri o l'ospedale, dato che siamo razzisti e di questo non può fregarcene di meno, diciamo che: 1) in questo modo trasferisci il problema da Roma alla provincia, come chi sposta la sporcizia dal pavimento a sotto il tappeto, e 2) non puoi fare una cosa del genere, perchè siamo nel 2008 e non nel 1922, e siamo in Europa, grazie a Dio, e questo non puoi farlo per l'Unione Europea, punto.
Bene, Alemanno è stato eletto per risolvere il problema dei rom. E' evidente che quanto promesso non può mantenerlo. Adesso chi mi ripagherà del fatto di dovermelo sorbire per i prossimi anni? Forse dovrei chiedere i danni al PD, che non ha potuto trovare niente di meglio che riproporre Rutelli, autentica cazzata politica.
Comunque, per chiudere quest'intervento, voglio ricordare che non esiste un problema di sicurezza. E' solo che abbiamo paura. E se guardate i TG e i loro titoli catastrofici, forse vi renderete anche conto del perchè.
Adieu
10 mai Come funziona il mondo?Copio il commento che ho scritto sul Blog di Alessia, Ingegnere Gstionale che sta facendo l'Erasmus in Svezia e che mi sta passando numerose dritte e informazioni che mi saranno utili l'anno prossimo. Fate un salto sul suo Blog: oltre a leggere l'intervento che ha ispirato questo che state leggendo, e che è anche più luminoso del mio, troverete delle foto di Stoccolma... così, giusto per rodervi il fegato :D
E questo è il mio commento:
"Questo mondo alla deriva non è plasmato da vaghe forze metafisiche. Non è Dio che uccide i bambini. Non è il Fato a farli a pezzettini e a darli da mangiare ai cani. Siamo noi. Solo noi" (Rorschach)
"Basta una giornata storta a farti impazzire" (Joker)
"Dio è nei dettagli" (?)
Queste sono le tre citazioni con cui cerco di rispondere. Un tempo confidavo in un qualche ordine che guidasse il mondo, ma adesso non ci credo più, e sono egoista nel dirlo, perchè ho smesso di credere in Dio non per la fame nel mondo, non per le sofferenze atroci in Iraq o Afghanistan o che so io, non perchè in Birmania ci sono ancora i militari che non permettono l'arrivo di aiuti umanitari, no... ho smesso di credere in un ordine superiore dopo dei piccoli lutti personali, dopo aver provato dolore e dopo aver revisionato metà della mia vita. Si è trattato di dettagli, ma se Dio è nei dettagli, io non credo più in questo Dio.
Senza un ordine superiore, per me la Vita non ha senso. Siamo schiavi delle passioni, schiavi di ciò che è codificato nel nostro DNA (oggi ho letto che anche gli alcolisti in realtà lo sono per predisposizione genetica), schiavi del tempo, schiavi e basta... sarebbe bello se avessero ragione gli esistenzialisti come Sartre, se fossimo noi i primi artefici del nostro destino, ma non è così. Si tratta di un'illusione. E la Vita, presa in questo modo, non ha senso, tranne quello che decidiamo noi di darle. Resta solo una lucida follia. Come puoi biasimarmi per questo? Qualunque altro atteggiamento sarebbe... folle!
Scusa per il pistolotto e per il "breve" saggio breve... e complimenti se sei arrivata a leggere fino in fondo :D
P.S. La cosa più importante è porsi le domande, non necessariamente dare loro una risposta!
Prossimamente: si resta sul tema con interventi-appronfondimento come "Io bestemmio"... alla prossima!
9 mai La disuguaglianza triangolare (ovvero, come rifiutarsi di dare passaggi)Avete la piaga di dover sempre dare passaggi alle persone? Bene, la matematica vi viene in soccorso.
La disuguaglianza triangolare afferma che partendo dal punto A, e volendo andare in B, si fa prima ad andare direttamente da A a B che non andando da A a C, e da C a B, dove C è un punto intermedio.
Formalmente, la distanza d(AB) è minore della somma delle distanze d(AC) e d(CB), ovvero d(AB) < d(AC) + d(CB). Questa proprietà discende dai triangoli, dove la lunghezza di un lato è sempre inferiore alla somma delle lunghezze degli altri due lati.
E adesso vediamo l'applicazione pratica. Supponiamo che una persona vi chieda sempre il passaggio. Tu parti in A, il luogo dove dovete andare è B, e lo scroccone abita in C.
Ebbene, la prossima volta che vi chiederà il passaggio, ditegli che per la disuguaglianza triangolare, si fa prima ad andare da A a B, e che sia lui a provvedere come fare ad arrivare da C a B. Dopotutto, ehi, lo dice la matematica, e la matematica è una scienza esatta, accidenti!
Piccola postilla: in realtà la disuguaglianza triangolare non vale sempre. Sicuramente vale quando si porta la macchina, dato che passando per C si spreca sicuramente più benza che non andando direttamente in B!
Adieu 8 mai The Unfunnies - 08-05-08Bentornati a The Unfunnies, colonna aperiodica dove tiro fuori un pò di acume, un pò di spirito e un pò tanto di rabbia nei confronti dell'arte pagliaccesca italiana per eccellenza: la Politica. Piccola avvertenza: è vero, è più facile scrivere pseudo-satira con Berlusconi, ma veramente, veramente, ve l'assicuro, preferirei che tutti i comici non avessere nulla da scrivere e morissero di fame piuttosto che Berlusconi governasse.
Oggi c'è un unico filo conduttore, e cioè il fatto che questo governo ha già disilluso e mentito relativamente a questioni più o meno piccole. E per questo che il tema di oggi è "L'Apocalisse si vede dal mattino"
L'Apocalisse si vede dal mattino I: 25 son troppi, 21 pochi...
Piccolo dettaglio. A differenza di molti di voi che leggono, io cerco di ricordare le cose. Ricordo tutte le polemiche che faceva la destra quando al governo c'era la sinistra. Molte erano anche proteste sacrosante, ma questo li obbliga ancor di più a non ripetere gli stessi errori. E invece, visto che ci siete voi, che dimenticate, questo non accade.
Ricordate tutte le campagne stampa (di Berlusconi obviously) contro il fatto che il governo aveva 25 ministri? Aveva ragione.
Poi arriva lui al governo e se ne esce con 21 ministri? Ma sant'Iddio, se permettete questo è ancora più grave... cioè, l'Unione si reggeva costantemente ad un filo. Era formata da tanti partiti, e tutti volevano il loro bel posticino. Qui invece stiamo parlando di una vittoria netta alle elezioni, e una maggioranza che è composta da meno partiti. E nonostante questo, stiamo parlando di soli 4 ministri in meno? Cioè, se avessero avuto anche l'UDC avremmo sforato il record negatiovo, a 'sto punto. E ci fosse un porco due di TG che c'ha le palle di fare notare questo piccolo dettaglio. Ma si sa, siamo malati di Alzheimer in politica...
Altro piccolo dettaglio: il Berlusca aveva promesso un governo a metà settimana. Di 3 settimane fa. Comincia già a tenere fede alle promesse, wow, fantastico!
L'Apocalisse si vede dal mattino II: 1602>100000000000000000
E notate che il secondo numero in alto non è contato con precisione. Ho cercato solo di metterci tanti zeri per renderlo "grande a piacere". Oh, parliamo di Fino Fini.
Bello sapere che appena ha assunto la terza carica più importante dello Stato, già comincia a sparare puttanate, no? E così si ritrova a paragonare la morte di quel povero ragazzo di Verona con i cretini che bruciano le bandiere di Israele (facendo tutto un fascio, come a lui piace, con quelli che legittimamente contestano la politica di Israele).
Anzi, addirittura si mette a dire che è più grave bruciare le bandiere. Si sente forse chiamato in causa dal fatto che i 5 balordi di Verona erano naziskin?
Non sa, il Fini, che una vita umana vale più di qualsiasi altra cosa? E non sa che questo vale sempre, non solo quando si tratta di fare chiacchiere a vanvera contro l'aborto o l'eutanasia.
Ma d'altronde, da uno che al G8 era a Genova, e chissà quale sia stato il suo ruolo lì, cosa potete aspettarvi? Vi aspettate che uno sappia quanto vale la vita umana?
L'Apocalisse si vede dal mattino III: Un giornale come carta igienica
Quando c'era la sinistra al governo, il Giornale qualche volta lo leggevo. Contestava il governo, e serve sempre contestazione per portare alla luce la verità. Anche se vi assicuro che era un'esperienza disgustosa, lo facevo solo per idealismo e perchè la copia del Giornale era gratis.
Comunque, adesso veramente non si può più leggere. Adesso è solo uno strumento diabolico per difendere e lodare l'operato del suo padrone. Cavolo, la redazione si troverà nel salotto di qualche villa del Berlusca, anche se la sistemazione più adatta sarebbe in qualche fogna, a giudicare da quello che scrivono.
Ieri stavano cercando di discolpare i 5 di Verona. Non erano naziskin. Non si conoscevano nemmeno tra loro. Avevano bevuto. Cioè, ma come si può difendere quegli animali? Come? Come? Perchè così si offende anche quel fascista di sindaco che si ritrovano? Perchè così si offende una città xenofoba, dove mettono fuoco a manichini con scritto "negro" nell'Arena, una città dove le bande fasciste picchiano chi vogliono e restano impunite SOLO perchè non ci scappa il morto?
Che schifo di Giornale.
Senza contare che è una settimana che attacca Visco per aver fatto mettere i redditi online, ma allo stesso tempo pubblica alcuni di quei redditi. Oh, sempre gente selezionata, eh - ne mette un pò a caso, e in mezzo ci butta gente di sinistra o nemici personali, naturalmente. Ma mai che ti ritrovi il 730 del Berlusca, di Bondi, di Cicchitto, di Schifani, o Fini o Maroni o Bossi...
Veramente, se non fosse così buono come carta igienica, il Giornale non dovrebbe proprio esistere.
E per questa settimana è tutto. Potete ritornare a trangugiare bugie. Io conto i mesi che mi separano dalla partenza per un paese civile, invece.
6 mai Se sono contento? (ovvero Metafisicamente)Durante un giornata che sembrava eterna, in cui affrontai due delle circa 30 fatiche che caratterizzavano il mio lungo peregrinare della Capitale dello spirito, incontrai un personaggio mitico, forse greco, forse latino, non so. Era una statua della mia memoria.
Si trattava di una persona un tempo molto vicina, poi l'avevo allontanata dopo averla sorpresa a razziare dal mio bestiame. Basta poco per abbandonare le persone.
La incontrai, questa Elisoide di Parnasso, amica del pragmatismo di certi cinici.
Lei mi disse:
"Come andò quella impresa che ti attendeva oggi?"
E io: "Ben tu dici. Oggi era l'impresa. E l'ho superata"
"Con quanto?"
"24"
"E sei contento?", mi chiese ingenuamente lei.
Bella questione sollevò. Per taglioare corto, le dissi sorridendo che, si, ero contento.
Ma... contento? A tratti, forse si. Felice? No...
Salutai la statua e tornai sui passi della mia ricerca, bestemmiando qualcosa tra me e me... 4 mai Il paradosso dei Mon CheriStatisticamente, si è visto che ogni 4000 Mon Cheri, uno di questi cioccolatini ha il nocciolo della ciliegia. Vi sembra assurdo? Dipende... se pensate che la produzione dei Mon Cheri avvenga artigianalmente, dove ci sono gli operai che tolgono i noccioli delle ciliegie, allora, si, è assurdo... è assurdo che pensiate che una produzione enorme e di così grande scala come quella della Ferrero avvenga ancora in questo modo.
No, la verità è che negli impianti della Ferrero si usano sopratutto i macchinari, e nessun macchinario è infallibile. Alla fin fine, si può anche dire che un nocciolo non tolto ogni 4000 cioccolatini può anche andare bene. Ma non è di questo che voglio parlare, bensì di un curioso paradosso.
Se è vero come è vero che ogni 4000 Mon Cheri uno ha il nocciolo della ciliegia, allora la probabilità che TU lo becchi è molto bassa. Andiamo... prima di tutto, li mangi i Mon Cheri? A me neanche piacciono, sarà che sono astemio... e comunque, anche se ti piacciono, quanti ne mangi al mese, o all'anno? 4000 non ne mangi nemmeno in una vita, quindi devi essere verament sfigato per beccare quell fallato.
Però, se ci pensi bene, la probabilit che capiti a qualcun altro di beccare il nocciolo è molto alta. 4000 Mon Cheri li vendono in poche ore, credo. Quindi è facile che qualcuno vicino a te becca il nocciolo, difficile che capiti a te.
Curioso, no? Quate volte sento ribadire che una delle mentalità più sbagliate è quella di credere che le cose brutte capitano solo agli altri e non a noi. Bè, questo esempio invece pare confermare questa "teoria", che in molti altri campi però è evidentemente errata.
Un ultimo esempio semplice, se qualcuno si è perso arrivato fin qui. Immaginate una stanza con 4000 persone, tra le quali ci sei TU. Poco prima siete andati in 4000 a svaligiare diversi bar per comprare ognuno ilsuo bel Mon Cheri.
Quindi, stanza con 4000 persone e 400 Mon Cheri. Volendo applicare il modello più facile possibile, diciamo che la probabilità che il tuo avrà il nocciolo è 1/4000. Molto bassa, evidentemente. La probabilità che invece a uno degli altri ci sia il nocciolo è 3999/4000. Praticamente certa, insomma.
Un ultimo appunto. Il mio prof di Impianti ha messo a punto un sistema per evitare questo minimo inconveniente. Ogni ciliegia passa per un sottile raggio laser che vede se c'è ancora il nocciolo o no. L'accortezza sta nell'evitare che il laser abbia frequenza troppo alta, o la cicliegia cuoce. Insomma, sembra che anche questo paradosso lascerà il campo della realtà per rimanere come semplice gioco teorico. Ah, 'sti cazzi, tanto come ho già detto, a me neanche piacciono i Mon Cheri!
A Maggio in Camera 22:
-Un ricatto ad una ricattatrice
-Il Giorno in cui il Male Vinse
-Io bestemmio
-La Fortezza della Solitudine presenta: Pantheon, Il Cast di Comprimari (che torna a popolarsi), scarcerazioni dalla Zona Fantasma.
Adieu 2 mai Vita, parte 3 (di 3) - L'Equazione dell'Anti-VitaL’Anti-Vita è, in breve, la mancanza di libero arbitrio, di libertà, di capacità di influenzare deterministicamente il corso della propria vita. “Perché se sei schiavo”, disse qualcuno, “è come se non vivessi affatto”. Il bello è che un tizio, chiamato Darkseid, o Dark Side, intuì l’esistenza dell’Equazione dell’Anti-Vita pensando che esistesse il suo contrario, l’Equazione della Vita. Ecco, per me è il contrario. Il fatto stesso che esista l’Anti-Vita implica che non esiste la Vita. Ma in che forma esiste questa Equazione? Ciò che si sa è che si tratta di una formulazione matematica che dimostra inequivocabilmente la futilità della Vita. Si tratta di una scienza esatta che in modo esatto afferma una verità esatta. E’ esattamente questo. Non conosco questa Equazione. Quello che so è che esiste, deve esistere per forza di cose. E la conosco dal punto di vista empirico. Siamo sballottati dagli eventi. Siamo come navi in mare aperto, e quando va bene c’è bonaccia, quando va male il mare in tempesta ci sommerge. La nostra bravura sta nello sfruttare le condizioni buone al massimo; nel cercare di intravedere all’orizzonte le nubi oscure; nel preparare adeguate difese… ma oltre questo, cosa possiamo fare? Non siamo mica noi a determinare il tempo… Fortuna e sfortuna. Quante volte ci si appiglia a queste due parole per giustificare i propri fallimenti o sminuire i propri successi. Eppure esistono. Adoro gli esistenzialisti e il loro credere che siamo noi, e solo noi, i responsabili di ciò che accade nel mondo, ma, bè, ho smesso di sperare che ci fosse questa forma di giustizia. Sballottati dagli eventi. Capaci solo di reagire. Ci illudiamo di programmare, di essere proattivi, ma in definitiva c’è sempre qualcosa più in alto che ci sovrasta. Le nostre catene sono tante, alcune di queste invisibili. Sballottati dagli eventi. Prede del Fato. Discendenti di spermatozoi che ebbero fortuna nell’arrivare primi ai rispettivi ovuli. Schiavi di un mondo che non ha senso, se non quello che decidiamo di dargli noi. Schiavi. Schiavi. Quindi… non vivi. E’ questa l’Anti-Vita. Ciò che si contrappone alla Vita. La Vita è un quadro di Monet, gioia e trionfo di luci? Allora l’Anti-Vita è un quadro di Monet colorato in negativo, tormento di crepuscolo e notte. Questa è l’Equazione dell’Antivita. E tutti noi siamo variabili appartenenti ad essa. E non c’è altro da dire… |
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