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30 avril Ciao, Aprile!Questo intervento lo scrissi ai primi di Aprile. Ma lo pubblico solo ora. Perchè? Perchè ciao significa anche addio? Perchè ho come la sensazione che la fine è imminente (e non importa se si tratti della fine dell'Erasmus o della fine del mondo)... non so... fate voi...
Da quanto tempo! E' più o meno un anno che non ci vediamo, giusto?
Che dire, sei il mio mese preferito. Lo sei sempre stato, non fare finta di non saperlo.
Si, è vero, mi piacerebbe che l'anno fosse formato da Giugno, Luglio e Agosto maloro 3 mi piacciono solo insieme, perchè rappresentano l'Estate. Tu, Aprile, mi piaci come singolo mese.
Sarà perchè, prima di tutto, è il mese in cui sono nato. In realtà però questa sta diventando un'aggravante, quindi ci passerei sopra, che ne dici?
Mi piaci, Aprile, perchè arrivi e annunci la Primavera. Gli alberi si rivestono, i frutti maturano e i fiori nascono. Gli animali possono risvegliarsi e godere di un pò di Sole, finalmente...
E poi l'aria... c'è qualcosa nell'aria che non riesco a spiegarmi... è fresca, nuova, travolgente... e ti viene da aprire le finestre non semplicemente per cambiare aria, ma per far entrare la TUA aria, Aprile!
Aprile, ogni mattina mi sveglio con una grande carica di energia, col sorriso sulle labbra, contento di scoprire che la luce del Sole è già entrata in camera mia (e per ora la cosa non mi da fastidio, dopo chissà... casomai piazzo una tenda e il gioco è fatto).
Aprile... se non sbaglio, il tuo nome deriva da aperio, che significa aprire... perchè apri le porta della Primavera, del nuovo...
Ma, caro Aprile, la cosa che più mi piace di te, è che pur promettendo tante belle cose nuove, non mi hai mai chiesto di dimenticare quelle belle del passato. E per questo ti ringrazio.
E per quanto mi piaci, Aprile, ti perdono anche per il fatto che mi togli un'ora di sonno e per le tante promesse che poi non vengono rispettate!
Ciao, Aprile!
28 avril "Ma io per il terremoto non do nemmeno un euro", di Giacomo Di GirolamoAlla vigilia di un possibile nuovo disastro mondiale, dopo le varie mucche pazze e gli uccelli ammalati, voglio riproporre una note scritta da un'utente di Facebook. La considero una riflessione sul terremoto molto importante, in linea con quanto avevo già scritto, anche se questo potrà dare fastidio a qualcuno. Sfido chiunque, tuttavia, a dire che una singola cosa di quella lettera è sbagliata.
"Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro. Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è. Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto. Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia. Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico. E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde" Giacomo Di Girolamo ![]() 25 avril 23 (ovvero, Il Compleanno più bello)Un altro anno è andato... sono più saggio? Più maturo? E' così che si dice di solito, no? Di sicuro più vecchio...
Okay, ho 23 anni... ma giò comincio a farmi complessi da desideri di essere di nuovo ventenne o giù di lì... sarà che mi sento un vecchio adolescente ancora... anzi, a questo punto un adolescente morente...
Non lo so, io e le feste di compleanno abbiamo un rapporto ambiguo... le più belle che ho avuto probabimente sono state quelle di quando ero bambino, con tutti i parenti a casa e tanto casino... ma, tristemente, non ricordo molto di quei party di fine anni '80...
Poi ricordo che a 6 o 7 anni invitai un sacco di persone al mio compleanno... peccato che non dissi nulla a mia madre, se non qualche giorno dopo... le feci fare un lavoraccio per preparare tutto...
Poi c'è stato il compleanno in quinta elementare, l'unico che ho festeggiato con i compagni di classe delle elementari, e non erano nemmeno tutti, e in più i soliti parenti... fu a quel compleanno che mi accorsi che c'era qualcosa che non andava con alcuni di loro... nell'invito, infatti, scrissi "Francesco", e qualche zia zelante andò a riferirlo a mia nonna... ma queste sono storie da Medioevo, di un mondo che è finito... per fortuna e purtroppo...
Alle superiori ho festeggiato solo al primo anno con i compagni di classe... il secondo non l'ho festeggiato per nulla... in terzo si celebrò l'apice della mia amicizia con Domenico, Fabrizio, Luigi e tutta la seconda formazione dei Les Miserables... in quarto feci un compleanno di 18 anni versione ridotta perchè il regalo vero furono le due settimane in Inghilterra... in quinto di nuovo nulla...
E poi è arrivata l'Università... oh, quella è la parte più bella... ogni anno, infatti, il 25 Aprile capita vicino a un esame... una volta avevo un esame il 26 Aprile!
Anche se adesso è cambiata l'organizzazione delle lezioni, fine Aprile resta periodo d'esame... bella sòla... tuttavia, se fossi stato in Italia una serata al Roxy con la Confraternita l'avrei fatta... e a casa mi avrebbero preparato qualcosa di buono da mangiare, sicuramente
E invece sono qui, in Svezia, per conto mio... e allora che si fa? Non lo so, non ho poi così tanta voglia di festeggiare... ci sarà un barbeque a pranzo, un'uscita stasera, ma sopratutto roba da studiare in mezzo... Svezia o Italia, alcune cose non cambiano...
Non so perchè ho questo rapporto di alti e bassi con il compleanno... lo considero un giorno dolceamaro, in fondo... forse la mia ossessione per gli schemi fissi e la piacevole ripetitività non si è ancora applicata al 25 Aprile, e questo mi da fastidio... o forse è il fatto che il mio compleanno spesso passa inosservato, in mezzo alla festa nazionale italiana... infatti oggi che nessuno festeggia niente qui, provo una sensazione strana... mah...
Comunque, il compleanno più bello è stato quello della seconda media... che non ho festeggiato però!
Le cose brevemente sono andate così: era sera, i miei e mia sorella erano usciti, e io no... ero nel pieno della fase "Mi vergogno a uscire ancora con i genitori", una delle fobie più disgustose che hanno gli adolescenti... adoro i miei genitori, e non era che non volessi uscire con loro, ma mi vergognavo se pensavo a cosa avrebbe pensato qualche mio amico che mi avesse visto... quanti problemi inutili si fa una persona...
Comunque, ero rimasto solo in casa, come volevo... e allora? Solo in casa il giorno del compleanno? Che schifo, uno direbbe...
Invece no, perchè accesi la TV, ma non prestai molta attenzione a cosa diceva... poi... e questa è la parte buffa... mi sembra di ricordare che c'erano alcune freccie appese per la casa che mi indirizzarono verso l'armadio... e lì trovai il regalo... una maglia di un personaggio dei manga, Ken il Guerriero... mamma me la regalò per rimediare al fatto di non avermi voluto comprare una maglia dell'Uomo Ragno l'anno prima... aveva visto che ci ero rimasto molto male, e quando eravamo tornati al negozio per prenderla, non c'era più... quindi aveva pensato di rimediare in quel modo... non ho mai letto un manga, e a stento conoscevo quel personaggio, ma apprezzai lo stesso il regalo, il pensiero...
Non sono sicuro della parte delle freccie... forse ce n'era una sola, forse non ce n'erano per niente... il fatto è che quella parte della mia vita l'ho romanzata, quindi a volte è difficile cogliere le sfumature tra realtà e finzione...
Il resto della serata lo spesi giocando a carte in un torneo immaginario, e pensando a Lavinia...
Non so perchè ancora oggi quello è il mio compleanno preferito... forse perchè c'era Lavinia quell'anno, o forse perchè le riflessioni di quella sera, di cui non rimane traccia in memoria oramai, sono state particolarmente importanti... non so... è una cosa strana, perchè dovrei dire che il più bello è stato quello del terzo superiore con Domenico... ma non lo so, quel '99 è ancora magico in tutti gli aspetti...
Adieu
15 avril Last Day on EarthUltimo giorno in Italia oggi... domani mattina sarà una questione di poche ore prima di ripartire di nuovo per la Svezia...
Devo dire che quando sono tornato a Febbraio per un week end è stato un autentico casino, perchè salutare parenti e amici in 3 giorni è massacrante. Questi 9 giorni di vacanze di Pasqua, invece, sono stati molto più piacevoli, e ho potuto godermi più tranquillamente il ritorno alla (piacevole) routine della mia vita a Fondi. Certo, è tornata anche quella fastidiosa nausea data dai problemi italiani che ci portiamo dietro da troppo tempo, ma me l'aspettavo.
Sono riuscito a chiudere molti discorsi in sospeso in questi giorni, a fare cose che volevo fare, e a non farne altre. Adesso che mi sono riambientato, mi sembra un pò strano ripartire di nuovo, è come lasciare di nuovo un mondo per un altro.
Ma sono contento, perchè ho visto che in mia assenza poco è cambiato, nel bene e nel male, e affronto con serenità gli ultimi due mesi di Erasmus, anzi, con rinnovata fiducia, perchè adesso che non ho più aspettative, a parte quella legittima di un pò di bel tempo, non ho nulla da perdere ma tutto da guadagnare.
Inizia l'ultimo giorno sulla Terra. Domani si torna nello spazio.
Adieu 14 avril Anche se due persone si piacciono...La vicenda è vecchia di alcuni (molti) anni... una semplice storiellina di quelle liceali, catalogate tanto tempo fa come un misto tra "fallimento" e "stranezza pura" tra incomprensioni reciproce al limite dell'essere lunatici (e anche oltre il limite, sinceramente)
Un pò di tempo fa, come spesso faccio, mi stavo sfogando con Paolo... tirai in ballo questa storia... lui disse "Bè, a questa ragazza piacevi proprio"
Che cosa? Ma stiamo scherzando? Ma se ci vedevamo pochissimo... eppoi lei non voleva mai uscire, quasi che si vergognasse... e sembrava che le andassi bene solo per scambiare SMS... ma fammi il piacere, Paolo, non dire stronzate...
Eppure... eppure da quel giorno ci ho riflettuto... a me questa ragazza piaceva davvero... nonostante alcuni amici mi dicessero che era brutta, che era strana, lunatica e così via, a me piaceva... se la cosa non funzionò, casomai, è perchè io non piacevo a lei, dato che..
Ma se in realtà le fossi piaciuto davvero? Era davvero da escludere categoricamente la cosa? Forse ero più di un amichetto virtuale o un gioco mentale?
E così ho preso carta, penna calamaro e MSN e ho fatto la fatidica domanda alla ragazza in questione (spinto anche da un sogno strano)...
La risposta? Si, a questa ragazza piacevo veramente.
Tralasciando alcuni dettagli revisionisti ("si, ma mi piacevi 10 anni fa", mentre noi ci conoscemmo 8 anni fa, e a 17 anni ancora ci incontravamo), resta l'amaro in bocca...
L'amaro in bocca dato dalla consapevolezza che anche quando due persone si piacciono, le cose possono andare male... che il tempo poi passa e uno osserva meglio le cose, quando è troppo tardi, quando sono morte...
La consapevolezza che l'amore non ha regole, se non quella di Pareto: il 50% degli individui vive il 95% di tutte le storie d'amore al mondo. All'altro 50% degli individui le briciole del rimanente 5% di storie d'amore.
Di fronte a questi dati che mi riportano alla realtà, c'è solo una cosa da fare...
BESTEMMIARE!!!
Solo per dire... Papa, caccia i soldi!Adesso spero di essermi sbagliato, ma mi pare... MI PARE... che il Vaticano ancora non abbia dato aiuti economici ai terremotati...
Ora, per aiuti non intendo le uova di Pasqua... quelle il Papa se le può ficcare in...
Per aiuti intendo la grana! I soldi! Il Vaticano sta ricco sfondato, Porco Giuda! Non paga l'ICI! Riceve l'8 per Mille! Detta l'agenda politica italiana! E adesso scucisse un pò di soldi, Porco Dio!
E fino a quando questo miracolo non avverrà, io continuerò a cantare "Vaticano in fiamme" dei San Culamo.
Chissà, a volte i desideri si realizzano...
13 avril Manifesto contro le amicizie virtualiSono una persecuzione, la mia piaga sociale. Sono... quelle "amicizie" con persone che non hai visto dal vivo per più di mezz'ora!
Ed è ora di dire basta a questi rapporti profondi!
Ho conosciuto non so quante ragazze in questo modo balordo... e lo ammetto, spesso è stata colpa mia (diciamo pure sempre), nel senso che io cercavo di approcciare alcune ragazze per vie traverse, ecco...
E così si creavano fitte relazioni fatte di SMS, bigliettini, piccole chiacchierate, chattate su MSN o Badoo e così via...
E poi? Bè, poi con alcune arrivava il momento della rivelazione... l'incontro dal vivo... e i risultati, ogni volta, disastrosi...
Improvvisamente non c'era più nulla da dire... minuti di imbarazzante silenzio... o si presentano persone non conformi alla descrizione virtuale... o scopri quel difettuccio manco tanto piccolo che su Internet proprio non si vedeva... ma molti di questi equivoci grazie a Dio sono roba da sitcom dei primi anni Duemila... eppure...
Eppure alcune di queste scene continuano a tormentarmi... l'ultimo episodio questa Estate... dopo nottate spese a chattare su MSN, è stato veramente troppo...
La verità è che uno nemmeno può escludere le conoscenze virtuali... la verità è che ci sono, i network sono diffusi... è uno strumento del nostro tempo, non si può chiudere gli occhi di fronte a questo... persone che ridevano delle mie vicende con aria quasi compassionevole si erano conosciute per chat!
L'equilibrio a cui sono giunto è il seguente principio: va bene iniziare in Rete, ma dopo POCO, molto POCO, si deve passare all'esperienza live, altrimenti vaffanculo ci si vede.
Una regola semplice, che ho applicato in questi ultimi mesi.
Un sacco di volte ho bloccato un contatto che mi chiamava di continuo, perchè ero in Svezia e non avevo la possibilità di incontrare dal vivo questa persona. Tornato in Italia per queste vacanze di Pasqua, sono partiti gli SMS. E ci sono stato per un pò, perchè l'intesa per un incontro c'era.
E poi l'incontro... 20 minuti in compagnia di un'amica. E poi? Nessun altro incontro previsto.
Ecco, questa secondo me non è un'esperienza reale. Siamo di fronte al tipico caso di persone interessate a come scrivo, ad avere uno che le ascolta o stronzate de genere.
Quindi, basta SMS e chattate su MSN ridotte al lumicino.
E' una regola dura, ferrea, ma necessaria, perchè va bene iniziare su Internet, ma poi si deve proseguire dal vivo, punto e basta.
E come dice un ragazzo in Svezia, "Io alle ragazze non ispiro fiducia"
Ecco, il mio obiettivo è arrivare a una condizione del genere.
Adieu
12 avril Cristo muore e Valentina porta gli occhialiIeri sera, mentre si avvicinava la Pasqua con tutta la simbologia di Cristo che muore, io ho visto nella Piazza di Fondi Valentina.
Qual è il legame tra le due cose? Cercare di stabilire un nesso sembra quasi blasfemo.
Eppure è questo il problema delle divinità in generale: possono apparire troppo distanti. Il Paradiso, quel luogo lontano dove ci sono Dio, la Madonna e gli altri santi... dov'è? E' così lontano da qui, che a volte diventa molto difficile anche solo immaginarselo, figurarsi crederci.
E allora voglio tirare giù Cristo, voglio fargli toccare terra, e riflettere su di lui, tenendolo ad una distanza non siderale, e senza intermediari mangiapane e pedofili (leggi, il Clero).
Entra in scena Valentina. Valentina è stata la mia ragazza nel 2003. La relazione è stata molto particolare, diciamo così, e si è interrotta dopo 6 mesi per scelta mia, anche se poi, come sempre accade, me ne sono pentito. Troppo tardi, ovviamente. Tutti meritano una seconda chance. Ma io non mi chiamo tutti.
Negli anni Valentina è andata e tornata, come un fantasma persecutore... eppure, mentre vaneggiavo di Lavinia (ancora oggi) e di altre rgazze che hanno lasciato il segno, alcune serie, altre sciacquette, altre malefiche, Valentina era lì, un'immagina ferma e buona... l'immagine che mi diceva "Io sono la cosa più concreta che tu abbia mai avuto. E tu non mi hai voluto. Hai preferito il tuo mondo di idee eteree. E adesso la pagherai"
Ed è andata così. Continuo a pagare per errori del passato, senza alcuna redenzione in vista. Si naviga a vista, a bestemmia.
Passano gli anni, e Valentina si fa sempre più bella. Sono sempre stato bravo a vedere il potenziale nascosto delle persone. Anche la bellezza ancora non realizzata. E Valentina... mi parve bella da subito. Passano gli anni e lei ora sto con un ragazzo che chi lo conosce mi dice essere completamente il mio opposto.. bene, non so cosa significhi tutto ciò, se non che comunque io l'ho sempre persa, e non mi va più di specularci sopra.
Valentina ieri aveva gli occhiali. Ha messo gli occhiali. Non li aveva l'ultima volta che l'ho vista (qualche mese fa, per la cronaca). Ha gli occhiali, ed è tutta un'altra persona, scommetto, rispetto a quando ci frequentavamo. Ed è questa la cosa che ogni volta mi colpisce di più: non la sua bellezza, ma il fatto che ora siamo due stranieri che un tempo di conoscevano, e questo azzera di fatto tutte le mie possibilità con lei.
Oppure gli occhiali li interpreto con un segno di maturità di Valentina, che adesso è anche più alta. Sta crescendo, sta diventando una donna. Io sono un vecchio adolescente.
Insomma, che c'entra Cristo? Caro Gesù, se ti ho portato come termine di paragone è perchè un pò oggi muoio anch'io, ma in fondo sono morto da tempo. Il calvario, che per te finisce oggi, per me continua da una vita. Certo l'intensità non paragonabile, ma anche una goccia d'acqua sul cranio, ripetuta per tanto tempo, ti uccide.
Car Gesù, non posso fare a meno di pensare che neanche questo è il vero legame. Forse questo non può essere espresso, se non come associazione di idee. Valentina porta gli occhiali. Cristo muore in croce.
Comunque, Gesù, già che sei qui, voglio dirti solo una cosa:
PORCO DIO
11 avril Avvertire gli asini... cioè gli italianiSe avverti gli italiani di un pericolo, ecco cosa succede:
Se lo fai PRIMA che il fatto accada, ti ridicolizzano, ti danno del pazzo o ti ignorano.
Se lo fai DURANTE il fatto di danno del mostro o continuano a ridicolizzarti, dicendo che in fondo non avevi veramente avvertito del pericolo. Oppure dicono che non potevano seguire il tuo avvertimento. Molto meglio far morire la gente. E poi tutti blaterano del "difendere la vita". Si difende la vita solo quando lo ordina il Vaticano.
Se lo fai DOPO il fatto la gente ti dirà: "Senti, sto guardando il Grande Fratello barra le chiappe delle veline barra Ballando co' 'sto cazzo, a cojone, o stai zitto o aumento il volume"
E così, per la gioia di grandi e piccini, nessuno darà importanza alla prevenzione, e tutto questo ciclo virtuoso ricomincerà daccapo. Non siete felici? Hitler non avrebbe saputo fare di meglio.
Qual è, mi chiedo a questo punto, la differenza tra l'uomo e l'asino? Forse l'asino non ha la presunzione di essere dotato di ragione. Già, dev'essere questo.
Ma scusate questo mio intervento... tornate pure a guardare Studio Aperto...
9 avril Ma io per l'Abruzzo non provo nulla (Ovvero, Prevenire è meglio che curare)Non mi sento di unirmi al coro di dispiaceri e di messaggi di solidarietà di questi giorni.
Non dico che non me ne rega nulla, o cose macabre come "Se lo meritavano", ma non riesco nè a dire nè a provare nulla.
Provo a capire perchè.
Forse perchè, "a babbo", la prima cosa che mi ha colpito è quella del ricercatore che ha messo tutti allerta, ricevendo per pronta risposta una denuncia per falso allarmismo. E ancora adesso, grazie ai potenti mezzi di informazione berlusconiani, questa persona viene ridicolizzata. I ricercati stanno meglio dei ricercatori, ha scritto una ragazza che conosco. Ed è vero.
Il Papa dice che i preservativi aiutano a diffondere l'AIDS, e c'è anche qualcuno che difende il suo diritto a dire queste puttanate. Mentre il ricercatore va denunciato.
La verità è che si, ce lo siamo meritati tutti, questo terremoto. Lo volevamo. Questo mi viene da pensare quando qualcuno giustifica il non aver ascoltato il ricercatore dicendo "Mica potevamo sollare 300 mila persone!". Certo. Quindi si sta dicendo che è meglio far morire più di 250 persone, invece. Meglio lasciare tutti in balia di questo disastro. Non è invece meglio il disagio provocato da un eventuale falso allarme?
Ma no, perchè in Italia curare è meglio che prevenire.
Tutti a lodare la Protezione Civile. Eppure è in corso un processo a Bertolaso e ad alcuni suoi collaboratori per l'esistenza di intercettazioni che spiegano benissimo il modus operandi della Protezione Civile: se viene identificato un problema risolvibile, non tocchiamolo. Lasciamo che peggiori, e che il problema si trasformi in emergenza. POI interveniamo.
Il compito della Protezione Civile dovrebbe essere noiosissimo: evitare che ci siano emergenze. Curare i problemi alla radice. Invece si preferisce arrivare DOPO, perchè fa più scena, perchè da più importanza, più prestigio, e i media sono lì a lodarti.
E' questo che volete veramente? Volete degli eroi? Allora vi meritate tutto questo. Io non voglio degli eroi.
Voglio persone che si impegnino prima. Persone che non ambiscono a finire sui giornali. Che non vogliono creare un clima di paura. Persone anche che la gente ignora, ma che fa andare avanti il Mondo così come dovrebbe.
E poi Napolitano che solo oggi si scomoda. Pertini sarebbe andato sul posto immediatamente.
E Berlusconi che fa annunci a destra e sinistra. Come quando nel 2003, dopo il terremoto a San Giuliano, promise l'arrivo dei suoi architetti di Milano2 per costruire San Giuliano 2. Naturalmente, nulla di tutto ciò è stato fatto. Come si fa a credere alle sue promesse ora?
Ma la gente ci crede, e lo abbracca e lo stringe, e lo loda. E continua a votarlo, a credere alle sue fandonie. E allora, cazzo, continuo a pensare che in fondo volete tutto questo.
I veri sciacalli di questi giorni sono i media, che dedicano servizi su servizi al terremoto. Giusto, ma cercate di osservarli bene: non cogliete nei volti dei giornalisti una gioia mal celata, un sorriso appena abozzato, che pare dire "Evviva! Abbiamo di che parlare! Abbiamo il pubblico inchiodato alla TV!". E poi viene fuori che una mezz'oretta prima del terremoto di martedì, alcuni vigili del fuoco erano entrati in una Chiesa per mostrare come era ridotta al suo interno. Il tutto per il TG1. Quanto hanno pagato i giornalisti quelle persone per correre quel rischio? Che cazzo me ne frega di una Chiesa? Vale così tanto da far rischiare la vita a due fessi che hanno pure accettato di andare lì dentro?
E tutto questo spazio dedicato alle chiese in rovina? Che cazzo me ne frega?
Mi dispiace, ma non riesco a provare nulla. Perchè tra poco voi tutti dimenticherete. Dimenticherete le promesse, la voglia di aiutare, dimenticherete che non si devono allargare le case preesistenti ma costruirne di nuove più solide quando approverete con orgoglio il piano case del governo, dimenticherete che costruire una centrale nucleare a Latina è pericoloso proprio per questi terremoti quando andrete festosi all'inaugurazione. Dimenticherete tutto, fino alla prossima tragedia.
E allora mi viene da pensare che forse, un pochino, tutto questo l'avete voluto voi.
E io penso che un mese fa mia zia e mia sorella hanno fatto un incidente, e l'animale che le ha tamponate mandando la macchina in un fiume ancora lavora per il Comune a Fondi, e ancora ha la patente. State aspettando che ci scappi il morto, vero? Così potrete fare di nuovo promesse, potrete curare, potrete attirare gli sciacalli mediatici.
Bè, tutto questo ve lo meritate voi. Non io.
Addio, per ora.
5 avril Commenti (per lo più cinici) da un Party sugli anni '90Quando vai a un Party sugli anni '60, '70 o '80 hai già una mezza idea di cosa aspettarti per quanto riguarda gli abiti... anni '60 tutti tipo Beatles e Hippies, anni '70 i pantaloni a zampa di elefante e tutte quelle altre cose colorate (dalla droga)... anni '80 capelli lunghi ma distorti rispetto a quelli dei decenni prima, e sopratutto abiti gonfi, grandi spalline, ecc.
Ma anni '90?
Seriamente, anni '90? E' stato un decennio in cui è mancata una corrente dominante (nel bene e nel male)... si va dallo stile Kurt Cobain a quello Backstreet Boys... dalle Spice Girls alla onnipresente Madonna corvina e a Courtney Love... da Shaggy di Bombastic a Neo di Matrix... dalla Morte di Superman alla Saga del Clone dell'Uomo Ragno, passando per la Porn Wonder Woman bionda, Lanterna Verde omicida e Batman sulla sedia a rotelle... uhm, questo in realtà non c'entra molto...
E al Party tutto ciò si rifletteva nel fatto che NESSUNO era veramente anni '90... quant'è già triste questa cosa? Quant'è triste il fatto che se a uno chiedevi "Ehi! E tu saresti vestito come uno degli anni '90?", quello ti potrebbe tranquillamente rispondere "C'era un tizio nello Yucatan nel 1999 che vestiva così" o "Non ti sembro un tipico scozzese del '95?"
Passiamo appresso...
Tutto sommato è bella la premessa della festa... un flashback degli anni '90... e si, fino a poco tempo fa vedevo molto negativamente gli anni '90, di cui salvavo solo il 1997, 1998 e il 1999... insomma, gli anni di Lavinia e delle medie... sapevo che quegli anni erano figli di ciò che era stato prima, ma ciò che era stato prima non era proprio bellissimo, e quindi 3 anni belli non ne recuperano 7 brutti, no? Paolo dice che i bilanci si fanno alla fine, che uno ha tempo fino all'ultimo respiro per capovolgere completamente il corso della sua vita... da parte mia, gli ricordo che le compagnie devono fare bilanci ogni anno per determinare se le cose vanno bene o no... in questi giorni, uno dei due sistemi è in crisi, basta sentire le notizie sull'economia, quindi sto dando anche io un pò di credito a Paolo...
Continuiamo con il Party... oh, ma erano quasi tutti ubriachi! E com'erano carine tutte quelle frigide svedesine che si erano riscaldate quelle guancie congelate con l'alcol! E andavano anche a braccetto con ragazzi, spesso anche loro ubriachi. Insomma, roba che da sobrie non farebbero mai.
Quando la gente è ubriaca, si formano relazioni, nascono amori. Di questi tempo Cupido non usa più arco e freccie, ma Whisky e vino... quant'è triste tutto ciò? Quanto sono tristi queste persone? L'amore tra una gallina e un gallo ha più valore di queste persone che riescono a raggiungere ciò che vogliono solo lasciandosi andare forzatamente... è facile barare con il doping...
Toh, guarda! Su quel divano è possibile giocare con i videogiochi degli anni '90! Quanto è triste a) che a una discoteca ti metti a giocare con i videogiochi? E b) che non sono neanche giochi originali, ma con la grafica moderna? Insomma, cosa può esserci di più penoso di gocare a Super Mario nel 2009 se non giocare a una versione apocrifa di Super Mario?
All'ingresso mi hanno fatto un timbro. Solo che non ha lasciato nessun timbro. Si, cioè, mi hanno appoggiato l'aggeggio sul braccio, hanno fatto pressione, ma - magia!- nessun timbro! E allora perchè cazzo l'hanno fatto?
Lo so io perchè... perchè qui sono talmente quadrati che alcune procedure le devono seguire comunque, ecco perchè... Dio benedica il fatto che non ho una testa così quadrata...
E cos'è 'sta storia che quando una sala da ballo è troppo piena, l'ingresso è bloccato da una specie di energumeno stile Mastro Lindo che lascia entrare tot persone solo quando altre tot escono dalla sala? Questi sono pazzi oggi come negli anni '90, ve lo dico io!
Per il resto, devo dire che finalmente la musica è stata buona... certo, quasi tutta dance che ai tempi mi faceva schifo (e che piaceva molto ai miei compagni di classe Antonello e Michele, che mi facevano una capoccia così), ma paragonata alla merda che suonano di solito, era tutto ottimo... sopratutto il mitico "Scatman" di John Scatman (che fantasia, eh?)
Certo, qualche canzone penosa c'era, ma d'altronde era la musica anni '90 suonata in Svezia... mi reputo fortunato... mi immagino quelli che un giorno andranno a una serata "Flashback anni 2000" e si ritroveranno il "meglio" di quello che suonano qui ora... sentite condoglianze, davvero...
E si, i deejay fanno veramente schifo, perchè quando non suonano musica da schifo si mettono a rovinare con remix arditi quella che mi piace... mi fanno veramente rimpiangere un certo deejay Sasicc (salsiccia, per l'arte pedestre e altamente casareccia con cui esercita la sua professione) delle parti mie...
All in all, bella serata...
Figuratevi le altre!
![]() 3 avril The PunisherIl Punitore
Frank Castle,
costui che un tempo era uomo
finchè la Mafia non uccise la sua famiglia
e lui decise di iniziare la sua crociata contro criminali di ogni sorta, genere, razza, lingua e religione
e da subito smise i panni del supereroe ipocrita
che subisce e subisce
che assiste alla perdita dei suoi cari
da parte di coloriti e acerrimi nemici
che non fanno che tornare e tornare
perchè il Male, si sa, ritorna,
e non hanno il coraggio di uccidere,
bè, Frank Castle questo coraggio ce l'aveva
e si fece chiamare il Punitore,
perchè puniva i criminali, ovvio, ma in fondo stava punendo anche sè stesso,
perchè in fondo in fondo
Frank adesso aveva la possibilità di far uscire fuori quella Tigre che aveva dentro di sè
Nata anni prima, nella guerra del Vietnam
e tornata poi sopita al suo posto, in attesa... in attesa di uscire nuovamente alla luce
e dare un nuovo ordine al mondo
un mondo più giusto, un mondo meno crudele
un mondo meno criminale
Non è più un uomo
perchè un uomo prova emozioni, sensazioni,
Frank non prova più nulla ormai
E' un guscio vuoto
Una macchina da guerra
Freddo, senza emozioni
Che combatte il freddo, ma non vuole il caldo
perchè non può sentire il caldo
E ciò che conta per lui è solo la sua missione
Punire
E insomma, Frank Castle,
il Punitore,
Puoi tu non reputarlo
Un uomo giusto?
(Dedicato a Vincenzo. In bocca al lupo per la tua nuova avventura. E non diventare come il Punitore!!!) |
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