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30 mars

Lavinia to leave Earth (a grande richiesta)

Ho notato che questo è uno dgli interventi più letti di sempre. Seriamente. Capita che lo legga qualcuno almeno 2 o 3 volte a settimana. Magari si tratta di un solo "qualcuno". Magari è una qualcuna. Magari è proprio la destinataria di queste rime, chissà...
 
Comunque, visto che setacciare tra gli archivi può essere scocciante, e visto che il post in questione è molto richiesto, lo ripubblico.
 
Breve premessa: nei versi (?) seguenti c'è una specie di introduzione ad un racconto bello lungo, corposo e complesso. Un racconto che ho appena iniziato, e che, come tutti gli altri, non so se porterò mai veramente a termine. Credo che più Lavinia si rifiuterà di ritirare la sua condanna di Damnatio Memoriae nei miei confronti, e più io perserverò nello scrivere di lei. Alla prossima... 
 
Questa è la Ballata di
LAVINIA I*****E
 
Canta il Peter Z Trio
 
Oh, di Lavinia io canto,
nata a Fondi nell'86
per parenti e amici un assoluto incanto,
crebbe nella serenità fino ai primi suoi anni sei
 
Ci furono le scuole elementari
e tante amiche, pochi maschietti
che con lei, così dolce e timida, erano molto refrattari
All'ultimo anno, in una recita, Peter la notò, bella senza belletti.
 
Di lei credeva perdere traccia
ma alle medie si ritrovarono
e quante risate e urla e inseguimenti, faccia a faccia
sempre insieme allegramente; solo d'Estate si allontanarono
 
E in seconda media litigarono
Peter in crisi, lei che cambiava
Un brutto giorno si odiarono
Finchè la prof vicini li sistemava
 
E fu amicizia e forse altro
Ma di questo mai sapremo
Perchè Peter restio, Lavinia peraltro
sempre timida, alla fine dell'anno si dissero "Ci rivedremo"
 
Ma Lavinia si rifiutò di crescere
O meglio la sua anima, detta anche personalità
E partì per lo spazio per cercare il senso dell'esistere
Divertendosi in avventure vissute tra mille novità
 
Ma sulla Terra restava il corpo, guidato
dalla ragazza, ma non dalla bambina che fu
E senza memoria, senza passato
Dimenticò gli amici e a Peter, che le diceva "Tu
 
Ed io eravamo intimi un tempo
lei rispondeva con rabbia, zittendolo
E lui si ritraeva con la velocità di un lampo
Il suo rancore, soffrendolo.
 
Ma un giorno la Lavinia dello spazio capirà
che non può non crescere, cambiare
che il suo corpo ha bisogno, si vedrà
che per lei è davver tempo di tornare
 
E allora Lavinia sarà grande, sì, ma anche bambina
e una sera andrà a dormire, dopo aver mangiato svogliatamente un misero uovo
credendo che sarà ancora tutta triste la seguente mattina
ma aprirà gli occhi, dopo la riunione con se stessa
E qualcosa ricomincerà di nuovo...
 
29 mars

Appello ai Difensori dei Brogli della Libertà

Mi rivolgo a voi, o Difensori dei Brogli della libertà!

Il 13 e 14 Aprile finalmente, dopo due anni di sofferenza e accanimento terapeutico, potremo nuovamente esprimere il nostro voto (che sia utile, mi raccomando), e così facendo, con lo schiacciante trionfo previsto del nostro Partito dei popolani prescritti o comunque in libertà, ci libereremo da questa sinistra che ci ha oppresso.

 

Tuttavia, c’è un ma. Dobbiamo vigilare bene che non i soliti signori della sinistra non compiano brogli. Ricordatevi: è previsto che vinciamo di 70 punti percentuali. In caso di risultato inferiore, sarà evidente la presenza di brogli a marchio comunista.

E allora invito voi, o prodi Difensori… ehm, facciamo coraggiosi Difensori della libertà, a vigilare in queste elezioni. Osservate gli scrutinatori… setacciate i seggi… squadrate i votanti per discernere i normali dai comunisti… certo, tra i normali ci sono anche quelli come Ciarrapico, ma si sa, ha il carisma di un Fabrizi, soprattutto quando alza delicatamente quel suo braccio…

 

Comunque, il punto è questo, Difensori. Osservate! Scrutinate gli scrutinatori! Dobbiamo stare attenti!

E se… se capiterà che magari su qualche scheda bianca potete mettere giusto un segnetto… così, giusto se vi trovate una matita vicino… non si sa mai… meglio che la segnate voi, o Difensori della libertà prescritta, che quei comunistacci brutti, no?

 

(Nel 2006, se proprio brogli ci sono stati, non vedo come possano essere stati “comunisti”. I dati arrivavano in ritardo, e quelli erano controllati dal Viminale, cioè dal Ministero degli Interni, dove c’era un forzaitaliano. Forse dire controllati è improprio. Forse “filtrati” è meglio.

Per non parlare di possibili programmini informatici a cui uno potrebbe pensare… che ne so, qualcosa tipo “if voto = scheda bianca, allora poni voto = voto a FI)

 

(Sapete di chi cade avanti per non cadere indietro, no? Oppure di quello che spara una scoreggia e accusa altri di diffondere il fetore? Bene, benvenuti in Italia)

 

Io voterò per il mio futuro: Partito Pensionati…

27 mars

SVEZIA!

Il dado è tratto. La scelta... scelta! Infine... la fine! La fine... infine! Okay, basta parlare per luoghi comuni e titoli di Stan Lee!
 
Andrò in Svezia, l'anno prossimo, intorno a fine Gennaio-inizio Febbraio. Era il mio sogno. Da circa 10 anni. E adesso lo potrò realizzare. E partirò anche con un amico!
 
Maggiori aggiornamenti prossimamente... nel frattempo vi lascio con il Captain Cold... un pò la fine come andrò vestito io in Svezia :D
 
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25 mars

Una giornata di pubblicità

In media, ogni giorno i nostri sensi recepiscono 1500 pubblicità.
 
Mi chiedo come vivessero, prima...

Erasmus: scelta o no?

 

Giovedì farò questa grande scelta di vita. Perché quando si determina dove passare 6 mesi, per la prima volta lontano da casa, solo, in un luogo straniero, tra gente straniera (almeno all’inizio), dove proseguire gli studi in inglese… bè, vale davvero il drammatico “Nulla sarà mai più lo stesso”.


Ora, la situazione è la seguente. Io sono quarto in graduatoria. All’inizio ho rosicato, perché potevo tranquillamente essere primo o secondo, infatti il primo della graduatoria dell’anno scorso aveva un punteggio di 40 e qualcosa. Quest’anno il primo ha totalizzato 46 e rotti! Inoltre, a parte questo ricordo storico, da notare che sono quarto, ma ad una distanza di 0,4 punti dalla seconda… il che vuol dire una lode di distanza… con una lode in più ero secondo… e c’era un corso diviso in due canali. Io ero al canale più facile. Quello dove si prendeva 30 e lode facile. Ma feci il passaggio all’altro canale, più serio. Lì presi 30. Rimasi contento, pensando che la differenza tra me e uno dell’altro canale era una lode in meno, ma molta più conoscenza. Bè, mi sbagliavo, a quanto pare. Questo tra l’altro insegna che all’università devi cercare le scorciatoie, laddove possibile (d’altronde, che diavolo me ne faccio di un corso di C++? Io sono un Gestionale, accidenti!)


Insomma, rosicavo. Perché se fossi stato secondo avrei avuto la possibilità di scegliere dove andare. Ma mi sto ricredendo.


Cosa succede quando scegli? Succede che firmi un contratto in cui stabilisci in quale semestre partire e, naturalmente, dove andare. E io sono indeciso tra Svezia e Olanda, anche se propendo più per la prima.

Cosa succederebbe se avessi scelta? Che starei lì, in quei secondi decisivi, a rimuginare le diverse opzioni, e subito dopo aver firmato, sarei preso dai soliti dubbi e dalle possibili recriminazioni (“Cavolo, potevo andare invece in…”)


Siccome qui si tratta di una cosa seria, non di un giochetto in cui puoi cambiare, ci vogliono nervi saldi. E devo dire che la mia posizione, a questo punto, è invidiabile. Sono quarto, e dato che ci sono 2 posti per Olanda e Svezia, di sicuro una di queste due mete non mi scapperà. Andrò in una meta gradita, ed è più di quanto possano dire quelli dietro di me. Potrei non dovermi arrovellare il cervello nella scelta, come dovranno fare quelli davanti a me, ma probabilmente dovrò procedere per esclusione, perché uno dei due posti sarà saturato.


Mia sorella non è d’accordo, e dice che così mi consegno al Fato, che sono in balia degli eventi. E forse ha ragione. Mi piace avere il controllo della mia vita, o una pallida apparenza di tale controllo. Ma ci sono decisioni… più grandi… troppo più grandi di noi… e in quel caso… un aiuto del destino non è sgradito…


Certo, c’è anche la possibilità che non vada così. Che ne so, il primo potrebbe uscirsene con qualcosa tipo Parigi, Madrid o il Galles. Gli altri due – che ne so, potrebbero scegliere mete diverse, rinunciare o che- (non sto gufando… e comunque altri l’hanno fatto con me, tant’è che un giorno all’uni stavo cadendo dalle scale, quindi…- e a quel punto, quando toccherà a me, e avrò possibilità di scelta, credo che urlerò.


Sarà un urlo di rosik, come quello del Dada quando a Cucù gli passano un asso (“Oh, facciamo un gioco di carte senza fare casino, però. Questo è pur sempre un condominio”, al che il Dada replicò “Se! Se a me passano gli assi io urlo, eh! Io urlo!).

Un urlo di rosik. Ma anche un urlo di gioia.

E libertà…

23 mars

Buona... whatever...

Come si dice oggi? Ah si, buona Pasqua. A volte la Pasqua mi piace più del Natale... è una festa più sobria, meno consumistica... non sei costretto a passare 96 ore con i parenti (sopratutto quelli sgraditi)... ogni anno ti rendi conto che le uova Kinder costano sempre di più... colpa del petrolio dal quale ricavano il latte, evidentemente (per i gestionali che leggono: so bene che la colpa è veramente dell'aumento del costo delle materie prime, che vanno ad influire sui macchinari che si occupano della produzione delle uova di Pasqua)...
 
Comunque, la Pasqua la vivo con più serenità e meno aspettative del Natale... si tratta di un giorno in cui alternare il fare e il non fare... se me lo permette la mia famiglia, oggi un capitoletto di Marketing me lo vorrei pure fare... ma appunto, alternare fare e non fare... quindi, ad un certo punto, chiudere il lirbo e riposarsi, pensando ad un giardino segreto, e a ciò che Ottobre sa, e a Sandman, e a G.K. Chesterton, e a tante altre cose...
 
Ora... Pasqua è così... Pasquetta è tutto un altro discorso... se solo domani non piovesse... sigh, non ricordo una cavolo di Pasquetta in cui il tempo non mi abbia tormentato... eppure capita ogni anno in un giorno diverso!
Tranne l'anno scorso, quando... oh, ma quella è uan storia che voglio tenermi in serbo per un altro giorno... magari domani stesso, se finirò col non fare nulla! :(
 
Adieu...
20 mars

Storia di un filosofo che portai in macchina...

Parliamoci chiaro: può capitare che uno esce con la macchina che non è il massimo dello splendore. Capita, perchè magari uno sta a Roma il grosso della settimana e non è che in quei due giorni deve necessariamente lavare la macchina. O capita perchè la macchina si sporca facilmente per via del lavoro. O perchè... insomma, capita...
 
(Senza contare quelli che la macchina la lasciano apposta sporca, sperando così di disincentivare i ladri... è vero, questa tattica l'ho vista applicata, sopratutto a Roma)
 
Ecco, succede che qualche anno fa la mia macchina non era splendida. Con me c'era un mio amico. Un amico un pò filosofo. Scuola sofista, mi sa. Infatti ad un certo punto passò un dito sul cruscotto, lo guardò, e con tono solenne mi disse: "Cos'è questo?"
 
Io lo guardai con aria dissacrante. Almeno io ce l'avevo, una macchina. "E' sporco! Cosa dovrebbe essere, sennò?"
 
Bene, questo è il breve racconto di uno che non si fece gli affari suoi e non seppe essere abbastanza discreto. As a matter of fact, quella fu l'ultima volta che gli diedi un passaggio, of course...
 
See ya!  
18 mars

Il racconto a spirale infinita

C’era una volta un capitano che chiamò un marinaio.

“Marinaio”, gli disse, “raccontami una storia”

E il marinaio iniziò:

 

C’era una volta un capitano che chiamò un marinaio.

“Marinaio”, gli disse, “raccontami una storia”

E il marinaio iniziò:

 

C’era una volta un capitano che chiamò un marinaio.

“Marinaio”, gli disse, “raccontami una storia”

E il marinaio iniziò:

 

C’era una volta un capitano che chiamò un marinaio.

“Marinaio”, gli disse, “raccontami una storia”

E il marinaio iniziò:

 

C’era una volta un capitano che chiamò un marinaio.

“Marinaio”, gli disse, “raccontami una storia”

E il marinaio iniziò:

 

C’era una volta un capitano che chiamò un marinaio.

“Marinaio”, gli disse, “raccontami una storia”

E il marinaio iniziò:

 

… … ….. .. …… … ….. .. …….

…….. …… …… ……

. .. ….. ……

 

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13 mars

Il Giuoco delle Parti

Vedi: come franser conobbe subito molti amici all’università; di come capì che c’era qualcosa che non andava; e di come calcolò freddamente ogni mossa da fare da un certo momento in poi.

 

E’ un giorno d’inizio Marzo, e ho deciso che è giunto il momento di riportare indietro le lancette dell’orologio al 2006, e spostarmi di lì in avanti, spiegando passo passo i motivi delle mie azioni.

Premetto che questo intervento non è scritto per il lettore occasionale, come di solito accade. Questo intervento riguarda 3, 4 persone in particolare. Parla di come un bel gruppo di amici si è disgregato, sotto i colpi del tempo e dei sentimenti. Per il resto di voi… non so, potete leggere per il solo gusto di sentirmi delirare, o anche solo per capirmi un minimo… per conoscermi meglio… perché forse mi sono comportato in modo simile con voi…

 

I. Cosa significa Agenti dell’A.L.E.F.?

Nessuno lo sa bene di preciso. Secondo alcuni, sta per Assoluti Lestofanti E Falsi. Per altri sta per 4 verbi che ne delineano le caratteristiche: Arraffare Linciare Enumerare Fare-i-fighi. Ma in questo caso, si tratta di 4 persone, Agente A., Agente L., Agente E., e Agente F., che chiamerò, per semplicità, senza il prefisso Agente… basta che lo tenete a mente…

 

II. Uno spaccato universitario

E’ l’inizio del 2007 e mi rendo conto che qualcosa all’università non quadra. Non riguardo gli esami, per fortuna… no, nell’ambito del sociale. Okay, vediamo un po’…

Il grande cambiamento recente è stato l’ingresso nella Fortezza della Solitudine di Torre Maura dell’Agente A., ingresso che io stesso ho sponsorizzato, dato che non c’era nessun altro collega gestionale con me.

La conseguenza di questa solitudine era che ero costretto ad andare a mangiare da solo a Mensa, e, soprattutto, che spesso dovevo fare delle corse assurde per gestirmi gli autobus e gli orari delle lezioni.

La solitudine era dovuta al fatto che solo io ero studente Adisu nel gruppo di amici dell’Università. Ma questo era destinato a cambiare, giusto? Voglio dire, ora c’era l’Agente A. con me, quindi potevo stare tranquillo, no?

 

III. Tutti sanno cosa è successo a Tranquillo…

Si, che lo sapete. E io lo sapevo nel momento esatto in cui mi accorsi che, malgrado tutto, no, stavo ancora mangiando da solo. Perché?

Si, certo, l’Agente A. adesso stava venendo a mensa. Solo che era riuscito a convincere buona parte del resto del gruppo ad accompagnarlo. E questo voleva dire che lui non doveva farsi le corse sotto il giogo dell’oppressione dei mezzi e delle lezioni, e che mangiava anche in compagnia. Cioè, che lusso, ragazzi!

Ora, davanti a me c’era un bivio: potevo semplicemente ignorare il fatto che gli stessi figuri che mi avevano mandato a mangiare da solo per un anno, adesso avessero cambiato atteggiamento nei confronti dell’Agente A. Si, potevo fare così, e anzi, unirmi a loro, dopotutto ci avrei guadagnato anch’io. Oppure… oppure potevo ribellarmi verso questa disparità di trattamenti e continuare ad andare a mangiare da solo, con tutte le conseguenze annesse e connesse.

Sarebbe molto comodo dire che ho scelto la secondo opzione perché all’inizio questi tizi non mi offrivano nemmeno il passaggio (io ricordo che andò così, ma può anche essere che mi sbagli, anche se quando voglio ricordarmi una cosa, mi ci metto di punta, e per esempio ricordo ancora che nella stagione 1998-99 il gol decisivo del 3 a 2 del Milan contro la Sampdoria lo segnò Bruno N’Gotty…)

Troppo comodo… in realtà quello che successe fu che rimembrai alcuni vecchi rancori…risalenti al 2006…

 

IV. Vecchi rancori ed episodi di fuorigioco

E’ a questo punto che entrano in scena Agente L. e Agente E.. Costoro costituivano il nucleo principale del mio gruppo di amici. Si può dire che erano state le mie prime amiche dell’università, e da lì erano arrivati gli altri.

Eravamo tutti e tre in confidenza. Troppo, forse. Perché così c’è il rischio che si abbia la presunzione di conoscere una persona a fondo.

La prima tegola fu quando io confessai che mi piaceva l’Agente L. (ribadisco che è UNA RAGAZZA). L’Agente E. infatti mi informò che la mia impresa era disperata, dato che per l’Agente L. io non ero che un “immaturo… un bambino…”, e questo perché “leggevo fumetti”. Immaginate la mia rabbia! Non solo il motivo era un motivo da cazzo, ma poi non potevo neanche chiarirmi con L., perché altrimenti lei se la sarebbe presa con E., che poi se la sarebbe presa con me e… che casino! E così dovetti mandare giù l’amaro boccone… e masticare amaro… amaro…

Il nostro gruppo nel frattempo si era allargato con l’ingresso dell’Agente F., fortemente voluto da E., che riteneva questa un’opera umanitaria, allo scopo di far guarire F. dal suo essere tremendamente, fottutamente… asociale. Proprio così. Molto semplicemente.

Ed era talmente asociale, che F. non uscì mai con noi. Non partecipava. Mangiava da solo, per scelta. Diciamo che eravamo agli antipodi, dato che io ero il massimo della socievolezza.

Non mancavano inoltre episodi in cui E. e L. litigavano con F. Ce ne sono alcuni veramente clamorosi, come quando F. si rifiutò di dare un passaggio a L. ed E. verso l’università…

La cosa non avrebbe dovuto riguardarmi, se non fosse per lo strano meccanismo che si stava innescando. Ad E. e L., infatti, F. stava comunque molto simpatico. Era scorbutico, ma loro lo apprezzavano. Rispondeva male, ma E. lo sognava la notte qualche volta. Non ti faceva mai un favore, ma non per questo L. non lo riteneva “affascinante nel suo mistero”.

Uhm…

 

V. Le masochiste

Si, rosicavo. Rosicavo perché io trattavo bene E. ed L., ero sempre molto disponibile, ero sempre stato sincero e tante altre belle cose, ma F. aveva più appeal. Preferivano chi le trattava male. Tutto qua. Che volete farci? Brutta cosa, il masochismo.

L’episodio più rompiballe, però, quello sicuramente che mi ha lasciato più astio è il seguente: un giorno, E. ed L. avevano deciso per qualche intercessione divina che sarebbero venute a mensa con me. Fantastico. Da poco, però, F. aveva smesso di mangiare da solo in macchina, e mangiava con tutto il gruppo di amici in aula. Esce fuori che quel giorno del gruppo non c’era nessuno. Se L. ed E. fossero venute con me, l’avrebbero lasciato solo.

Ebbene… ci pensarono! Cristo santo, ci pensarono! Si, alla fine vennero con me, ma, cazzo, era il minimo! Un altro po’ quello le mandava affanculo e quelle ci pensavano pure? Perché non ci avevano pensato nei rimanenti giorni in cui ero stato io solo?

Comunque, e qui termina il flashback nel flashback.

 

VI. Sempre più masochiste

Quindi, mi dava in culo che E. ed L. trattassero F. meglio di me. E l’ho spiegato. Adesso, tornando al 2007, stavano trattando meglio di me anche A., con cui andavano a mensa. Ma cazzo, anche con A. avevano dei problemi!

E. non lo sopportava per motivi personali.

E L. lo reputava “un buffone” (Si, L. ha questa propensione a stroncare le persone che è veramente ammirevole che potrebbe essere stroncata anche da un critico di arte di serie Z).

Bene, E. ed L. si confermavano delle masochiste. Sacrificavano la nostra amicizia per altri (perché era quello che stavano facendo, e se non se ne sono accorte, problemi loro)

Ed è qui che capii…

 

VII. La presa di posizione e la dichiarazione di Guerra

A seguito di questi piccoli accadimenti, mi feci un’idea di che persone erano A., L., E. ed F. E avevo capito che non facevano per me, che non ero interessato alla loro amicizia, né al semplice passar del tempo con loro. Che volete farci, tendo a non sopportare i masochisti, né tantomeno quelli che cercano di darsi una personalità facendo i falsi duri. Ora, potevo andarmene, lasciare questo gruppo e cercarmene uno in cui mi sarei trovato meglio. Ma così avrei anche perso il contatto con quelle persone del gruppo con cui stavo bene a contatto. Ma è chiaro che dovevo rivedere i miei atteggiamenti nei confronti nei confronti degli Agenti dell’A.L.E.F.

Dovetti adottare tattiche separate, costruite sulla persona e sulla “pena”: verso L. ed E. scelsi di essere il tipo di persona che a loro piaceva: freddo, tenebroso, maleducato, sgarbato.

Verso F., raffreddai un po’ i rapporti, ma niente di che.

Verso A., bè, qui era tutto più delicato. Lui infatti era sempre con me a lezione e in residenza, ma avevo ormai deciso che tra noi c’era un’evidente incompatibilità di carattere grande come una casa. Scelsi semplicemente di minimizzare il tempo con lui. D’altronde, io ce l’avevo con me più che altro, che l’avevo spinto ad entrare in residenza… non era tanto colpa sua… finora…

 

VIII. L’inizio di un esperimento antropologico

Coloro che più si accorsero del cambiamento di rotta furono ovviamente E. ed L., alle quali dissi chiaramente che ce l’avevo con loro, senza dire perché, e che volevo raffreddare il nostro rapporto. Volevo portarmi nella condizione per cui mi avrebbero apprezzato di più, dopotutto.

Ed è qui che inizia l’esperimento antropologico: una volta che una persona si è fatta un’opinione di voi, non importa quanto poco vi conosca, non importa cosa voi possiate fare… difficilmente cambierà quell’etichetta. Chi etichetta non vuole ammettere di essersi sbagliato, e quindi farà giusto dei piccoli accorgimenti e correttivi, pur lasciando intatto il suo giudizio.

E così, di fronte a questa mi richiesta, E. ed L. conclusero che no, c’era qualcosa che non andava e che mi tenevo dentro, e che prima o poi ne avrei parlato o l’avremmo risolta. Non capivano ovviamente, che questa non era una litigata qualunque.

Per quanto riguarda F., possiamo anche chiudere qui. La sua rilevanza si limita al periodo in cui questo gruppo era per me importante. Appena questo è cessato, lui ha perso ogni importanza. Anche se lo riprenderò dopo, nelle conclusioni, per mostrare dei sorprendenti risultati.

 

IX. Non fa più ridere

Tutto questo è iniziato intorno al Marzo del 2007. Nei mesi successivi, la situazione si mantenne sostanzialmente stabile. Non perdevo occasione di sottolineare come non avrei più fatto favori a L. o a E., mi ostinavo ad andare da solo a mensa, rifiutando passaggi a destra e a manca.

Ridussi drasticamente il tempo passato con i figuri con i quali avevo rotto. Spesso tale tempo si assottigliò a zero. E non perdevo occasione, quando necessario, di rispondere male, a tono. Non faceva più ridere. Non ero più Mister Nice Guy. Adesso ero una vera e propria rogna, ma non è che stessi fingendo... mi stavo comportando nel modo in cui si meritavano.

Anche con A. iniziarono le tensioni. All’inizio furono cose piccole. Poi tutto cominciò a crescere.

Ora, parlare di tutti questi episodi è lunga e meriterebbe una trattazione a parte… cercherò di riassumere, giusto per dare un’idea…

 

XI. Cosa ho fatto?

A mensa. A. butta le patate senza toccarle. “Eh, ma io sono per il consumismo”…

Topolino in residenza. Gli altri cercano di prenderlo. Lui lo uccide con due calci. Si prende quasi un pugno da un ragazzo.

Offende i miei gusti in fatto di donne. Poi però ha una relazione (?) con una greca. Brutta, ovviamente. Sicuramente non rispondente ai suoi “standard di gnocca”. Quando gli chiedo spiegazioni, lui mi fa: ”Eh, ma guarda che nuda è bella”. Come dire che una lumaca è più bella senza guscio.

5 di mattina. Telefono in camera suona e mi sveglia. Era uno scherzo. Era A., appena tornato da un’uscita. Giustamente, doveva svegliarmi, no?

Una sera a mensa mi dice che ci ha provato con una ragazza Erasmus che mi piaceva.

Un giorno gli chiedo di firmarmi una petizione per salvare il Parco di Paliano dagli abusi edilizi. “Eh, ma io sono a favore degli abusi edilizi”

Insomma, di fronte a tutte queste tue esternazioni, io mi chiedo: perché l’ho fatto entrare in Residenza?

Insomma, il rapporto divenne sempre tutto più teso, perché aumentava la mia rabbia…

 

XII. Calma piatta prima di Dicembre…

La storia va avanti così fino a Dicembre. I miei rapporti con E. si sono quasi del tutto deteriorati. Con A. si va a fasi alterne. Ma quella che mi diverte di più è L. Infatti lei sembra quasi convinta che sia tornato tutto a posto con lei.

E mi diverto talmente tanto che una volta le ho promesso che le avrei spiegato il motivo del mio comportamento, ma naturalmente non l’ho fatto.

Il tocco di genio però è stato quello di andare a mensa con lei e qualcun altro. A causa del cambio di allocazione della facoltà, infatti, andare insieme a mensa è praticamente obbligatorio, ma in realtà la cosa mi stava bene… io non andavo a mensa con L perché mi facesse piacere… molti cinicamente, ci andavo per non doverci andare solo con A. Semplice.

Poi, a fine Dicembre, scoppiò la bomba finale. Mentre stavamo a mensa, A. se ne uscì nei miei confronti con una cosa così pesante, personale e grave che veramente non potete immaginarvi… cioè, già sapete che io ero incazzatissimo con me stesso per averlo fatto entrare in residenza, no? Bene, questa era un’ulteriore ferita, solo che stavolta me l’aveva inferta direttamente lui, quindi potevo rispondere. E cazzo se risposi. Una scenata assurda. Naturalmente non posso riferirvi di ciò che mi disse… immaginatevi che io sia Prodi, e lui Berlusconi, e che mi abbia detto una cosa tipo:”Eh, caro Romano, si sa che tu hai un forte conflitto d’interessi”. Immaginatevi insomma il muto che dice al sordo che il cieco ha visto lo zoppo correre, per intenderci…

Da quel giorno è apparso chiaro che ce l’avevo anche con A…. o così credevo…

 

XIII. La fine

E si arriva alla conclusione di questo report. No, A. non aveva capito perché ero arrabbiato con lui. Cioè, nonostante la scenata aperta, non l’aveva capito. Ma con chi ho a che fare? E se non capiva questo, come poteva capire tutte le altre macchinazioni nascoste? Ah, da notare che nel frattempo ci ha provato con altre due ragazze Erasmus che mi interessavano… certo, libero di farlo, ma quando te ne faccio vedere una e tu mi dici con superiorità:”Mah, non è un granchè… è da te”, e poi ci provi, capisci che abbiamo a che fare con un pezzo di merda che dice agli altri che puzzano. La soluzione? Non parlargli più… così non potrà provarci apposta con altre ragazze che mi interessino.

Dicevo che questa è la fine di questa storia bizzarra, perché ho scoperto che L.,E. ed F. si sono confrontati da quando ho litigato con A. La conversazione era di questo tipo:

A. franser ha litigato con me

L. Davvero? Anche con me. Chissà perché…

E. Anche con me. Chissà perché…

Poi, TUTTI: Mah, sarà lui che è strano… si, è lui che è fatto così…

Bene, ed è questo il primo risultato importante a cui si è arrivati. Dato che ho litigato con tre persone, sono un asociale. Sono diventato l’opposto di quello che credevano all’inizio. Ce ne ho messo un po’ di tempo, ma ci sono riuscito. Non è poco, eh!

Ora, non è che se ho litigato con te e con te e con te… non è che tre faccia una legge matematica. Perché se vai a chiedere nel gruppo in cui sono ora, bè, non credo che ti direbbero che sono un asociale. E’ solo un’altra definizione che fa comodo a loro per scaricarsi le responsabilità, e ciao.

E l’asociale per definizione? L’Agente F.? Che ne è di lui? Adesso lui è l’amicone, quello socievole, quello con cui programmare insieme una vacanza. Il tenebroso e masochista è sempre più irresistibile. Bene. I ruoli tra  me e lui si sono anche qui invertiti, come potete vedere.

E adesso?

 

Saluti

Adesso io sto on un altro gruppo. Me la spasso. Non sono masochisti. Non sono pirla berlusconiani. Non è gente che ti piazza un’etichetta con un prezzo. Ma anche se non avessi questo gruppo, anche se fossi solo… bè, quel gruppo non faceva per me. Non è una tragedia. Non si può andare d’accordo con tutti.

E se ho scritto ora, è perché prima questi soggetti non meritavano una spiegazione per i comportamenti differenziati, o non potevo fornirla (non potevo dire a L., perché pensi che leggere fumetti sia da immaturi?). Se ho scritto ora, e perché l’esperimento è concluso. Ci sono stati gli scambi di ruolo, anche se nel frattempo io sono rimasto sempre la stessa persona. Se scrivo ora, e perché tanto con loro ho chiuso, la transizione è finita e quei pochi amici del gruppo li comincio a perdere di vista. Se scrivo ora, è perché tra un annetto parto per l’Erasmus. Se scrivo ora, e se scrivo sul Blog, e perché qualche Agente dell’A.L.E.F. ancora sparla di me, semina zizzania o, ecco, si diverte a fare cartelle cliniche sul mio status di asociale. Se scrivo ora, è perché volevo vuotare il sacco e farmi due risate…

Se scrivo ora, è perché sono incazzatissimo, e questo è un modo come un altro per sfogarmi.

Se scrivo ora, è perché voglio mettere fine unilateralmente a questa parte poco felice della mia vita sociale.

E perché voglio aprire una nuova pagina…

12 mars

Il giuoco delle parti - Anticipazioni

Questa è l'ultima volta che vi secco con la pubblicità a questo fantomatico intervento...

Allora, i protagonisti siamo io e gli agenti dell'A.L.E.F., e domani spiegherò cosa significhi questa sigla, tra il serio e il faceto.

Riguarda l'università. La mia facoltà. Alcuni miei colleghi. Alcuni miei ex-amici.

Il titolo è giustificato dal fatto che tra me e due tizi c'è stato proprio uno scambio dei ruoli... processo che fino ad un certo punto ho subito passivamente, ma che poi ho favorito per motivi che saranno più chiari domani...

Il riferimento a Pirandello comunque è dovuto anche all’assurdità di situazioni e personaggi protagonisti. Ragazze con mentalità aperte come i ricci iraniani. Ragazzi che non hanno da dire e da dare nulla, piatti come il deserto di Gobi, e quindi giocano a fare i tenebrosi Clint Eastwood della situazione, adottando toni sgarbati e con atteggiamenti asociali. Ragazze che rivivono le loro soap opere preferite in tutto ciò che vedono di giorno, e che hanno il superpotere di etichettare con poche parole persone che non conoscono. Lestofanti che danno del lestofante ad altri, un po’ come la merda che dice agli altri che puzzano. Tutto questo e molto di più…

Infine, sarà più chiaro perchè ho agito in determinati modi.

E spiegherò perchè ho deciso di vuotare il sacco ora, perchè sul Blog, che cos'è la teoria del non meritare una spiegazione e molto altro...

Sarà un intervento lungo, ma ci sarà molto tempo per leggerlo... per un pò mi dedicherò solo a mettere nuovi album di foto e a revisionare gli elenchi...

Ultima annotazione: questo intervento interessa direttamente sopratutto me. Forse interessa agli Agenti dell'A.L.E.F. Agli altri potrebbe non importare nulla, ma in fondo è un modo per spiegare perchè a volte sembro (o sono così strano), per mostrare che non sono solo buono, che so essere cinico e calcolatore quando serve, e che forse mi sono comportato nello stesso modo con te perchè hai fatto lo stesso errore...

Sarà il mio Final Crisis, perchè porrà fine a una parte della mia vita sociale... darà il mio Secret Invasion, perchè tornerò indietro e spiegherò tutto passo passo, senza lasciare nulla al caso...

A domani  

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11 mars

L'unidici settembre e la guerriglia marketing

Lasciatemi spiegare… la guerriglia Marketing è una tecnica per promuovere un prodotto, facendo qualcosa di sensazionale, destando scalpore, facendo sì che la gente parli di qualche accadimento particolare, che nulla ha a che fare con le caratteristiche del prodotto, ma che ne porta solo il brand, il marchio, la firma, per così dire.

 

Un esempio? Mettiamo caso che sentiate un fragore assurdo in cielo… uscite fuori a vedere… si tratta di un pallone aerostatico che fa un casino assurdo, diciamo della Franser, Inc. (e qui potete sostituirmi con qualsiasi multinazionale che vogliate). In breve, la gente parla del rischio che ho fatto correre con questo pallone aerostatico del cavolo… del fatto che provoco inquinamento acustico, ecc. Di tutto si parla, tranne delle caratteristiche di ciò che produco… uhm, non so, diciamo esoscheletri.

 

Comunque, questa è “l’ennesima trovata pubblicitaria”. Di fatto ho attirato la vostra attenzione, e state parlando della mia impresa, volenti o nolenti. Ora… ora…

 

Ora pensate a cosa sia stato l’undici settembre. Pensate a quei grattacieli, ai morti, ai feriti, al disastro, alla paura serpeggiante. Tutti parlavano di Osama Bin Laden, di Al Quaeda, di terrorismo. Così facendo, tutti hanno parlato indirettamente del prodotto dei repubblicani e di Bush: la loro politica. Tutti ne hanno parlato. E molti di loro hanno successivamente acquistato il prodotto, bevendosi le cazzate sull’Iraq, girando lo sguardo dall’altra parte di fronte a Guantanamo, tacendo delle prigioni clandestine in Europa della CIA.

 

Come dite? Meglio che mi fermi qui? Si, forse dovrei studiarla in superficie, Fondamenti di Marketing, senza arrivare a queste chiavi di lettura…

 

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Giovedì:

Vedi: gli agenti dell'A.L.E.F. e ciò di cui sono capaci

Vedi: franser che calcola minuziosamente ogni singolo passo da fare, e di come sia costretto a sacrificare degli amici nel processo

Vedi: uno scontro epico, silenzioso e lunghissimo...

 

Giovedì... devi esserci...

Sono insopportabile?

E la risposta è si! E lo so! So di essere uno scassapalle di prima categoria. Ne sono consapevole. Ma è importante per me essere così come sono. E' importante... ed anche utile...
 
Se ci pensate bene, è una forma di selezione sociale... quelli che sono disposti a sopportarmi fino in fondo... bè, quelli sicuramente ci tengono a me... gli altri non passano il filtro...
 
Semplice, no? Come bere un bicchiere d'acqua. Che non sia acqua Nestlè, però... per carità...
 
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Trailer: Giovedì arriva "Il giuoco delle parti". L'intervento resterà sul Blog almeno fino a Domenica. Voglio che lo leggano più persone possibili, magari anche quelle che sono "interessate"...
Riesci a indovinare chi sono gli Agenti dell'A.L.E.F. ? Saranno loro i protagonisti, dopotutto... io contro loro...
 
10 mars

The Unfunnies - 10-03-08

(Prima di iniziare, una comunicazione d'ufficio: GIOVEDI' posterò un intervento che potrebbe chiamarsi tranquillamente "Final Crisis" o "Secret Invasion"... sarà qualcosa di epocale per la sua ambizione... è un intervento molto forte, che mi procurerà anche dei fastidi, almeno, ma non per questo rinuncerò a pubblicarlo. Vi aspetto qui per giovedì, anche se avrò modo di fare ancora più pubblicità (aggressiva) a tutto ciò...

 

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Come al solito, questa è una rubrica aperiodica che a volte vuole far ridere, a volte vuole far piangere, ma vuole comunque sempre lamentarsi…

Non la scrivevo da un po’, ma la campagna elettorale non fa altro che sollevare dei polveroni semi seri, quindi…

 

Il Mastella che fu

Vi ricordate di colui che andò in Parlamento a recitare una poesia mezza copiata, falsamente attribuita e comunque recitata veramente da cani? “Muore chi… Muore chi… Muore chi eccetera eccetera”, dove al posto degli eccetera dovete mettere “Muore chi non mi vota un decreto per far uscire dal carcere mia moglie”

Comunque, il suddetto adesso non trova nessuno con cui allearsi. Nessuno tra coloro che si sono avvantaggiati del suo tiro franco in senato, cioè.

Berlusconi non è che lo voglia come alleato… è solo che “con lui il PDL perderebbe circa 10 punti”, capite? Il problema non  è che Mastella ha fatto cadere governi di ogni colore, ma che prenderebbe pochi voti. E’ quella la preoccupazione, nel PDL. I voti. Chissenefrega della compatibilità dei programmi!

Comunque, arrivo al punto sul Mastelùn. Esce fuori che adesso relativamente all’inchiesta “Why not?” non ci sono elementi su cui indagare nei suoi confronti. E lui a piagnucolare trionfante in TV. “Mi hanno ucciso… chi mi ripagherà dei danni… eccetera eccetera”, dove gli eccetera eccetera stanno per “E adesso chi mi darà in una lista in cui candidarmi” oppure “E adesso con che partito mi candido, dopo che mezzo organico del mio è indagato o in carcere?”

Bene, peccato che il giudice che si occupava di “Why Not?” sia stato trasferito. Se il Mastella era veramente così innocente, perché non ha lasciato De Magistris in pace a svolgere il suo lavoro? Perché ho il pruriginoso dubbio che tra il cambio del giudice e quest’improvvisa “assoluzione” ci sia una relazione?

 

Rialzatevi tranquillamente

Ahò, si decidessero. C’è Berlusconi che ti urla dai suoi manifesti “Rialzati, Italia”. Poi c’è Alemanno, candidato a sindaco di Roma, che dice “Rialzati, Roma”. Insomma, ci sono tutti questi slogan a favore del Viagra, e poi c’è quello a base di camomilla di Fini, che dice “Tranquilli, c’è Alleanza”. Della serie, tranquilli, la fiamma già c’è… piuttosto, chi porta il fumo?

Quindi, per i fumati eccitati c’è il rialzati. Per gli altri, la serenità.

Rialzati, Italia, ma tranquillamente, tanto c’è Alleanza, no?

 

UDC – Unione di Casini

I valori non sono in vendita… io c’entro… difendi la tua identità… quante belle chiacchiere, se non fosse per… cioè, dai, ma avete visto chi hanno messo in lista?

Sant’Iddio, hanno candidato Cuffaro! Cioè, non fanno nemmeno la finta di dire che non candideranno dei condannati, come si è spinto a fare il PDL. E vabbè, passi un candidato “strano”…

Poi però c’è Cesare De Mita, che è in parlamento da 45 anni… complimenti, è proprio il nuovo che avanza… spazio ai giovani… si, spazio verso il cesso…

E dulcis in findus, spunta una certa Principessa Borghese, che adesso fa tanto la morigerata e la brava discepola cristiana, amica del Papa, ma che in giovane età non era proprio così casta… insomma, ancora una volta l’UDC è ipocrita a grandi livelli…

Anche se il leader in questo è sempre lui, Casini, che l’altra sera a Ballarò diceva:”Il problema delle università sono i baronati, cioè i raccomandati figli dei professori, a loro volta docenti”. Poi, ad una spettatrice che faceva notare come queste parole fossero assolutamente qualunquiste, perché per fare certe affermazioni devi avere prove certe, e citare nomi e cognomi, il buon Casino rispondeva:”Certo, certo, ci sono anche i professori bravi, per carità”. Bene, aggiungiamo qualunquismo a generalismo, o viceversa, tanto la sostanza non cambia!

 

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(Non mancate Giovedì! Il titolo: Il giuoco delle parti. Maggiori dettagli domani)

 

8 mars

A tutte le donne (ovvero gli U2 ve ne cantano quattro)

"Tu dici che vuoi i diamanti su un anello d'oro... e poi vorresti avere una storia seria, si, ma vorresti anche che nessuno lo sapesse..."
 
Oggi è la festa della donna, e oh, quante ne ho conosciute (okay, in realtà erano ragazze o ragazzine) che dicevano una cosa ma intendevano l'esatto contrario. Le donne vogliono i diamanti, ma in realtà vogliono l'oro, o forse vale il contrario. Sta a te capire se quello che dicono è in fase con quello che veramente desiderano.
 
E vogliono cose opposte, inconciliabili. Se si formulassero matematicamente tutti i loro vincoli su un solutore come Lindo, bè, avremmo una soluzione vuota. Non ci sarebbe soluzione ammissibile.
 
"E tutte le promesse che facciamo, dalla culla alla tomba... quando tutto ciò che voglio sei tu"
 
E sei veramente tu tutto ciò che voglio, ma spesso ci scambiamo promesse fasulle, giusto per il gusto di reiterare bugie e patti.
 
E sono veramente tante, tante, le promesse...
 
"Dici che mi darai un'autostrada deserta
Un tesoro, solo da guardare però
Tutte le ricchezze, di notte
Un fiume in tempi di siccità
Un porto nella tempesta"
 
Che senso ha un'autostrada, se è deserta? Un tesoro, se lo puoi solo guardare? Tutte le ricchezze, se di notte non puoi ammirare il loro bagliore? Un fiume in tempi di siccità e un porto nella tempesta non sono poi irrealistici?
 
Adoro le donne e la loro complessità. E in fondo in fondo, anche le loro contraddizioni...
E odio le donne per gli stessi, identici motivi...
 
Boh, forse complessità e contraddizione non hanno sesso...
 
U2 - All I want is You
You say you want diamonds on a ring of gold
You say you want your story to remain untold
But all the promises we make
From the cradle to the grave
When all I want is you

You say you'll give me a highway with no one on it
Treasure, just to look upon it
All the riches in the night
You say you'll give me eyes in a moon of blindness
A river in a time of dryness
A harbour in the tempest
But all the promises we make
From the cradle to the grave
When all I want is you

You say you want your love to work out right
To last with me through the night
You say you want diamonds on a ring of gold
Your story to remain untold
Your love not to grow cold
All the promises we break
From the cradle to the grave
When all I want is you

You
All I want is you
All I want is you
All I want is you
 
 
 
 
 
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7 mars

Steve Gerber bites the dust

...the lightning gerrymandered the sky...
 
Addio, Steve Gerber... avrei voluto apprezzare meglio la tua opera mentre eri in vita...
 
(Steve Gerber è uno scrittore morto di recente a 60 anni. Aspettava da molto tempo un trapianto per il suo tumore ai polmoni)
 
 
6 mars

Il buio (ovvero, caratteristiche antropologiche)

Mai notato che con il sopraggiungere delle tenebre le persone tendono a parlare di più e a fare più cagnara? Semplice coincidenza?

 

Bè, un giorno, durante una lezione di Impianti (che è il Sacro Graal di Gestionale) è andata via la luce, e, stranamente, il consueto silenzio è stato rotto da un chiacchiericcio diffuso. E il prof ha accennato a questa nostra natura…

 

E io c’ho fatto caso. Non sono andato a cercare su Wikipedia, come faccio di solito. No, stavolta volevo verificare tutto sul campo. E’ così. Con la notte, con il buio, le nostre paura ancestrali vengono fuori…

 

E’ buio, non ci vedo, ho paura, non so cosa succederà, perché il pericolo è in ciò che non vedo, e può essere un lucertolone affamato come un cretino che va sullo scooter senza i fari accesi. Può essere tutto e nulla, ma io cerco di tranquillizzarmi cercando altri come me, con la voce, e con le nostre voci ci facciamo compagnia, per non perderci di contatto così come abbiamo fatto con la vista, e questo lo faremo finchè ci sarà il buio, e finchè non tornerò la luce, sia esse quella elettrica di un’aula universitaria o quella solare di un giorno qualunque che soppianta la notte.

 E poi, vale in generale: anche le mie papere, con l’arrivo del buio parlano di continuo, anche se senza fare tutto il casino che fanno di giorno, per fortuna. Parlano tra loro, e appena sentono che c’è qualcosa che non va, si “passano la voce”… meglio di un cane da guardia, no?

5 mars

? > !

Quando sei in difficoltà e sei allo stremo,
Prima di inseguire affannosamente le risposte,
Cerca di porti le domande...
 
3 mars

Chi sta con me buttasse il carico!

Okay, il periodo nero è alle spalle, anzi non del tutto, ma ho capito cosa fare: devo serrare i ranghi. Vedere chi sta veramente dalla mia parte, su chi posso contare, su chi posso appoggiarmi.
 
Adesso io butto l'asso di Briscola. Chi ci butta sopra il carico sta con me. Chi ci butta le figure (pochi punti) lo vedrò come un elemento "grigio", intermedio, da valutare meglio. Chi butta il liscio, non sta con me.
 
(Tutto questo nell'ipotesi che tutti hanno almeno un carico... è una Briscola metaforica, d'altronde)
 
Okay, è importante capire chi ci sta, e chi non ci sta. Perchè da adesso in poi, come faccio in parte da un pò, vado avanti solo con quelli che mi appoggiano, e quelli che non lo fanno, che buttano i loro liscetti del cavolo con sorrisi maliziosi, li tratto anche male, oltre a lasciarli fuori.
 
E tu? Che carta butti?
 
2 mars

Riunioni di classe: why not?

Avevo deciso così: basta riunioni di classe. Dopo l'esperienza negativa dell'estate del 2006 (negativa per le pochissime presenze), avevo deciso di chiudere con quella parte della mia vita... come un Rorschach che va fiero per la sua strada, decretai che, no, non potevo partecipare a riunioni con poche persone, e il 50% delle quali non esattamente i tipi con cui vorrei naufragare su un'isola deserta, vuoi perchè magari era gente che aveva i genitori che parlavano male di te alle riunioni dei professori, vuoi perchè magari ti filavano solo quando dovevano confrontare la versione di latino, vuoi perchè quando erano loro a organizzare riunioni di classe, non volevano chiamarmi...
 
Nel frattempo, ogni volta che usciva fuori quest'argomento, il mio miglior amico e sensei, Paolo, mi diceva che, no, non si può chiudere così con il passato, che devono pur esserci dei ricordi piacevoli (e infatti ci sono), che la vecchia atmosfera è sempre particolare, che per andare avanti, a volte bisogna andare un pò indietro (okay, quest'ultima l'ho aggiunta io)...
 
Ma io rispondevo colpo su colpo e non mi facevo gabbare. Fino ad ora. Vuoi un pò per il lavoro diplomatico di Marco (colui che organizza l'evento, mosso da uno spirito che non riesco a comprendere fino in fondo), vuoi per il periodo, diciamo così, particolare, che sto passando, mi sono convinto a tornare indietro.
 
D'altronde la domanda che mi sono posto è: "Va bene, ci sono dei soggettoni. Ma c'è almeno una persona, una, una sola, per cui valga la pena andarci?"
 
E la risposta è:"Certo che c'è!"
 
E non è una sola. C'è l'amico che ho pregato a lungo affinchè mi facesse i CD degli U2. C'è l'amico che ha passato molto tempo con me, sulla corriera per Terracina, e sui banchi di scuola, e che ho tenuto impegnato anche molto al telefono. Ci sono i due che mi hanno fatto iniziare un processo di liberalizzazione della mente dai pregiudizi sociali e politici. C'è la ragazza che rideva delle mie battute e si sorbiva me che cantavo i Queen. C'è il Baron Carus, Cristo santo, e questo è dire tutto. C'è Zappo! Cioè, già uno che ha il soprannome di Zappo vi fa capire quanto sia mitico! C'è un altro grande amico di Terracina alta, che all'inizio mi stava antipatico, come accade per gli amici migliori. C'è un personaggio mitico che mi faceva sbellicare dalla risate... un grande, davvero!
 
E spero di non aver dimenticato nessuno, altrimenti... le mie scuse!
 
Insomma, ne vale la pena, direi...
 
Agli anni che furono!