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30 novembre

Storia di come imparai a salvarmi il culo

Questo ciclo didattico è quasi terminato, quindi posso dire che è stato veramente stressante e rompiscatole. E per fortuna che avevo solo due materie!
 
Comunque, oggi era previsto l'acme... l'apice di due mesi del cavolo... due mesi all'insegna del "E quando smette di piovere?", per un pò di problemini universitari e non... e devo dire che pggi è stata veramente una giornata centrifuga... nel senso della "lavatrice" del termine... mi sento tutto sbattuto e girato, ma almeno è andata bene.
 
Era iniziata malissimo, però. Altrochè. In breve, mi avviavo all'Università sotto un cielo plumbeo e con la consapevolezza che ero incastrato di brutto, dato che avevo un orale da fare prima delle 10, e un esame che cominciava proprio alle 10.
 
In breve, l'orale non ho potuto farlo perchè non c'era tempo. La prof mi dice allora che prenderò un appuntamento, e che probabilmente se ne parlerà venerdì o lunedì. Splendido. Altri giorni in cui studiare Ricerca Operativa 2. Come se non ne avessi abbastanza.
 
Vabbè, vado a rifare Gestione Aziendale. Oramai è una guerra con questa materia... vedremo chi si arrenderà per primo... sono disposto ad arrivare anche a Settembre per prendere un benedetto 29 del cavolo... (non chiedete... credetemi, non volete sapere)
 
Dopo l'esame di Gestione, terminato con mezz'ora di anticipo, mi dirigo nell'aula dove c'era l'orale dell'altra materia, per vedere che aria gira.
 
Ebbene, l'aria è veramente brutta. Della serie - dopo aver mangiato in un solo colpo salsiccia e fagioli... à la Bud Spencer e Terence Hill, insomma.
Una ragazza ha fatto un orale spaventoso e ha avuto solo un punto in più, rischiando per converso un inglorioso -3 punti. Bene, a queste condizioni l'orale non lo faccio, e infatti altri con il mio stesso voto (25, per la cronaca), hanno lasciato perdere. Tuttavia, decido di dare un'occhiata, giusto così...
 
E accidenti, improvvissamente vedo la luce. C'è infatti un prof che sta torchiando una ragazza all'orale, ma c'è anche un'assistente che sta facendo l'orale ad un mio amico... e l'orale è tranquillissimo con lui, come mi conferma il suddetto amico.
Allora scatta il grande piano, elaborato alla velocità impiegata da un calcolatore per risolvere una operazione elementare (un microsecondo, per la precisione). Mi apposto furtivo vicino a questo assistente che continua a fare l'orale ad altre persone.
Farò così: se mi chiamerà il professore, dirò che, no, l'orale avevo detto prima che l'avrei fatto un altro giorno. Ma se si libera l'assistente, con un guizzo mi inserisco e ciao ciao.
 
E il piano va alla perfezione, così che faccio 'sto benedetto orale e va bene. Un orale magnifico, se posso dirmelo da solo (ogni tanto bisogna auto-dars delle pacche sulle spalle)
 
Poco dopo, l'assistente e la titolare del corso mandano tutti fuori dall'aula, stile esame orale di quinto superiore, e decidono del nostro destino - okay, troppo drammatico... decidono che voto dare a noi che abbiamo atto l'orale... risultato: +3 a tutti. Ed ecco il 28. Non ci credevo. 28 ad una materia di Gestionale pura vale più dei 30 e lode di Chimica, del 30 di Fondamenti di Informatica e di altre materie che con Gestionale non c'entrano nulla. Wow! Stavo per baciare una ragazza, per la felicità. Solo che poi l'ho guardata meglio 'sta ragazza e... bè, meglio così, alla fin fine!
 
Okay, e questa è la storia di come mi sono salvato il culo, perchè dopo che una materia la studi all'infinito e addirittura la sogni la notte, e la ami visceralmente (adoro Ricerca Operativa e Grafi), dopo che strippi all'inifinito in attesa dei risultati e quando escono scopri che sei andato male e realizzi che c'è il rischio che non verbalizzi nemmeno un esame in questo ciclo didattico per le tue alte aspettative, non perchè non passi gli esami... bè, poi ti capita una giornata come questa, e ti salvi il culo, davvero.
 
Voledno essere un ò meno "sboccati", devo dire ancora una volta che questi due mesi sono stati sfortunati, e mi hanno lasciato perennemente con l'amaro in bocca e spesso incazzato - coem quella volta che tornai in Residenza a piedi, sotto pioggia, grandine e vento - contemporanemente! Ma come si fa? Poi, quando finalmente sono riuscito a ripararmi, ha smesso!
Bene, ieri finalmente ha smesso di piovere - spero. E ha smesso di piovere in un girono in cui pioveva assai. Ironia... che bella cosa, riconoscerla!
 
Ed è tutto, per ora. Questo ciclo didattico è quasi finito... resta da vedere se verbalizzerò o meno Gestione Aziendale... ma per ora mi godo un meritato riposo... e non riesco a fare a meno di ridere, dopo un bel pò di rabbia e noir.
 
Davvero... non riesco a smettere di ridere...
 
AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH (x1000)
 
 
 
 

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P.S. Per rimanere in tema con la sensazione di scazzo e rilassamento lineare (ovvero rimozione dei vincoli di interezza... non chiedete, non volete sapere, credetemi) in cui mi trovo, ho messo come sottofondo musicale il mitico D@d@ dell'omonima confraternita, e i suoi dialoghi platonici mentre gioca a Quake con gli amici...

P.P.S. Io in primis sono contro le bestemmie. Sono l'uppr bound del mio turpiloquio. Tuttavia qui si tratta di bestemmie innocenti, al solo scopo di divertire... non c'è cattiveria dietro... e poi sono sicuro che un giorno il D@d@ si troverà a partecipare al Family Day, quindi i più moralisti e bacchettoni (quelli più ipocriti, cioè) non se la prendano a male!

28 novembre

A trick of the tail - Un colpo di coda (Reprise)

Un colpo di coda, gesto estremo di chi sa che se dovrà andare, ma vuole farlo con stile, con dignità.
Un colpo di coda, di chi la coda ce l'ha davvero, così come le corna, e vede noi esseri umani come dei bizzarri cretini bipedi. E noi lo siamo davvero - bizzarri cretini bipedi, intendo - dato che non siamo in grado di credere alla magia che si cela oltre la grigia razionalità.
 
A trick of the tail. Per un attimo, con un colpo di coda, poniamo il dubbio: e se fosse così? Se il mondo celasse veramente della meraviglie che sfidano la nostra logica? E allora ci mettiamo in marcia con la bestia e le sue corna.
Quando arriviamo, ci sembra quasi di vedere un bagliore di magia... ma no, concludiamo che è solo un trick of the eye, uno scherzo degli occhi, un'illusione ottica.
 
A trick of the tail. Il colpo di coda. A trick of the eye. L'espressione che usa chi sceglie di tornare nella propria cieca ignoranza.
 
A trick of the tail. Grande album dei Genesis, orfani di Peter Gabriel. Si sente ancora l'influenza di Gabriel nei testi, anche se ci sono le prime avvisaglie della svolta pop-commerciale della band.
Sta di fatto che questo è il colpo di coda di una grande band. E un videoclip carino.
 
 
 
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26 novembre

A trick of the tail - Un colpo di coda

Era annoiato della vita nella città. La noia è uno stato d'animo perfettamente comprensibile, anche se era una città particolare, persa e sperduta chissà dove.
Eppure lui scappò comunque senza farsi scoprire.
Si lasciò alle spalle la città di luce e d'oro, insieme ai sogni da bambino.
 
Viaggiò per il grande, vasto mondo, alla ricerca di un essere come lui. Ma niente. Tutti gli sembravano così strani. I più buffi e bizzarri erano sicuramente dei bipedi che parlavano e che dicevano di essere intelligenti...
 
"Non hanno corna e non hanno coda. Non sanno nemmeno della nostra esistenza. Sbaglio a credere, a ricordare, una città d'oro, la mia città d'oro, che si trova laggiù, lontano lontano?", gridò e pianse, mentre quegli strani esseri lo portavano in gabbia.
 
Una bestia che parla, portava scritto un cartello. E la Bestia effettivamente parlava, e cianciava cose senza senso, avventure e scenari impossibili.
Ma ben presto, il pubblicò si annoiò. Una Bestia che parla? Bah, il solito fenomeno da baraccone, o solo un trucco pubblicitario.
 
"Oh no", la Bestia intanto soffriva sempre di più, e ripeteva freneticamente, "Non hanno corna e non hanno coda. Non sanno nemmeno della nostra esistenza. Sbaglio a credere, a ricordare, una città d'oro, la mia città d'oro, che si trova laggiù, lontano lontano?", gridò e spezzò le catene della prigionia e marciò verso la libertà. Afferrò uan di quella bizzarre creature per il collo, affermando con fierezza: "Laggiù, oltre i confini della vostra debole immaginazione, si trovano le nobili torri della mia città, una città di luce e di oro. Lasciate che vi conduca lì nella città di oro luminoso... lasciate che vi mostri la storia vivente della città di luce dorata"
 
E così partimmo con la Bestia e con le sue corna, e con la descrizione folle della sua casa.
Dopo molti giorni di viaggio, giungemmo ad una vetta, dove la Bestia si guardò attorno e gridò. Noi seguimmo il suo sguardo, cercammo di guardare nella stessa direzione, e a quel punto abbiamo pensato di aver visto un bagliore d'oro, ma... no, non può essere, era solo uno scherzo della vista, un illusione ottica e niente più, si, non ci sono dubbi.
Ma la Bestia era ora sparita. Ci guardammo intorno per vederla, ma niente. La Bestia era sparita, per sempre. Ce ne stavamo tornando indietro, quando sentimmo una voce familiare:
"Non hanno corna e non hanno coda. Non sanno nemmeno della nostra esistenza. Sbaglio a credere, a ricordare, una città d'oro, la mia città d'oro?"
 
"Salve amico, bentornato a casa"
 
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Genesis - A trick of the tail
Bored of the life on the city of gold
Hed left and let nobody know.
Gone were the towers he had known from a child,
Alone with the dream of a life
He travelled the wide open road,
The blinkered arcade,
In search of another to share in his life.
Nowhere.
Everyone looked so strange to him.

Theyve got no horns and theyve got no tail
They dont even know of our existence.
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance, he cried

And wept as they led him away to a cage
Beast that can talk, read the sign.
The creatures they pushed and they prodded his frame
And questioned his story again.
But soon they grew bored of their prey
Beast that can talk?
More like a freak or publicity stunt.
Oh
No.

Theyve got no horns and theyve got no tail
They dont even know of our existence.
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance, he cried

And broke down the door of the cage and marched on out.
He grabbed a creature by the scruff of his neck, pointing out:
There, beyond the bounds of you weak imagination
Lie the noble towers of my city, bright and gold.
Let me take you there, show you a living story
Let me show you others such as me
Why did I ever leave?

Theyve got no horns and theyve got no tail
They dont even know of our existence
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance, he cried
And wept.

And so we set out with the best and his horns
And his crazy description of home.
After many days journey we came to a peak
Where the beast gazed abroad and cried out.
We followed his gaze and we thought that maybe we saw
A spire of gold - no, a trick of the eye thats all,
But the beast was gone and a voice was heard:

Theyve got no horns and theyve got no tail
They dont even know of our existence
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance

Hello friend, welcome home.
24 novembre

I Want You to Be Strong - Voglio che Tu sia Forte

Voglio che tu sia forte, prima di tutto per te stesso. Non per me, no.

Voglio che tu sia forte, perché devi farti questo favore, è molto importante.

 

Questo non è il solito messaggio che ti fa tanto comodo. Questo non è un “I want You” qualsiasi. Non voglio nulla da te. Non mi devi nulla. Tu solo sei allo stesso tempo creditore e debitore di te stesso.

Non voglio nulla da te. Quel che voglio è che Tu sia forte. I want you To be strong.

 

Voglio che tu sia forte, è tuo dovere, è tuo dovere sostenermi nei miei momenti di sconforto, com’è mio il dovere di ricambiare, quando dimenticherai la tua forza.

 

Voglio che tu sia forte, perché non puoi più affidarti alle patetiche scuse- me l’ha fatto fare lui, mi ha costretto con la forza, io non volevo- queste scuse non sono più credibili.

Fatti forza, copriti bene ed esci dal caldo artificiale della tua casa, per affrontare il rigido mondo esterno.

 

Voglio che tu sia forte. Non farlo per me, davvero. Davvero hai così poca autostima di te da dover piangerti continuamente addosso?

Troppo comodo affidarti agli altri.

Allenati.

Sforzati.

Preparati.

Fatti forte.

Sii forte.

 

                                     Voglio che Tu sia forte
 
 
 
 
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23 novembre

"Dov'era quel famoso racconto?"

Giusto. Avevo messo il link ad un bel racconto a fumetti, o meglio una striscia, o strip, per essere precisi.
 
Bene, avevo voluto fare il figo, e mettere il link insieme alle parole "E' bellissimo". Solo che 'sta cosa funziona fintanto che suddette parole hanno un aspetto evidentemente diverso dal resto del testo. Cosa che non è successa, quindi chissà che stesis facendo riferimento a chissà cosa...
 
Comunque, ho corretto sotto e correggo anche qui...
 
Questo è il link ad un racconto che vi farà commuovere, senza se e senza ma...
 
 
 
22 novembre

Ti voglio bene...

Ditelo ai vostri genitori quanto volete loro bene... fatelo in generale con tutte le persone a cui tenete... finchè avete tempo...
 
Leggete questo racconto...

 

http://cache.kotaku.com/assets/resources/2007/11/animalcrossing_mirror.jpg

 
Sfido chiunque a non commuoversi nemmeno un pò, senza dire che ha il cuore di un barracuda!
 
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21 novembre

Il Lavinianesimo e le altre Correnti Laviniane - Parte 3 (di 3)

At last! The end of the Lavinia story of the year!
 

Movimenti apocrifi

Si tratta di correnti culturali molto deboli, che non hanno retto per periodi lunghi, ma che si sono spesso sovrapposti a quelli ufficiali, attraversandoli trasversalmente. Molti di questi probabilmente li ho anche dimenticati. E’ inevitabile. Contengono elementi profetici ed esoterici. E spesso criptici. Molti di questi, ancora oggi alimentano quanto scrivo. Sono fonte di ispirazione. Ne ricordo solo tre, ora come ora.

 

La pluri-Lavinia

Si tratta di un modo di giustificare le mie storielle con altre ragazze che non siano Lei. Fortunatamente, questo movimento, che è secondo me il più strambo, il più weird, è terminato da un bel po’.

Lavinia è vista non come una effettiva persona fisica, ma come uno Spirito trasmigrante, che viaggia nello Spazio-Tempo e viene ospitato da un soggetto per un po’, prima di ripartire alla ricerca di un nuovo ospite degno. Una sorta di Elmetto del Fato.

Vista così, la Lavinia di cui mi innamorai avrebbe perso il suo elemento speciale, quello Spirito, e sarebbe bello vedere dove è andato a finire. Forse ne esistono tanti di Spiriti così, dato che almeno in un paio di occasioni mi convinco di aver trovato la Prossima Lavinia.

C’è una ragazza che mi colpisce in questo senso. C’è una vaga somiglianza fisica e di carattere con la Lavinia del ’99. In realtà tutto ciò è una finzione. Come quando si scopre che il Superman Cyborg non era una reincarnazione del Superman morto, ma un pericoloso Nemico. La delusione che ne deriva è enorme. Il colpo viene sentito, e mi convinco che, se veramente tale Spirito esiste, è molto improbabile che lo incontri nuovamente. Certe occasioni capitano una sola volta.

 

Lavinia del Fato

Altro movimento trasversale. Si basa sulla mia passione, spesso molto vaga, per la magia. In un intreccio tra storia e fantasia, si teorizza Lavinia come entità del Fato.

Io e Lei saremmo legati indissolubilmente l’uno all’altra.

Tutto inizia ai tempi dei Romani. Lavinia è un personaggio chiave nella Leggenda di Roma. E Cesidio è un nome di origine latina.

Tutto troppo labile? Allora basta rifarsi a due generazioni fa. I nostri nonni erano confinanti di terre. Era destino.

Cosa comporta la Magia nel presente? La Magia fa sì che io di fatto ancora frequenti Lavinia, nei miei sogni, nei miei racconti. Un giorno vi parlerò del più bel sogno della mia vita, in cui c’eravamo io, Lavinia e Freddie Mercury.

Tante storie e fantasie. La porta della soffitta di mia nonna che è una porta sull’Universo, contiene un tesoro che fa avvenire l’Impensabile.

Tante storie, tutte deliranti. Nascono, si sviluppano e muoiono in pochi secondi. Alcune però possono anche attecchire…

 

L’Eterno Ritorno di Lavinia

Si tratta di una estrema propaggine di pensiero radicale, che mi ha accompagnato nel corso degli anni. Era la semplice convinzione che un giorno la vera Lavinia sarebbe tornata. Che lei sarebbe tornata in sé.

In una variante sul tema, immaginavo di rivederla da adulti, sotto mentite spoglie, per poterla riconquistare. Un piano naturalmente non attuabile.

Ultimamente, questo movimento per lo più clandestino si è basato su fondamenta appena un pochino più solide e su una storia più convincente. La vera Lavinia sarebbe infatti partita nello spazio, lasciando qui il suo corpo senza una guida. Un giorno tornerà dallo spazio profondo e si ricongiungerà con sé stessa, tornando ad essere una persona completa. Potrebbe anche chiamarmi. Di più non dico, perché potrebbe essere un racconto che scriverò. E non copiatemi l’idea. Perché questa, come molto altro, è solo una favola…

 

Termina qui quest'ulteriore approfondimento su Lavinia. Ma, com'è vero che le uova sono uova, non ho ancora finito di parlare di Lavinia...

20 novembre

Il Lavinianesimo e le altre correnti Laviniane - Parte 2( di 3)

Neo-Lavinianesimo (circa Dicembre 2002 – circa Gennaio 2004)

Dopo solo pochi mesi in cui mi illudo di poter dimenticare, torna sempre più vivo il mito di Lavinia. Numerosi i segni che portano alla “rinascita”: durante l’Estate cominciai a scrivere un racconto su di lei; sempre in Estate, la avvistai un paio di volte (veramente, si tratta proprio di avvistamenti, dato che sono molto incontri molto rari); Dante e Beatrice, ovvero l’amore puro in grado di trascendere tutto e che sopravvive nell’Eternità; Platone e il Mondo delle Idee e l’Amore Platonico; vengo a sapere che Lavinia legge gli articoli che scrivo sul giornalino della scuola.

Fatto sta che mi convinco di poter riallacciare i rapporti con Lei. Il ’99 non è lontano, dopotutto, e forse c’è ancora un futuro amoroso per noi. Mi sbaglio.

Scrivo a Lavinia una lettera profonda e sincera. Le scrivo di come siamo legati indissolubilmente uno all’altra, tanto che tutto risale a contese tra i nostri nonni, e lei risponde con un fogliettino stropicciato di 20 parole con 16 “lasciami stare”.

Durante l’Estate del 2003, credo ancora una volta che la dimenticherò. Invece poi arriva un semplice film, “Tutti pazzi per Mary”, e l’illusione termina.

Un ultimo tentativo all’inizio del 2004 fallisce. Stavolta si trattava di un progetto ambizioso, ovvero 4 lettere che avrebbero composto un’unica saga chiamata “Unthinkable”. In realtà Lavinia leggerà solo la prima, prima di minacciarmi di nuovo di smetterla di importunarla.

E con questo termina anche questa fase.    

 

Non-Lavinia (Inizio 2004 – Prima metà 2005)

Subito dopo questa delusione, però, non c’è una rottura o una pausa, ma inizia una continuità che segnerà una svolta.

Come naturale evoluzione di anni di disfatte e rifiuti, decido di passare alla negazione. Lavinia non c’è. Non c’è mai stata.

La ragazza vicino a me alle medie? Una qualunque. Mi ha aiutato? No, ho fatto tutto io.

Devo ricordarla? No, perché lei non ha avuto problemi a dimenticarmi.

Lavinia non è mai stata come credevo. Era tutta una mia illusione. L’avevo idealizzata. Era anche bruttina, forse.

E, stranamente, proprio in questo periodo mi giungono voci di cosa sta combinando Lavinia al Liceo Classico. Pare che abbia iniziato a fumare, che raccolga soldi per le feste per poi fare le classiche sòle. Insomma, sarebbe diventata una vera e propria cattiva ragazza rispetto a quella che era.

Scoprirò poi non si trattava di Lavinia, ma di un’altra persona.

A questo aggiungeteci Jessica, la Non-Lavinia, ovvero una ragazza sempre dei tempi delle medie, ma completamente all’opposto rispetto a Lavinia. Laddove Lei è timida, Jess è estroversa; laddove Lavinia è la Luce sempre presente, Jess era il Buio che avevo dimenticato. Bianco e nero. Un cambio radicale.

Bè, alla fine anche questa fase passò. Ma, ancora, fu una naturale evoluzione, come si vedrà.

 

Post-Lavinianesimo (Seconda metà 2005 – Attualmente in corso)

Terminata la Negazione, è arrivata l’inevitabile accettazione.

Diciamoci la verità: il ’99 è sempre più lontano, e io ho terminato con la scuola ordinaria. Ora c’è l’Università, ed è un animale completamente diverso.

Da Fondi a Roma. Dalle medie a Tor Vergata. I cambiamenti non sono più così minimi da poter essere ignorati.

E ancora… il mio corpo è molto diverso da come era a 14 anni. Così quello di Lei. Anche questo conta.

E se ci rivedessimo e parlassimo… non sarebbe più la stessa cosa. Il Tempo ha finalmente vinto. Io ho cercato di mantenere viva la fiamma, ma alla fine il vento del divenire non ho potuto arrestarlo.

E poi… diciamocelo seriamente… io non amo più Lavinia. Come potrei amare una persona con cui ho avuto zero rapporti sociali in 6 anni? Non sarebbe amore, ma puro masochismo.

No, non amo più Lavinia. Non la amo da molto tempo. Amavo il suo ricordo. Non c’è nulla di sbagliato in questo, basta rendersene conto, così da lasciar perdere la povera persona che non c’entra nulla. E allora si tratta di ricordare ciò che fu, di nutrire e lasciarsi nutrire da un ideale. Il Post-Lavinianesimo rappresenta forse il definitivo punto di arrivo di questo percorso. La separazione tra corpo e anima, tra passato e presente, potrebbe fare felici tutti: Lavinia, perché la lascio in pace direttamente, come vuole. E fa contento me, perché non sono costretto a rinunciare ad una pagina importante della mia vita. Un passato che non è più un peso o una pietra di paragone, ma una esperienza… una bella esperienza, ormai terminata.

Termina qui, in una periodica contemplazione estasiata di Reale e Ideale allo stesso tempo, una storia iniziata tanto tempo fa, quando si stava uscendo dal Vecchio Millennio, con l’ansia con cui Dante usciva dall’imbuto rovesciato dell’Ade.

Una storia iniziata in un’ Estate che segnava il passaggio dalle Elementari alle Medie, in cui un bambino partecipò ad una serata di festa della scuola a cui inizialmente aveva rinunciato. E lì conobbe una bambina. Di sicuro, mentre la bambina provava il saggio di danza e il bambino ripassava le parole di una canzone che proprio non capiva, nessuno dei due immaginava minimamente che nulla sarebbe finito lì. E che, in fondo, nulla finisce mai veramente. Never the end…

19 novembre

Il Lavinianesimo e le altre correnti Laviniane- Parte 1 (di 3)

Mi sembrava giusto fare il punto sui movimenti culturali legati a Lavinia che mi guidano da sempre. Si tratta di varie correnti di pensiero che hanno avuto una precisa durata nel tempo. E’ qualcosa di molto serio.

 

Lavinianesimo (circa Giugno del 1999- circa Ottobre 2001)

Questa corrente nasce immediatamente dopo la fine della seconda media e del magico periodo in cui ho avuto modo di stare molto vicino a Lavinia. Termina nel 2001, a seguito di un evento particolare di cui parlerò dopo.

Il Lavinianesimo pone al centro Lavinia come anima e corpo. Il Lavinianesimo adora Lavinia come un Angelo, come una Ragazza e come una Dea allo stesso tempo. Lavinia è considerata perfetta anche nelle sue imperfezioni, ed estremamente idealizzata.

Il Lavinianesimo però non è qualcosa di fisso. Durante tutto il suo periodo di influenza, vede al suo interno a volte una lotta, a volte una semplice evoluzione proprio di Lavinia.

Durante la terza media, comincia a nascere il mito della Lavinia-che-fu. Lavinia infatti dichiara di non ricordare granchè del periodo passato con me, e per il resto dell’anno i nostri rapporti sono molto sui generis. Molto mediocri, insomma.

 

Dopo le medie la perdo di vista. In primo superiore ogni tanto chiamo Lavinia, ma tutto finisce lì. E’ chiaro che a me comincia a piacere più la Lavinia del passato che questa Lavinia, che mi sembra si sia conformata al basso standard delle sue coetanee.

Il momento più alto di questa fase si raggiunge durante le vacanze di Natale del 2000, quando organizzo una riunione di classe. Sebbene fossi nostalgico verso le medie in generale, il motivo principale per cui ho organizzato il tutto è quello di rivedere Lavinia. E la vedo. Ad un certo punto la prendo in disparte e le dico che mi piace. Lei non dice nulla. Finisce lì.

 

Durante questo periodo, il mio atteggiamento verso le ragazze è semplice: ognuna è paragonata a Lavinia. E nessuna passa il test. Lavinia è superiore a tutte. La attendo. Sono disposto ad aspettare Lavinia a lungo, se necessario. Che non vuole dire che non ci abbia provato con  delle ragazze o che me ne sia stato con le mani in mano, ma la mia devozione verso di Lei è assoluta.

Nel frattempo ripenso con sempre maggiore nostalgia al ’99 e al tempo con lei. Non do grande importanza al presente.

 

Tutto finisce verso Ottobre del 2001. Un po’ per via dell’11 Settembre, che aveva fatto capire a tutti quanto fosse importante godersi il presente, visto che il mondo stava per piomba in una nuove guerra mondiale.

E soprattutto per questo episodio particolare. Come detto, spesso sentivo Lavinia per telefono. Però questo non mi bastava più. Allora passo al Piano Definitivo che potrebbe permettermi di riagganciare Lavinia più direttamente.

Molto semplicemente, mi procuro il suo numero di cellulare. Quando lei lo scopre, ci resta male. Molto. Mi chiede di cancellare il numero. Un giorno la chiamo a casa, e lei è molto scocciata. Allora le chiedo. “Lavì, sei arrabbiata con me?”, e lei, mentendo: “No”. Quella fu l’ultima volta che la sentii per telefono. Ogni volta che avrei richiamato a casa sua, nei successivi mesi, mi risponderà il padre dicendomi che “Lavinia non c’è”. Ho afferrato il messaggio.

 

Dopo tutto ciò, capisco che non posso perdere tempo con questa storia intricata. E’ difficile infatti mettersi con una ragazza che non vive nel tuo periodo temporale. E purtroppo ancora non esistono i viaggi nel tempo.

 

Il mito di Lavinia sembra incrinarsi e dissolversi. “Andare avanti” diventa la parola d’ordine. E per un po’ mi convinco veramente di poter dimenticare Lavinia.

 

(Fine prima parte)

18 novembre

Lavinia Strykes Back!

Lavinia colpisce ancora, cioè.
 
Bene, entro nell'ultima settimana di lezione di questo primo ciclo didattico. E naturalmente questo significa ESAMI! ESAMI! ESAMI!
Questa settimana avrò la bellezza di due esoneri, anche se li affronterò con spirito molto diverso, ma questa è una spiegazione noiosa che vi risparmio.
Comunque, il succo è che difficilmente riuscirò a scrivere qualcosa di originale su questo Blog, e per questo mi sono premunito un pò di tempo fa.
 
Stockpiling significa mettere da parte del materiale per poterlo poi usare nei periodi di magra. Si, perchè se fosse possibile aggiornare il Blog con il pensiero, scriverei almeno una decina di interventi al giorno. Alcune di queste eccedenze però riesco a metterle da parte, e quindi eccomi qua.
 
In particolare, questo è una sorta di pamphlet che ho preparato un mesetto fa, in attesa dell'occasione giusta per tirarlo fuori. Riguarda Lavinia, anche se non è preciso dire così.
In realtà si parla del Lavinianesimo e della altre correnti di pensiero che riguardano Lavinia. Come detto tante volte, Lavinia è più che altro, tristemente, solo motivo di contemplazione e speculazione semplice, ed ecco alcuni frutti dei miei pensieri.
 
Okay, naturalmente non sono stato per niente chiaro. Bè, quando posterò i tre interventi sull'argomento (uno era troppo lungo), tutto sarà... ancora meno chiaro (risata diabolica)!
 
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16 novembre

Il Tempo, come una barra di caricamento...

Il Tempo è una delle cose che mi ha ossessionato quest'anno. Un giorno ne parlerò forse. La cosa ironica è che questa fissa è cominciata proprio i primi giorni di Gennaio, in sintonia con il calendario... vabbè...
 
Una delle ipotesi che più mi affascinano sul Tempo è che in realtà esso esista nel concreto, e sia qui da sempre. Mi spiego...
 
Il Tempo non è veramente fatto di Passato, Presente e Futuro... è così che lo vediamo noi, perchè la nostra mente è imperfetta e limitata. Il tempo potrebbe essere un prisma dalle mille sfaccettature, di cui noi non vediamo che pezzi incastrati male tra loro.
 
In questo momento, io sto scrivendo questo Blog. Ma è anche il 1999 e io sto pensando che non mi piacciono gli Yo-Yo, anche se vanno di moda. E se non riesco a vedere il futuro... bè, è solo perchè non riesco a vederlo.
 
Il Tempo come insieme dei tempi. Come un'entità che c'è da sempre, e che sempre ci sarà. Il Tempo è già tutto qui: ci sono già il suo inizio e già la sua fine. E' già tutto stabilito, nel bene e nel male.
 
Una metafora efficace, suggeritami dalla mia amica Roberta della Terra dei Matti...
Il Tempo è come la barra di caricamente di un video su Youtube. Una volta che si è caricata tutta, uno può guardare qualunque parte del video. E' tutto lì. C'è il suo inizio e la sua fine.
 
E questo è tutto, per ora...
 
 
15 novembre

Striscia la Notizia è MORTA!

In questi giorni a Milano c'è una mostra sui 20 anni di Striscia la Notizia. Il tutto è anche pubblicizzato dalla trasmissione omonima e dalla pubblicità...
 
Ma quali 20 anni? Striscia la Notizia non esiste più. E non esiste più dal 2005. Mi spiego meglio.
 
C'era un tempo in cui Striscia la Notizia era il mio programma preferito. I presentatori erano dei comici simpaticissimi, e non mi riferisco solo alla rodata coppia Greggio-Iacchetti... anche Tullio Solenghi e Gene Gnocchi erano fantastici... Striscia la Beriscia era un must... per chi se lo ricorda, almeno...
 
Poi c'erano le grandi inchieste su temi molto importanti... è da Striscia che è iniziata la guerra contro i lestofanti che rubano soldi agli ingenui creduloni, dopotutto... o le battaglie per sbugiardare i falsi santoni di ancestrale memoria, quelli che ti curano con le sacche di pollo o i tronchetti della felicità...
 
Comunque, tutto questo finisce nel 2005. Per il secondo anno consecutivo, Striscia perse infatti il confronto con il suo diretto avversario, vale a dire "Affari Tuoi", dell'odiato nemico Paolo Bonolis.
L'anno successivo, si cambia tutto: nuovo studio, pubblico presente, nuove veline (non scelte più con il concorso televisivo), e nuovi inviati.
 
Il risultato? A mio parere, uno schifo. Le veline ora sono delle vere tro...vatelle che esibiscono tutto, ma veramente tutto... okay, that's fine, sono pur sempre delle gnocche, ma non puoi sbattermele così che si fanno la doccia mentre ceno con la mia famiglia, accidenti!
Poi, i nuovi inviati... per la maggior parte si tratta di servizi trash, come "Fatti e rifatti" o "La smacchiavip"... ma andate a cagare! Se mostri i 5 programmi più trash della settimana, allora sei coinvolto anche tu in quello schifo, non te ne distacchi. L'indifferenza, quella sì che sarebbe una presa di distanza.
 
Accanto a tutto ciò, è andata diminuendo la quantità di servizi utili al cittadino.
 
Oh, e altro piccolo dettaglio non da poco... Striscia la Notizia si è politicizzata, quasi come il TG4.
 
Prima non era così. Prima, okay, non avevo coscienza politica, ma durante i 5 anni del govero Berlusconi, non faceva satira politica. Ora si. Chissà perchè?
 
Oh, prima c'erano la prese in giro del Cavaliere Mascarato. Il fatto che Berlusconi era basso, ecc.
 
Il genere di battute che ti rende un politico simpatico, insomma.
 
Ora sul governo sparano a zero... vi riporto qualche battuta, che mio malgrado, ho imparato a memoria...
 
"Una notizia buona e una cattiva. La buona è che è partito un razzo in una nuova missione della Nasa, e a bordo c'è un italiano. La cattiva è che quell'italiano non è Prodi"
(Al cane Willie, che si agitava) "Eh, fa il bravo, altrimenti arriva Prodi"
"Questa settimana, al primo posto in classifica, il duo Padoa-Schioppa-Visco con il successo No tengo dinero"
 
Insomma, quando si tratta di fare battute su Forza Italia e sul centro-destra, l'obiettivo è far sorridere. Quando si tratta di centro-sinistra, dobbiamo far incazzare la gente. Capite? Due pesi e due misure. Non si può, davvero... cominciamo a fare battute scomode anche per la destra... che ne so, G8, P2, Lazio-Gate...
 
Insomma, Striscia è inguardabile. E non lo dico per il motivo politico... o per la gnocca sbattuta in faccia a gratis... nè per il trash...
 
Lo dico per tutti questi motivi MESSI ASSIEME!
 
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14 novembre

Prima o poi smetterà di piovere...

Va bene, vediamo come è iniziata questa giornata del cavolo. Anzi, del supercavolo.
 
Primo, mi sono svegliato alle 7  e 35 per prendere l'autobus alle 8 e fare colazione al bar con calma, senza dover avere l'ansia di entrare prima delle 8 e 30, quando cioè inizia la lezione.
L'autobus delle 8 però non passa. E alle 8 e 15 ne passano due. Grazie, eh!
 
Arrivato all'università, prendo un cornetto al volo (senza il latte macchiato, e già questo mi rende nervoso) e mi dirigo verso l'aula. Slo che l'aula è ancra chiusa, Verrà aperta alle 8 e 40, e quindi mi mangierò le mani per non aver fatto la solita colazione, tanto hai voglia il tempo che avevo...
 
La lezione procede più o meno bene. Poi il tempo di fare un'altra sfuriata a proposito dei pagliacci (dicasi pagliaccio colui che dopo un esame si lamenta dicendo che è andato male e poi ha preso 29 o 30 o 30 e lode) e dei non pagliacci (dicasi non pagliaccio colui che dopo un esame dice di essere andato male ed E' andato male), esco dall'università e vado a mensa.
 
Al ritorno, naturalmente becco la pioggia. Ma non solo. Becco in contemporanea acqua, grandine e vento. Il tutto con solo un ombrellino per ripararmi. Quando finalmente trovo un riparo, smette di piovere. Ovviamente, certo. E' un complotto, sicuro.
 
Insomma, è passata solo metà giornata ma la misura è già colma, e mancano ancora mooooolte ore prima di mettersi a letto a dormire. Può succedere di tutto. E, non so perchè, ma la cosa non mi eccita.
 
Sarà che questo è un periodo molto poco positivo... non mi va di definirlo brutto, perchè i periodi brutti e bui sono altri... periodo poco positivo, in cui è facile perdere la calma, in cui le piccole cose ti vanno storte...
 
Prima o poi...
Prima o poi smetterà di piovere
Prima o poi se continua così, la mia prima bestemmia mi uscirà facile, e da lì non ci si ferma più
Prima o poi qualcuno lo mando affanculo
 
Prima o poi...
 
 
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13 novembre

La Ricerca Operativa applicata all'Amore

Se ad una ragazza dico:
 
"Il mio amore per te è talmente grande e sconfinato, che ha complessità NON POLINOMIALE, e precisamente è un O grande di n fattoriale"
 
Riesco a conquistarla così? Tra parentesi, O grande di n alla n si scrive O(n!)
 
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12 novembre

Best di Settembre

Ho aggiornato l'elenco del Best del Blog, con gli interventi che secondo me sono stati i migliori di Settembre. Ne ho trovati ben 7, e alcuni sono stati esclusi di pochissimo. Si va da "Long live the Brotherhood of Dada", che parla del folle gruppo di amici che frequento... è stato fantastico coniugare i Doom Patrol e il mio gruppo e creare appellativi per tutti.
Poi c'è E', che si ispira a It dei Genesis, tappa definitiva del percorso di autoconsapevolezza di uno schizofrenico.
Ramadan racconta di un racconto di Sandman, con l'interpolazione di alcune riflessioni personali.
Ci sono poi le due note legate a Daniela, la ragazza alla quale ho pensato quest'estate. Il primo è molto divertente, e raccoglie tutti le scuse che si è inventata per uscire con me... il secondo è una sorta di addio, che in seguito fu rettificato, ma che da poco ho ri-sancito.
Squonk parla di un animale leggendario... che io possiedo!
Il Giudice di Tutta la Terra, invece, è una riflessione personale sulla mia fastidiosa propensione nel dare giudizi. Una presa di posizione e delle scuse, tutto qua.
 
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11 novembre

Un'altra Ultima Cena (stavolta a Fondi)

Okay, ed ora l'altra Ultima cena che ho fatto, stavolta al compleanno di 18 anni del D@d@... come ho scritto l'altroieri, è tecnicamente meno riuscita, ma devo dire che, a una seconda occhiata, è anche più bella... uno, perchè ci sono solo amici, e non comparse (come in quella fatta in Residenza a Roma), e due perchè... è bizzarra, e quindi, dato che era impossibile ricatturare ils ense of weird della storia della Doom Patrol di Grant Morrison, questa è una buona approsimazione.

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Vediamo: ci sono due Gesù, uno dei quali cerca di scalzare l'altro. La Bibbia non ha mai parlato di due Messia, ma vabbè... poi gli altri apostoli sono in posa, e non si sa perchè. Addirittura uno di loro, l'apostolo insolente, mette una mano sulla spalla di uno dei Cristi. La posa delle meni del Redentore è sbagliata, ok...

E poi ci sono io che interpreto l'Apostolo scemo, quello che la storia ha dimenticato.

Un bel quadro, in definitiva. Pazzo e bizzarro al punto giusto.

Adesso devo pensare al prossimo dipinto da riprodurre. Sarebbe bello un "Persistenza della memoria" di Dalì, o qualcuno metafisico, ma lì è ancora più difficile... vedremo...

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9 novembre

L'ultima cena

 
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Quest'estate stavo leggendo un fumetto di Grant Morrison, la Doom Patrol, vero e proprio concentrato di surrealismo ed esoterismo, e c'era questa Confraternita del Dada. Il Capo, Mr Nobody, stava facendo uno dei suoi soliti discorsi con il senso di essere senza senso, e ad un certo punto, mentre lui e i suoi soci erano a tavolta a cenare, esce fuori la citazione del quadro "L'Ultima Cena". da allora mi è venuta la fissa di riprodurre, anche grezzamente, quella scena.
 
Ci ho provato qualche settimana fa al compleanno di 18 anni di D'Adamo, ma è venuta fuori 'na mezza schifezza: basti dire che c'erano due Gesù e che gli apostoli erano in posa come se qualcuno dovesse scattare una foto. Non esistevano le macchine fotografiche a quei tempi, accidenti!
 
Comunque, in Residenza c'ho riprovato e mi sembra che il risultato sia buono... premesso che non volevo realizzare nulla di professionale, ma solo divertirmi un pò. Io sono il primo da sinistra, comunque. Giuda. Già. E' bello interpretare ruoli completamente diversi dalla tua persona, mi dico. E spero che sia vero.
 
L'unica pecca, anche qui, è che Gesù non tiene le mani in quel modo... è diversa la posa...
 
Ed ecco anche la versione pittorica del "quadro"...
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Sono soddisfatto? Così così. E' stato divertente e tutto, ma non sono riuscito a catturare quel sense of wonder che aveva l'immagine del fumetto. Il fumetto dava un effetto più dinamico... riuscivi a vedere il movimento tra le vignette... 'sti pazzi che cenavano, dicevano stronzate, parlando di come rendere il mondo più bello con l'LSD e l'arte, e poi, gesticolando e muovendosi, si ritrovavano nella posa del quadro, e a quel punto erano fermi nella storia.
 
Peccato, insomma, che questa complessità è impossibile da raggiungere da degli amatori, ma in fondo basta così...
 
Ed ecco infine la tavola incriminata che mi ha ispirato queste strane fisse...
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8 novembre

Evvai, mi hanno pubblicato un racconto!!!

Kind of, come si precisa in questi casi.
 
Lo scorso Giugno ho partecipato al concorso dei mezzi pubblici di Roma, "Parole in corsa", per il secondo anno consecutivo. Solo che l'anno scorso non ero stato scelto tra i racconti milgiori (quelli pubblicati) e invece quest'anno... pure. Il mio racconto, "La ricerca del ladro", è stato scartato, come era successo con "Tiresia ovvero Epilogo"... ma io avevo un asso nella manica... è qui infatti che entra in scena il racconto scritto da mia sorella... "La vita secondo Nocciolina", che è stato scelto tra i 190 migliori... considerando che i racconti in totale erano quasi 2000, la percentuale dei prescelti è stata del 10%, che è molto, molto poco...
 
Insomma, brava mia sorella. Perchè l'ha scritto lei il racconto. Davvero. Proprio lei, si si. Anche se lo stile sembra il mio. L'ha scritto lei... a buon intenditor...
 
Comunque, sono molto contento. La considererò una consolazione nei momenti di forte dubbio, quando mi verrà la tentazione di smettere per sempre di scrivere. Non è un premio, non è denaro, non è nulla di blasonato, ma meglio di niente.
 
E un ringraziamento anche alla mia gallina Nocciolina, protagonista del racconto. Sono innamorato di lei, davvero. E adesso le tocca un pò più di mangime rispetto alle altre galline... ah ah ah!
 
Sono fiero di mia "sorella" perchè il racconto è spontaneo, semplice, ma anche profondo e malinconico, come piace a me. E l'ultima scena, con Nocciolina che si affaccia sul Campidoglio, dopo che è stata adottata nientepopodimeno che da Veltroni in persona, è degna di un decimo della follia di Grant Morrison.
 
Okay, basta pacche sulle spalle da solo. Torno al lavoro (studio + scrittura). Ciao!
 
La vita secondo Nocciolina

C’era una volta una gallina di nome Nocciolina,che viveva in un piccolo allevamento con altre galline,galli e papere in una campagna nella periferia di Roma.

Nocciolina era stata chiamata così per la prima volta dalla figlia dell’allevatore, perché era una bella gallina di color nocciola, ma anche piccola, di qui il diminutivo.

 

Nocciolina amava la campagna dove viveva: aveva cibo a volontà e acqua fresca (anche se le papere la sporcavano subito); c’erano degli alberi alti sui quali si arrampicava quando voleva stare sola e covare un uovo; era la gallina più bella, e tutti i galli avevano fatto almeno un pensierino su di lei.

 

Tuttavia, un giorno l’allevatore prese la madre di Nocciolina, che aveva da poco smesso di fare le uova. Nocciolina era spaventata perché sapeva bene che quando l’allevatore prendeva una papera o una gallina era solo per brutte intenzioni. E infatti Nocciolina assistette a uno spettacolo d’orrore consueto: l’allevatore che tagli il collo alla sua vittima. Solo che stavolta si trattava della madre di Nocciolina, che sentiva un groppo alla gola e avrebbe voluto lamentarsi, ma non ci riusciva.

 

Giorni dopo, la Nostra gallina ancora non si era ripresa. Le galline erano tornate alla normalità, così come le papere erano tornate a starnazzare come matte.

Ma Nocciolina non ci stava. Non poteva essere quello il senso della vita. L’esistenza non poteva essere alcuni anni di sporcizia e schiavitù e poi un coltello alla gola. No.

 

Nocciolina decise allora di fuggire, anche se a malincuore. Uscì dal recinto, che aveva scavalcato per semplice curiosità tante volte, e si trovò sul ciglio di una strada.

Passò un autobus, e Nocciolina lo prese.

C’erano molte persone, ma nessuna che facesse veramente caso a quell’inusuale passeggero, anzi le persone si ignoravano ed erano diffidenti peggio degli animali con cui aveva vissuto la gallina.

Nocciolina trovò anche un posto, e si mise a guardare dal finestrino. Vide scorrere pian piano grandi estese verdi e piccoli fiumiciattoli, sostituiti gradualmente da palazzi e strade. Si stava dirigendo verso la città. Nocciolina decise già che la città non le piaceva.

 

Era ormai sera quando Nocciolina scese dall’autobus e si trovò in una grande piazza piena di persone -che adesso però erano allegre e festose- e di luci e rumori e suoni e con 4 grandi fontane bellissime. Nocciolina approfittò subito di tutta quell’acqua fresca, anche se ora aveva anche un po’ di fame. Si avvicinò quindi alla porta di un fast food per raccogliere qualche briciola a terra, ma non le piacque. Decise che avrebbe mangiato dopo.

 

Alla gallina piaceva quel posto. Sentiva la gente che lo chiamava il “centro”.

Nocciolina vide edifici grandi grandi, strade lunghissime, tanti negozi e locali. Insomma, c’era una vita intensa che Nocciolina non aveva mai vissuto.

 

Dopo un po’, però, un uomo si accorse di Nocciolina e la prese. La gallina aveva paura. Sapeva che quando l’uomo –qualunque uomo- ti prende, il collo te lo sei giocato.

Ma sapete che c’è? A Nocciolina non importava nulla. Adesso si sentiva sollevata. Aveva viaggiato poco, certo, ma era contenta. Molti non escono mai dal loro recinto, intrappolati lì per decenni di noia e torpore in attesa di un coltello. A Nocciolina questo non era mai bastato, e finalmente si era decisa a scavalcare non un cancello, ma la sua paura.

Aveva viaggiato e visto cose belle e che non immaginava. Sapeva che non poteva tornare alla vita di prima, e quindi, bè, poteva anche essere al capolinea, ora. Nocciolina sperava solo di non finire in quell’orribile fast food di prima.

 

“Ma guarda che bella gallina. Piccola e di color nocciola… ti chiamerò Nocciolina. Una gallina davanti a Trinità dei Monti… certo che se ne vedono di cose strane in questa città”

L’uomo portò Nocciolina con sé. Presentò a Nocciolina la sua moglie e le sue due figlie e le diede subito da mangiare del mangime comprato appositamente, per poi passare a cibi più salutari come il pane duro ammorbidito nell’acqua o frutta di scarto, che era pur sempre gustosa.

Nocciolina cercò di rimanere diffidente, ma ben presto fu vinta dalla bontà dei suoi nuovi padroni e capì che in quella casa si sarebbe trovata bene.

Il suo padrone era tante cose, tra cui uno scrittore, e lei era una gallina curiosa che scavalcava il frigo per vedere cosa c’era dietro.

 

Passarono gli anni. In una mattina d’Estate, Nocciolina si svegliò e guardò dal balcone del Campidoglio, da dove vedeva delle grandi colline, antichi Fori e tutta la città con quella scia infinita di tetti che arrivava ai piedi del Sole che si stava svegliando.

Nocciolina ripensò a quel lungo viaggio iniziato tanti anni prima. Un viaggio fatto di consapevolezza e scoperta. Un viaggio di esperienza. Di amore e paura.

Un viaggio che le aveva donato una famiglia che le voleva bene e una città magica ed eterna.

Ma… ma guardando il cielo sereno non potè fare a meno di ripensare anche alle sue amiche galline e a quelle cavolo di papere starnazzanti che le mancavano molto, e alla campagna, e alle cose che non aveva avuto nella vita -non aveva avuto dei pulcini, purtroppo.

In fondo, per quanto sia bello il punto d’arrivo, non ci si dimentica mai da dove si è partiti.

 

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Forzaitaliani

No, i forzaitaliani non sono quelli che votano Forza Italia. Sono un insieme che ha un'intersezione con gli elettori di FI, ma anche uno che vota Rifondazione Comunista può essere forzaitaliano. E' una definizione bipartisan, se vogliamo.
 
Il forzaitaliano (attenzione, con la lettera minuscola, altrimenti gli diamo troppa importanza) è la persona più infida e infame che possiate mai conoscere.
Il forzaitaliano è guidato dai valori del denaro, della speculazione a fini (loschi) personali, dalla sete di consumo a tutti i costi. Il forzaitaliano crede di vivere una sorta di sogno americano Made in Italy, ovvero di poter scalare la società fino ai suoi vertici, spinto in alto dalle sue doti e virtù. Per farlo, non esita e buttare giù a pedate gli altri che, come lui, vogliono compiere la fatidica scalata al successo.
 
Il forzaitaliano sa che il vincitore sarà uno, in ogni competizione, e per vincere ricorre ad ogni mezzo: delatore, criminale, anche assassino. Per i soldi e la fama, questo e altro.
 
Diciamo la verità... siamo tutti un pò forzaitaliani... tutti vorrebbero avere tutto a costo zero... tutti coltivano il sogno del successo sfrenato, anche se solo per pochi secondi, anche se solo di notte, tra le coperte... tutti vorrebbero salire, senza rendersi conto che lassù tutti noi stiamo per forza stretti.
Moriremo berlusconiani, disse qualcuno. La verità è che, no, moriremo forzaitaliani. Forza Italia e Berlusconi sono solo i catalizzatori delle nostre schifezze interiori. Moriremo forzaitaliani, perchè siamo fatti così, non c'è nulla da fare. Vogliamo solo le cose belle, e ci giriao dall'altra parte per non vedere quelle brutte.
Moriremo forzaitaliani...
 
Personalmente, ho conosiuto molti forzaitaliani inconsapevoli. Magari leggevano La Repubblica, ma erano delatori. Si dichiaravno indipendenti di pensiero, ma si contraddicevano con il loro mediocre conformismo.
 
Poi c'è la specie peggiore di forzaitaliano... ovvero quello che è forzaitaliano nel cuore E che vota Forza Italia. Perchè ci sono anche quelli che votano Forza Italia e hanno un pensiero critico - che so, magari credono nella laicità dello stato, magari... boh, che ne so.
Il forzaitaliano di Forza Italia, invece, segue alla lettera le parole di Mago Oronzo Silvio.
2003: l'Italia partecipa alla guerra in Iraq. 2006: Berlusconi dice che in realtà lui era contro la guerra. Il forzaitaliano gli crede.
2001: editto bulgaro di Berlusconi. 2007: Berlusconi dice che non c'è mai stato alcun editto bulgaro. Il forzaitaliano gli crede.
Berlusconi dice che Biagi faceva un uso criminoso della TV? Il forzaitaliano gli crede, senza stare a pensare che Fede è il terorrista dell'informazione, tra i tanti.
 
Berlusconi fa il condono edilizio? E il forzaitaliano è a favore degli abusi edilizi.
Berlusconi racconta barzellette? Il forzaitaliano si convince che è anche simpatico, mentre a me un piduista che sorride fa venire i brividi.
E tante altre belle cose, che ci vorrebbero ore per elencarle tutte.
 
Come dicevo, moriremo forzaitaliani, incuranti del lato oscuro del sogno Azzurro...
 
 
 
 
7 novembre

Mrs Rosybind

Continuano i video che scimmiottano il Partito Democratico... dopo l'inno del PD di Ligabue/Marcorè, ecco Crozza e Cisticchi che cantano Mrs Rosybind, storpiatura della bellissima Mrs Robinson. Che dire... dopo averla sentita, mi è venuta veramente voglia di votare Rosy Bindi... ma solo per una frazione inifintesima di secondo, ovviamente!